Stagione Danza 2011-2012
dal 19 al 23 ottobre 2011
Mistras/Mda Produzioni Danza presentano
CASSANDRA
o del tempo divorato
opera per danza teatro e musica
da Seneca, Eschilo, Euripide, Baudrillard
e il contributo di Massimo Fini
con Elisabetta Pozzi, Hal Yamanouchi, Carlotta Bruni, Rosa Merlino
drammaturgia Pozzi/Gatti
coreografia Aurelio Gatti
musiche originali Daniele D'angelo - costumi Livia Fulvio - luci: Stefano Stacchini coreografia Aurelio Gatti
scene: Capannone Moliere.
Dopo una intensa tournèe estiva che ha toccato i più prestigiosi teatri antichi e aree monumentali ospite dei maggiori festival nazionali - Teatri di Pietra, MagnaGrecia Festival, Segesta Festival,Taormina Arte –giunge, al Teatro Vascello di Roma, "Cassandra" un nuovo lavoro dedicato ad una tra le più fragili eroine classiche.
Elisabetta Pozzi è la protagonista di una drammaturgia intensa che esprime, attraverso il mito di Cassandra, la consapevolezza "solitaria" del percepire l'imminente, quasi una empatia universale, in cui la tragedia non è il realizzarsi dell'avvenimento ma l' "impotenza" a comunicarlo. Una messa in scena che prosegue l'esperienza di "Sorelle di Sangue – Crisotemi" e che si caratterizza per l'uso di diversi codici espressivi, la musica, la danza e la parola per restituire una lirica del tragico, scarna ed essenziale, in cui la contemporaneità "passa" attraverso l'interprete che si fa significato del presente.
Lo spettacolo è realizzato in collaborazione con Teatri di Pietra e Fonderia 900.
La figura di Cassandra mi ha sempre affascinato e nello stesso tempo turbato. Profetessa non creduta, mi suggerisce la visione di un personaggio estremamente vivo che può arrivare ai giorni nostri per raccontarci qualcosa che ci riguarda molto da vicino. La consapevolezza (ora come allora) degli errori commessi nel passato dai Padri, la porta ad essere talmente cosciente e lucida sul futuro da avvertire l'inadeguatezza del linguaggio per dire del vivere nel presente all'ombra della distruzione. Questa nuova Cassandra è una donna contemporanea che attraverso un viatico
"straordinario" ripercorre la veggenza inevitabile della conoscenza attraverso il mito e nel racconto di questi, si fa ella stessa Cassandra, ritrova le sue parole che pian piano diventano parole di oggi,
il racconto di un mondo in cui la proliferazione di una tecnologia spesso distruttiva, annulla il futuro, elimina ogni visione e prospettiva . (Elisabetta Pozzi)

