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martedì 26 marzo 2013

La Biennale di Venezia, settore Danza: ABITARE IL MONDO - TRASMISSIONI PRATICHE

La Biennale di Venezia
Venezia, 2 maggio > 30 giugno 2013
Settore Danza
Abitare il mondo - trasmissione e pratiche
Direttore Virgilio Sieni

Prendono il via il 2 maggio le attività del Settore Danza della Biennale di Venezia e si concluderanno il 28, 29 e 30 giugno con 3 giornate consecutive che vedranno dalla mattina fino a notte, in due aree diverse di Venezia – San Marco e Arsenale, la presentazione al pubblico di brevi coreografie, tutte inedite, frutto dei diversi percorsi di formazione e creazione che sono oggetto di Biennale College Danza.
"Abbiamo iniziato nel 1999 con un'Accademia di danza diretta da Carolyn Carlson, interrotta nel 2003 – ha ricordato il Presidente Paolo Baratta. Nel 2008 Ismael Ivo ha ripreso il modulo della Carlson e ha sviluppato un'apertura alla città e al pubblico con le sue Open doors, evolvendo verso quello che oggi deve diventare Biennale College Danza. Un'attività in cui i giovani lavorano e si esercitano con maestri allo scopo di realizzare fatti compiuti, poiché la compiutezza del risultato è altrettanto importante del percorso formativo. Caratteristica fondante di Biennale College – ha precisato Baratta - è infatti di aiutare chi ha talento ad attraversare la strada dall'apprendimento primario verso la creazione, misurandosi, grazie alla presenza dei maestri, innanzitutto con se stesso, la propria capacità, la propria creatività e il proprio carattere".
Biennale College, che interessa tutti i settori della Biennale di Venezia – cinema arte architettura spettacolo dal vivo – diventa momento centrale attorno a cui si definiscono le attività del Settore Danza per il triennio 2013-2014-2015. Attraverso Biennale College si gettano le basi di un nuovo rapporto tra creatività e festival, in programmazione nel 2014, ma anche di un dialogo con le altre arti a partire dagli stessi settori dello spettacolo dal vivo della Biennale.
Abitare il mondo - trasmissione e pratiche è il titolo del programma triennale del neo direttore Virgilio Sieni, "improntato – come dichiara il coreografo - sul senso della trasmissione ponendo la danza al centro di un dialogo intenso, teso ad aprire la ricerca dei linguaggi del corpo alle questioni del mondo contemporaneo. Ci rivolgeremo con continuità alla formazione, aprendo il campo alla creazione di luoghi in cui i danzatori e i coreografi incontreranno maestri, studiosi, artisti, filosofi e saranno invitati a condurre delle esperienze inedite anche con anziani, donne e uomini, bambini, non vedenti e intere comunità. Un triennio che, di volta in volta, si aprirà al pubblico attraverso cicli di visioni e spettacoli secondo un sistema di adiacenza tra le arti. Il progetto triennale include il 9. Festival Internazionale, pensato come un articolato sistema di dialoghi tra le culture del mondo; il Festival proporrà cicli di esperienze e spettacoli presentati come dittici e polifonie: spazi adiacenti che ospiteranno il dialogo tra la danza contemporanea e le altre arti, l'antropologia  e la filosofia".
Il nuovo progetto di Sieni per il Settore Danza, intitolato Abitare il mondo, per il 2013 prevede un ciclo di percorsi di formazione e creazione sul linguaggio della danza contemporanea che si conclude in brevi spettacoli – frammenti singoli o in forma di dittico - aperti al pubblico negli ultimi 3 giorni di giugno. Ogni giornata, dalla mattina fino a notte, vedrà protagonista un'area della città di Venezia, o polis, attraversata dalle creazioni di Biennale College Danza. Ogni area, con i suoi campi, campielli, cortili e chiostri, sale di palazzi, teatri e arsenali, diventerà un sistema articolato di luoghi, messo in relazione con il processo di creazione, ma anche percorso dal pubblico in un tragitto che dall'intimità degli spazi chiusi conduce alla coralità di quelli aperti e viceversa. Oltre 20 saranno gli spazi coinvolti nelle polis di San Marco e dell'Arsenale: da Ca' Giustinian, sede della Biennale, il Conservatorio Benedetto Marcello, il Teatro La Fenice, l'Ateneo Veneto, a Campo San Vidal, Campo Pisani, Campo S. Stefano; dal Teatro Piccolo Arsenale, il Teatro alle Tese, le Tese dei Soppalchi a Calle del forno, Fondamenta della lana, Riva dei 7 martiri, Giardini…
Dei sette percorsi o pratiche intesi come periodi di studio e creazione sul linguaggio della danza contemporanea – che costituiranno Abitare il mondo per il 2013, quattro sono già stati ideati da Sieni. Intitolati Prima danza, Invenzioni, Agorà, Trasmissione, ognuno di essi è destinato a circa 20 coreografi e danzatori tra i 18 e i 30/35 anni, ma anche a piccoli gruppi, scelti tramite bando internazionale. I bandi saranno pubblicati sul sito della Biennale – www.labiennale.org -  intorno alla metà del mese di marzo.
A questi si aggiunge un quinto percorso molto particolare, intitolato Vita Nova, pensato per i giovanissimi dai 10 ai 15 anni. Abitare il mondo, infatti, considera le diverse età del danzatore e pone alla base il concetto stesso di trasmissione: quella che avviene naturalmente da maestro ad allievo, quella tra generazioni, tra una fase e l'altra della vita del danzatore, tra professionisti e non, e anche fra discipline diverse.
I periodi di studio sono caratterizzati dal lavoro con maestri della coreografia e della danza internazionale, ma anche da incontri con studiosi, artisti e filosofi, secondo un criterio di analogia con le pratiche della danza. Si tratta di un tragitto ampio al cui centro è la danza in rapporto costante con le altre arti. In questo dialogo la musica ha un ruolo centrale: alcune delle pratiche coreografiche, infatti, avranno la musica dal vivo, o come esecuzione di repertorio classico e contemporaneo eseguito dal vivo, o attraverso la creazione di un lavoro musicale che si svolge parallelamente alla creazione coreografica, o anche come improvvisazione tra musicista e danzatore.
Gli altri percorsi, ancora in fase di elaborazione, concorreranno ad arricchire i momenti di studio e gli esiti coreografici offerti al pubblico nelle tre giornate di giugno.
Entrando nel merito del ciclo Abitare il mondo, Prima Danza svilupperà alcuni progetti coreografici, che verranno articolati fino alla loro realizzazione, scelti fra le proposte di giovani coreografi/interpreti e coreografi con il proprio gruppo. Il percorso si svolgerà attraverso due fasi: dal 2 al 15 maggio e dal 17 al 30 giugno.
Invenzioni vedrà invece giovani danzatori lavorare al fianco di un coreografo d'esperienza, scelto fra una rosa di tre nomi proposti dal Direttore. Nel periodo che va dal 10 al 30 giugno ogni coreografo elaborerà sui danzatori e con i danzatori uno spettacolo.
Con Agorà altri tre coreografi, sempre proposti da Sieni, condurranno un percorso particolare "sull'adiacenza dei corpi e l'ascolto degli altri in relazione ai luoghi prescelti per l'azione finale aperta al pubblico".
Infine Trasmissione impegnerà 5 giovani coreografi/interpreti per due percorsi compositivi che coinvolgono, secondo un metodo caro a Sieni che coordina il progetto, la partecipazione di non professionisti: ai danzatori si aggiungeranno così bambini, madri e figli.
Con il particolarissimo percorso di Vita Nova, poi, l'auspicio è di poter creare un repertorio di danza contemporanea rivolto a più giovani, estendendo il progetto a livello nazionale tramite l'ìstituto delle Regioni, a partire, per quest'anno, da Veneto, Toscana, Puglia.
Caratterizzato come un progetto aperto alla comunità, Abitare il mondo farà condividere al forestiero e all'abitante che percorrono i luoghi della città un rituale comune, mettendoli in vicinanza con il senso della danza.
Abitare il mondo – trasmissione e pratiche
Fase finale con la presentazione degli spettacoli: 28, 29, 30 giugno 2013
Ogni giorno verrà coinvolta una parte della città con un'articolazione di spazi
28 giugno - Arsenale/Castello
29 giugno - Centro/San Marco
30 giugno - Centro/San Marco
Ufficio stampa la Biennale di Venezia
Tel. +39 041 5218886/776
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Educational e Promozione Pubblico la Biennale di Venezia
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e mail: promozione@labiennale.org

lunedì 30 luglio 2012

Biennale di Venezia: dal 4 al 13 agosto il Laboratorio Internazionale del Teatro


la Biennale di Venezia
dal 4 al 13 agosto
Laboratorio Internazionale del Teatro
Direttore Àlex Rigola 
con il sostegno della Regione del Veneto
Per la prima volta la Biennale di Venezia, presieduta da Paolo Baratta, apre alla città anche ad agosto con il Laboratorio Internazionale del Teatro, un cantiere di lavoro sulla contemporaneità i cui esiti saranno aperti al pubblico. Dal 4 al 13 agosto la manifestazione ideata dal direttore Àlex Rigola offrirà così a giovani professionisti del palcoscenico, ma anche a chi è ancora a Venezia e ai turisti italiani e stranieri, performance, spettacoli e attività di formazione, incontri con registi, drammaturghi, coreografi protagonisti della scena internazionale.
Il primo e più significativo appuntamento per il pubblico è lunedì 6 agosto nella Sala delle Colonne di Ca' Giustinian (ore 19.00), sede della Biennale di Venezia, dove Luca Ronconi riceverà il Leone d'oro alla carriera (ore 19.00). Proprio a Venezia, da direttore dei Settori Teatro e Musica, Ronconi lanciò a metà degli anni Settanta quella pratica laboratoriale di studio e ricerca, divenuta un metodo efficacissimo di lavoro e destinata a venir rinnovata ancora oggi.
Articolato in 4 residenze di giovani compagnie e 5 atelier con maestri della scena, il Laboratorio Internazionale del Teatro mostrerà in forma di studio e performance il lavoro svolto dai giovani artisti che a Venezia si sono raccolti.
Le residenze nascono in seno ai gruppi di lavoro dei 7 workshop che hanno caratterizzato la prima edizione del Laboratorio Internazionale e del 41. Festival del Teatro: sono i gruppi che hanno lavorato con Thomas Ostermeier, Jan Lauwers, Romeo Castellucci. Alla Biennale questi giovani attori professionisti si sono incontrati e hanno lavorato, tra il 2010 e il 2011, ai 7 Peccati sotto la guida di un regista. Da allora hanno continuato a lavorare in modo organico, costituendosi in compagnie e oggi sono di nuovo a Venezia per cimentarsi in un progetto autonomo.
Il 9 agosto al Teatro Junghans (ore 21.00) verrà presentato Pocilga, liberamente ispirato a Porcile di Pier Paolo Pasolini, sotto la guida di John Romão; il 10 agosto al Conservatorio di Venezia (ore 22.00) The Moors of Venice, guidata da Fèlix Pons, presenterà la prima parte di The Revolution Project, una trilogia che intende riflettere sulla rivoluzione oggi e sul complesso rapporto tra arte e utopia; sempre il 10 agosto al Conservatorio sarà la volta di Swimming B, ispirato ai monodrammi di Beckett, in particolare Not I, e frutto del lavoro collettivo della formazione coordinata da Carlota Ferrer (ore 20.00 e 21.00). A queste formazioni si aggiunge la neonata compagnia Divano Occidentale Orientale – la sua fondazione risale al 2010 – attualmente impegnata nella realizzazione della performance Qui-es-tu? Tu-me-tu-(es), una ricerca sul rapporto corpo-voce condotta con l'"interferenza" del tubo catodico: Venezia e la Biennale costituiranno una tappa di avvicinamento alla realizzazione compiuta di questo lavoro.
Questa sera si recita a soggetto, quattro variazioni da Luigi Pirandello, risultato dell'atelier di regia tenuto da Luca Ronconi, verrà mostrato al pubblico l'11 agosto all'Ex Cotonificio S. Marta dello Iuav (ore 20.00); i risultati dei laboratori di Gabriela Carrizo/Peeping Tom, On the Creative Process: Thought in Movement, e di Claudio Tolcachir, Personajes emergentes: construcción en movimiento, si potranno vedere alla Fondazione Cini il 12 agosto (ore 19.00 e 20.00).


Al pubblico saranno inoltre aperti gli incontri – tutti alla Sala delle Colonne di Ca' Giustinian, sede della Biennale (ore 19.00) - con i grandi nomi del teatro chiamati a raccolta per il Laboratorio Internazionale. A Luca Ronconi, il cui incontro è programmato il 6 agosto, seguiranno: Declan Donnellan e Nick Ormerod il 7 agosto, Gabriela Carrizo/Peeping Tom l'8 agosto, Claudio Tolcachir il 9 agosto, Neil LaBute il 10 agosto. 


Per informazioniUfficio stampa La Biennale di Venezia e-mail: dmtpress@labiennale.orgEducational e Promozione Pubblico La Biennale di Venezia  e-mail: promozione@labiennale.org

martedì 6 settembre 2011

YOUNG ITALIAN BRUNCH, la nuova creazione scenica italiana al 41° Festival Internazionale del Teatro di Venezia


La Biennale di Venezia
41° Festival Internazionale del Teatro
Venezia, 10 > 16 ottobre 2011

YOUNG ITALIAN BRUNCH
La nuova creazione scenica italiana
11>15 ottobre - ore 13.00
Teatro Fondamenta Nuove

Sarà all'ora di pranzo che si offrirà al pubblico, agli operatori e ai critici un "assaggio" della scena italiana con alcune giovani compagnie, invitate sul palcoscenico del Teatro Fondamenta Nuove con i loro ultimi lavori. Un panorama mobile e frastagliato, quello della scena italiana, ricco di proposte che testimoniano una esuberanza e un mordente a dispetto dei conclamati tempi di crisi e significativa di un auspicato cambio generazionale.
Young Italian Brunch nasce proprio con il desiderio di far conoscere, soprattutto agli operatori stranieri, alcune delle realtà teatrali italiane più nuove e significative. Il cartellone, realizzato in collaborazione con il Teatro Fondamenta Nuove, da anni a Venezia attivissimo sul fronte della sperimentazione, ha privilegiato quei gruppi di acquisita maturità espressiva e rigore formale.
Sono tutti nati intorno agli anni 2000 e hanno cominciato a lavorare autonomamente, alcuni di loro negli spazi propri della cultura giovanile, come i capannoni industriali dei rave party, gli spazi occupati dei centri sociali, e hanno dimostrato fin da subito una padronanza delle tecnologie più avanzate – 3D, digitale, campionamento – e una comune avversione per la narratività, raggiungendo un pubblico, soprattutto giovanile, che ne ha decretato il successo.