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martedì 15 gennaio 2013

SONATA PER RAGAZZA SOLA con Federica Bern dal 24 gennaio alla Casa delle Culture

Casa delle Culture 
dal 24 gennaio al 3 febbraio 2013
SONATA PER RAGAZZA SOLA
Omaggio a Irène Némirovsky, 
con Federica Bern 
regia di Francesco Villano. 

Una ragazzina inscena una favola nera che viviseziona e gioca coi desideri di due donne, simili per natura, ma di età diverse. Due donne come quelle dei film muti, con gli occhi grandi e le collane di perle. Un sofisticato e pericoloso gioco teatrale, ispirato alla vita e alle opere dell'autrice d'adozione francese Irène Némirovsky.

Lo spettacolo sarà preceduto sabato 19 gennaio alle ore 12 presso la CASA DEI TEATRI (villino Corsini a Villa Pamphilj, Largo III Giugno 1849  00165 Roma) da uno speciale Reading presentato da InBalìa Compagnia Instabile e dedicato alla grande  Némirovsky 

Un evento teatrale che prevede un approfondimento sulla figura della grande autrice di origine russa, ma d'adozione francese, scomparsa tragicamente ad Auschwitz nel 1942 e recentemente riscoperta da
pubblico e critica, dopo la pubblicazione del suo romanzo postumo Suite Francese, avvenuta nel 2004.
L'evento prevede la presenza di Federica Bern, la quale leggerà in anteprima un estratto dall'omonimo spettacolo; di Silvia Giuliano che leggerà ulteriori estratti da alcune opere della Nemirovsky; di Emilio
Pezzola, studioso di Irène Nèmirovsky  dell'Università La Sapienza di Roma e di Francesco Villano, regista dello spettacolo, presente con un intervento video. Sarà inoltre proiettato il trailer dello spettacolo.

Casa delle Culture
via san Crisogono, 45 - 00153 Roma 
tel 0658333253 -  tel-fax 0658157182

sabato 2 giugno 2012

LE PAZZE: reading poetico a Palazzo Santa Chiara di Roma lunedì 4 giugno ore 21

Palazzo Santa Chiara
Lunedì 4 giugno ore 21.00
LE PAZZE
Reading poetico
con
Sabrina Knaflitz e Massimo Feliziani
Musiche Antonio Di Pofi
a cura di Pino Strabioli

Anne Sexton, Silvia Plat, Emily Dickinson, Wisława Szymborska, Joy Harjo, Alda Merini, Ingeborg Bachmann, Elisabeth Bishop: grandi poetesse raccontate da due voci recitanti e pianoforte.
Sabrina Knaflitz e Massimo Feliziani: un'attrice e un uomo qualunque che scelgono di leggere le parole di grandi poetesse con la complicita' musicale di Antonio Di Pofi.
La poesia e' di chi la scrive e di chi la dice, e' dell'attore e del lettore, da Sylvia Plath ad Alda Merini, da Ingeborg Bachmann a Wislawa Szimborska, passando per altre voci di donne struggenti e visionarie, leggere e accorate. Un concerto
per pianoforte e voci recitanti.

Palazzo Santa Chiara
Piazza di Santa Chiara 14 - 00186 Roma
Tel. 06 6875579 Fax. 06 68300888
info@palazzosantachiara.it

giovedì 1 marzo 2012

LE VISPE TERESE con Elio Pandolfi a Palazzo Santa Chiara

PALAZZO SANTA CHIARA
dal 9 al  11 marzo 2012

Le Vispe Terese
di LUCIANO CICIONI
con
ELIO PANDOLFI voce recitante
MARCO SCOLASTRA pianoforte
Musiche di Chopin, Catalani, Casella

IL MODELLO:
LUIGI SAILER
FRYDERYK CHOPIN - Valzer in re bemolle maggiore op. 64 n° 1

LE MANIERE:
OMERO
SAFFO
VIRGILIO
LEO DELIBES – Danza n° 6 in stile antico
JACOPONE DA TODI
LAUDARIO CORTONESE - “Troppo perde ‘l tempo”       
DANTE ALIGHIERI
CECCO ANGIOLIERI
FRANZ VON SUPPE’ - “Mia bella fiorentina” da Boccaccio                        
FRANCESCO PETRARCA
TORQUATO TASSO
GIOVANNI MARIA RADINO – Gagliarda prima
LUDOVICO ARIOSTO
GIAMBATTISTA MARINO
LOUIS-CLAUDE DAQUIN - Rondeau
PIETRO METASTASIO
UGO FOSCOLO
ALFREDO CATALANI – “A sera”
ALESSANDRO MANZONI
GIACOMO LEOPARDI
FRYDERYK CHOPIN - Notturno in do diesis min.
GIOSUE’ CARDUCCI
GIOVANNI PASCOLI
GUIDO GOZZANO
COSTANTINO DE CRESCENZO - Notturno
GABRIELE D’ANNUNZIO
FILIPPO TOMMASO MARINETTI
ALFREDO CASELLA - “Omaggio a Clementi” da 11 Pezzi infantili op. 35
 ALDO PALAZZESCHI
 SALVATORE DI GIACOMO
 MARIO COSTA - “Napoletana” da Scugnizza      
 GIUSEPPE GIOACCHINO BELLI
 TRILUSSA
 ROMOLO BALZANI - “L’ eco der core”
 VINCENZO CARDARELLI
GIUSEPPE UNGARETTI
 ALBERTO GINASTERA – Danza argentina n° 2
 UMBERTO SABA
 SALVATORE QUASIMODO
 NINO ROTA - “Siciliana” dal film Il Padrino
 EUGENIO MONTALE
 CHARLES BAUDELAIRE
ALFRED MARGIS – Valse Bleue
FEDERICO GARCIA LORCA
ISAAC ALBENIZ – Preludio da España
EDGAR LEE MASTERS
HENRY MANCINI – “Moon River”

L’autore, Luciano Cicioni, di mestiere fa l’avvocato. E di certo Cicioni avrà la maturità classica.
Di certo terrà, in casa, scaffali di libri letti; non soltanto, nello studio legale, quelle severe, inquietanti teorie di dorsi zeppi di leggi, teorie, sentenze. Quanti bei nomi di “esercenti” l’attività legale fan parte della letteratura italiana.
Cicioni, è bene dirlo, sta vincendo la sua sfida con le parole e la versificazione, e se è vero che barthesianamente “testo vuol dire tessuto”, il suo telaio lavora trame di grande abilità, che rivelano capacità mimetiche calibrate, non sul filo del travestimento satirico o burlesco, ma sul registro di una transcodificazione ironica e sofisticata.
A Cicioni non interessa tanto, come nel classico crudele Paolo Vita-Finzi o nel trasgressivo Michele Serra, misurarsi – oltre che sul contesto stilistico – nei contenuti per così dire ideologici, quanto entrare nella pelle linguistica dell’altro. Non lo stimola troppo la versione caricaturale. Ama di più la creazione di un sosia, quella che Bachtin definisce “l’affermazione di un mondo alla rovescia”, che poi è la cifra della parodia.
Dunque ecco nascere dalla costola di Luigi Sailer trentuno Vispe Terese, in carne ed ossa poetiche, credibili. E così la celeberrima filastrocca, appena un rigo sopra l’insensatezza dei limericks nonsente di David Lear, rivive su latitudini impensate e grazie a impervie, e riuscite, sperimentazioni.
E’ Antonio Carlo Ponti  (dalla prefazione a “Le Vispe Terese”)

PALAZZO SANTA CHIARA
Piazza di Santa Chiara, 14 - tel. 06 6875579
Spettacoli: dal Venerdì al Sabato ore 21, Domenica ore 18
costo del biglietto da € 22 a € 15

STORIA DI UN PANICO con Elio Pandolfi al Palazzo Santa Chiara

PALAZZO SANTA CHIARA
dal 2 al 4 marzo 2012
STORIA DI UN PANICO
di E. M. Forster
a cura di Tiziana Masucci
con
Elio PANDOLFI, voce recitante
Marco SCOLASTRA, pianoforte
di Edward Morgan Forster
Prima Rappresentazione a Roma
Musiche di Ginestra, Britten, Elgar, Chopin, De Crescenzo, cannio, Wagner, Part

«Credo fosse nel maggio del 1902 quando feci una passeggiata nei pressi di Ravello» annota E. M. Forster. Infatti, lo scrittore inglese e sua madre Lily si recarono in vacanza a Ravello, ospiti della Pensione Palumbo, in una camera che aveva “una vista splendida” (non dimentichiamo che Forster è tra gli scrittori anglosassoni più obsessed dalla vista).
Il giovane Morgan rimane affascinato dall’atmosfera e dal luogo, così tanto da scrivere The story of a panic, Storia di un panico. 
«Mi sedetti in una valle, a poche miglia dal paesino e, d’un tratto, il primo capitolo di un racconto mi invase la mente come se stesse aspettando in quel posto proprio me. L’ho preso e sono scappato in albergo dove l’ho scritto immediatamente.»
Il racconto venne pubblicato in Gran Bretagna solo nel 1911 suscitando - come temeva l’autore - la reazione negativa della madre che, dopo averlo letto, svenne e le ci vollero diversi giorni per riprendersi.Motivo per cui, il racconto subì una battuta d’arresto a livello di pubblicazioni; e Forster cercò, in seguito, sempre di nascondere la sua omosessualità sia nella vita che nella produzione letteraria.Il legame tra E. M. Forster e il genius loci ravellese è speciale. Non si tratta solo di ispirazione creativa ma di identificazione erotica. In altre parole, Ravello è stato per Forster il suo spartiacque sessuale. Il Sud dell’Italia ha dato il via a quel lento processo di conoscenza del suo vero essere, ossia di auto-conoscenza; e i suoi romanzi hanno portato a compimento tale processo. Non è dunque un azzardo sostenere che senza quell’aiuto, Forster avrebbe impiegato molto più tempo a intraprendere un percorso di conoscenza di se stesso e sarebbe stato, probabilmente, uno scrittore meno precoce di quanto sia stato. Il Sud con le sue immagini, i colori, la carnagione brunita dal sole, ha rivelato allo scrittore inglese - e a numerosi suoi compatrioti artisti e intellettuali - la forza della sensualità, come scoperta del sé e come coraggio di vivere i propri sentimenti. Storia di un panico va intesa come il racconto di una iniziazione, è senza dubbio uno scritto “coraggioso” per i contenuti allusivi che strizzano l’occhio al pubblico che si trova immerso in un’atmosfera mitica e al contempo realistica.
La lettura interpretativa di Elio Pandolfi di Storia di un panico ricrea tale atmosfera; gli intermezzi musicali del maestro Marco Scolastra - che esegue anche brani di Edward William Elgar e Benjamin Britten - contribuiscono alla creazione di una performance originale, briosa e sognante.

SINOSSI
1902. In una giornata d’estate a Ravello - scrive E. M. Forster - un medico e una comitiva di inglesi della quale fa parte il timido e introverso giovane Eustace decidono di recarsi a Vallone Fontana Caruso per un picnic. Dopo aver mangiato, mentre il ragazzo intaglia uno zufolo dal legno, viene rimproverato dalla vecchia zia: «il dio Pan ha lasciato per sempre la sua dimora per colpa di quelli che, come te, non hanno rispetto per i boschi».Pan! Quel nome sembra aver innescato una magia… segue un assoluto silenzio, rotto dal fischio dello zufolo e da un colpo di vento, simile a un ululato. Paura! Il gruppo scappa ma nel panico generale, nessuno pensa a Eustace che sembra scomparso. Inghiottito dal mistero. Solo in seguito, le zie lo troveranno svenuto, circondato da sinistre orme di zoccoli caprini. Il comportamento di Eustace, una volta ripresosi, è diverso: corre, gioca, canta, ride e soprattutto insiste a voler incontrare un tal Gennarino, un pastore del luogo.
Nonostante i continui rimproveri, gli entusiasmi di Eustace non si placano nemmeno durante la cena e le sue urla tengono sveglia la comitiva per tutta la notte. Il medico parla con Gennarino, l’unico che sembra sapere cosa sia accaduto a Eustace. Il pastorello risponde laconico: «Eustace, ora, appartiene solo al bosco». Quella stessa notte, Eustace fugge dalla finestra. E scompare nuovamente senza lasciare traccia. L’unica speranza di ritrovarlo è affidarsi a Gennarino che, in cambio di dieci lire, accetta l’incarico. In realtà, non ha nessuna intenzione di trovare Eustace, appena intascati i soldi fugge ma si ferisce a morte.Alle prime luci dell’alba la comitiva britannica si ritrova a vegliare il corpo esamine di Gennarino. Mentre dal bosco circostante giungono le risate mefistofeliche di Eustace.

PALAZZO SANTA CHIARA
dal 2 al  4 marzo 2012
Piazza di Santa Chiara, 14 - tel. 06 6875579
orari spettacoli: dal Venerdì al Sabato ore 21, Domenica ore 18
costo del biglietto da € 22 a € 18