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giovedì 15 settembre 2011

Comunicato dell'ApTI sull'eliminazione del sussidio di disoccupazione

Con la circolare 105 del 5/08/2011 l'INPS dice addio una volta per tutte al sussidio di disoccupazione per gli artisti dello spettacolo.
Viene infatti chiarito dopo un anno di risposte diverse da una sede INPS all'altra, la situazione per le categorie artistiche dei lavoratori dello spettacolo.

Vengono escluse dal diritto all'indennità di disoccupazione tutte le figure artistiche come registi, scenografi, coreografi, lighting designer, attori, musicisti, cantanti, danzatori, ecc (in allegato alla circolare c'è una lista contenente tutte le categorie escluse, con tanto di codici ENPALS). In pratica il sussidio viene riconosciuto alle sole categorie tecniche ed amministrative.

Ciò a seguito della confusione generata dalla sentenza del 20 maggio 2010 della Suprema Corte di Cassazione n. 12355 che fa riferimento al Regio Decreto 1827 del 1935 che recita: "Non sono soggetti all'assicurazione obbligatoria per la disoccupazione involontaria: (…) il personale artistico, teatrale e cinematografico".
La definizione di personale artistico è quella secondo cui "Non sono considerati appartenenti al personale artistico, così teatrale come cinematografico, agli effetti tutti coloro che al teatro o al cinematografo prestano opera la quale non richieda una preparazione tecnica, culturale o artistica".

mercoledì 31 agosto 2011

Con la cultura si mangia!

Riportiamo da un comunicato dell' ApTI - Associazione per il Teatro Italiano:
Incredibile risultato di uno studio sul settore della cultura in Italia!  
Con la cultura si mangia, eccome! Per riprendere la proverbiale ed infelice uscita di un noto ministro del governo, lo studio condotto da Unioncamere insieme alla Fondazione "Symbola" documenta lo stato di salute complessivo del lavoro nel settore cultura che è pari al 4.9% del Pil nazionale. Un milione e mezzo di occupati (pari al 5.7% dell'occupazione in Italia) superiore ad altri settori come la meccanica o i trasporti considerati tradizionalmente motori di stabilità e lavoro. Nella ricerca condotta emergono chiaramente altri dati che sicuramente dovranno indurre ad una riflessione approfondita per questo esecutivo ed altri che verranno. Il periodo di crisi dell'ultimo triennio è stato superato brillantemente con 13 mila posti di lavoro in più, pari ad un punto percentuale a fronte di una flessione di due punti subita complessivamente dal mercato del lavoro. Ultimo dato interessante è rappresentato dall'export: un valore di 300 miliardi di euro pari a 9 punti percentuali sull'export complessivo nazionale. Senza alcun investimento politico ed economico da parte del governo e senz'altro un risultato straordinario.  (L.Ribustini)