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martedì 25 settembre 2012

Exodus: al Quirino la Compagnia dei detenuti di Rebibbia

TEATRO QUIRINO - Vittorio Gassman
28 settembre 2012 ore 20.45
FESTIVAL DELL'ARTE RECLUSA II Edizione
si inaugura la seconda edizione del Festival dell'Arte Reclusa
Dal teatro del Carcere di Rebibbia al palcosceno del quirino–vittorio gassman il debutto del nuovo spettacolo della compagnia dei detenuti-attori
Exodus
Ideazione e regia Laura Andreini Salerno e Valentina Esposito
drammaturgia Valentina Esposito
con i detenuti attori della Compagnia del Reparto G8 del C.C. di Rebibbia N.C.
Fabio Albanesi, Paolo Artipoli, Giuseppe Borzacchiello, Piero Proietti Caterinozzi, Christian Cavorso, Marco dell'Unto, Vincenzo Di Letizia, Giovanni D'Ursi, Roberto Fiorini, Roberto Fois Emanuele Gemito, Giacomo Gesù, Toma Iovanovic, Tommaso Marsella, Michele Minicozzi, Romolo Napolitano, Emiliano Piergallini, Giancarlo Porcacchia
e con la partecipazione di Fabio Rizzuto
costumi Paola Pischedda
laboratorio scenotecnico Enzo Grossi
foto di scenaLivia Cannella
luci Raffaella Vitiello
Ufficio Stampa Maya Amenduni
progetto grafico Alessandro De Nino
organizzazione Fabio Cavalli
La collaborazione con il Teatro Quirino prosegue dopo due anni di successi di pubblico e critica che hanno accompagnato il debutto dello spettacolo Viaggio all'isola di Sakhalin, nel maggio 2010, e di La leggenda di Fitzcarraldo, nel settembre 2011, entrambi per la drammaturgia e regia di Laura Andreini Salerno e Valentina Esposito. Gli eventi sono straordinari, in quanto prevedono la presenza sul prestigioso palcoscenico di trenta attori di lunga pena che recitano per la prima volta in un teatro "libero" fuori dalle mura del carcere, alla presenza di migliaia di spettatori. Il successo conseguito è frutto della perfetta collaborazione fra diverse Istituzioni pubbliche e private. Occorre senza dubbio citare il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, la Direzione di Rebibbia N.C., il Comando della Polizia Penitenziaria e la Magistratura di Sorveglianza che presiedono alla delicatissima organizzazione logistica degli eventi.
Il 28 settembre 2012 il Centro Studi Enrico Maria Salerno debutterà con il nuovo spettacolo che coinvolgerà la stessa compagnia di detenuti-attori.
Exodus è la vicenda fantastica di un popolo in cammino, la storia dell'eterno peregrinare dell'uomo alla ricerca del senso della propria vita. La metafora usata è quella del Circo, sempre in movimento e pure prigioniero di eterni cliché, ruoli, maschere. Centrale è il tema della nostalgia per un passato in oblio e, quindi, il tema della memoria.
Gli artisti che animano questo Circo smarrito, nel loro girovagare hanno perduto anche il loro "libro sacro", quel libro che raccoglieva la descrizione dei numeri di bravura, i segreti delle tecniche per incantare, illudere, affascinare, emozionare e far ridere il pubblico. La chiave del successo è stata dimenticata. Ed ecco dunque questa compagine di saltimbanchi alla tragicomica ricerca della propria identità perduta.
Lo smarrimento delle maschere è dunque lo smarrimento degli uomini detenuti il cui lungo viaggio all'interno del "circuito penitenziario" (recinto/gabbia – tenda/abito a strisce) è necessitato dalla speranza di libertà. Una storia sull'evoluzione e la memoria delle origini, l'esistenza "prima della caduta", la possibilità di una vita da ritrovare.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
La manifestazione è realizzata con il sostegno dell'Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico.
 
Teatro e Carcere
A REBIBBIA N.C. – ROMA
Il penitenziario romano di Rebibbia Nuovo Complesso è considerato uno degli esempi di come l'Istituzione carceraria possa concretamente intraprendere la via della rieducazione e reinserimento sociale e lavorativo dei cittadini reclusi. Rebibbia N.C. è davvero in grado di offrire a chi voglia cogliere la propria "seconda opportunità", percorsi di studio, formazione, lavoro ed esperienza dell'arte.
La punta di diamante della proposta di reinserimento per i reclusi è costituita dall'arte teatrale: dal 2002 il Centro Studi Enrico Maria Salerno, in accordo con la Direzione del penitenziario ed il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, ha assunto la responsabilità delle attività teatrali e formative presso il carcere. I detenuti-attori coinvolti nei Laboratori sono oltre 100. Sono stati prodotti 8 spettacoli (Shakespeare, Dante, Cechov, Giordano Bruno, Eduardo…) con oltre 50 repliche per un totale di 22.000 spettatori. La sala, regolarmente aperta al pubblico della città, è dotata di una platea di quattrocento posti e di un palcoscenico ampio e perfettamente attrezzato.
Condividono la direzione delle attività Laura Andreini Salerno, Fabio Cavalli e Valentina Esposito.
Il successo del progetto è stato pienamente coronato nella scorsa primavera, con l'ingresso della troupe dei Fratelli Paolo e Vittorio Taviani che hanno narrato per il cinema –attraverso mesi di riprese nelle celle e nei corridoi delle Sezioni, l'avventura di portare il Giulio Cesaredi Shakespeare, con un cast di soli detenuti-attori, al debutto sul palcoscenico del carcere, sotto la guida di Fabio Cavalli. "Cesare deve morire"ha vinto l'Orso D'Oro al Festival Internazionale del Cinema di Berlino – 62° Edizione ed è stato premiato con 5 David di Donatello, tra i quali il Premio come Miglior Film dell'anno. Di questi giorni è il riconoscimento Nastro d'Argento dell'anno 2012.
 
PERCHE' IL TEATRO IN CARCERE
Esiste un'ampia pubblicistica sulla funzione del teatro all'interno del mondo carcerario. Non se ne ripercorrerà qui la storia (che parte dall'impegno di Sara Bernhardt a S. Quintino nel 1912, passando per Beckett fra il '50 e il '60, Eduardo, Enrico Maria Salerno, Pasolini… per arrivare alle esperienze contemporanee di Volterra, Milano, Saluzzo, Palermo…). Ci limiteremo a puntualizzare il tema centrale dell'esperienza artistica come fulcro della riflessione e ripensamento sulle proprie scelte da parte dei cittadini detenuti. Il Teatro offre ai detenuti l'opportunità di incontrare sul piano emotivo, intellettuale, spirituale un ampio ventaglio di possibili sguardi sul mondo. Il Teatro concorre a fornire strumenti nuovi nell'interpretazione della propria esperienza di vita. Ciò grazie ad una pratica artistica che attinge alle parole altissime dei poeti per trasferirne il senso nella concreta vita di palcoscenico. Poesia incarnata. Ecco allora che tramite le prove dei tragici greci, di Dante, Shakespeare, Molière, Leopardi, Eduardo, Beckett … il senso del nostro essere nel mondo, delle relazioni con gli altri e con la Comunità, si può trasfigurare. Il linguaggio si arricchisce fino a rinominare le cose e le loro relazioni. Così si dischiude un mondo nuovo, o, almeno, una sua nuova opportunità.
Teatro Quirino Vittorio Gassman
via delle Vergini 7 00187 Roma numero verde 800.013.616 -- biglietteria tel 06.67.94.585 - Orario spettacolo: 20,45 – UNICA REPLICA VENERDI' 28 SETTEMBRE
    

lunedì 21 maggio 2012

al Teatro Quirino il debutto nazionale di MARIA ELISABETTA NATE REGINE con Lisa Galantini e Alessia Giuliani

Teatro Quirino
Sabato 26 Maggio 2012 ore 20,45 
MARIA ELISABETTA NATE REGINE
di Emanuela Guaiana
liberamente tratto da Maria Stuart di Friedrich Schiller 
Diretto e interpretato da
Lisa Galantini  e Alessia Giuliani
Scene: Massimo Adario, Davide Valoppi
Costumi: Alessandra Abruzzese
Luci: Sandro Sussi
Debutto Nazionale

Nell'ambito della terza edizione della rassegna "Autogestito" diretta da Marianella Bargilli, sabato 26 Maggio 2012 sarà in scena al Teatro Quirino lo spettacolo "Maria Elisabetta nate regine" di Emanuela Guaiana, liberamente tratto da Maria Stuart di Friedrich Schiller, diretto e interpretato da Lisa Galantini e Alessia Giuliani.

In un mondo di uomini, Elisabetta I e Maria Stuarda sono regine. Il sangue le vuole sorelle, la storia nemiche mortali. In questa partita sanguinaria, in questo gioco al massacro, le prime vittime saranno le loro libertà personali, le loro pulsioni, il loro desiderio di essere madri e amanti. Un destino feroce spetta a chi è nato capo. Ma è donna.

Note dell'Autrice Due donne, Maria, regina di Scozia ed Elisabetta I, regina di Inghilterra, due donne di sangue regale, discendenti da famiglie potenti, nate regine, intrappolate dal destino apparentemente benevolo, sono il fuoco del testo.
Maria-Elisabetta: due metà della stessa donna, due metà perennemente in conflitto, una designata alla sopraffazione, l'altra al sacrificio, al dono di sé.
La nostra storia inizia con un incontro tra le due regine, dove ancora nulla ha compromesso il loro rapporto, anzi assistiamo ad una inspiegabile complicità tra di loro. Fuori dal tempo della tragedia le due forze, le due metà ancora coesistono, si rivelano a noi e dentro di noi come testimoni di una comunione ancora possibile.
Dalla seconda scena inizia la tragedia, Maria ha attentato più volte alla vita di Elisabetta, e dopo essere stata scoperta, viene imprigionata dalla sua eterna rivale che pensa al modo migliore per renderla innocua.
Assistiamo lentamente ad una presa di coscienza forte ed estrema, ad un'alternanza di riflessioni, e getti emotivi violenti, che attraverseranno le regine, e le cambieranno nel profondo, fino a portarle alla reale consapevolezza di riconoscersi vicendevolmente come l'esatto opposto di se stesse.
Questo è l'attimo in cui la verità si rivelerà in tutta la sua violenza, da questo momento in poi gli eventi capitoleranno in modo irreversibile, Maria morirà ed Elisabetta vivrà.
Il potere rinchiude l'essere umano dentro una solitudine disperata, lo isola, regala una libertà apparente, Maria ed Elisabetta, regine, cercano di sopravvivere alle loro paure, alla paura di perdersi nel potere, che mortifica e sopprime la loro umanità.
Il linguaggio del testo si nutre in parte del dramma di Schiller, ma il cuore e le viscere, il sangue della drammaturgia è costituito dalla forte contaminazione esercitata dalle testimonianze che ho letto e rielaborato, dalle lettere, dai documenti delle donne dell''Ndrangheta, della Camorra e Cosa nostra, donne straordinarie, donne d'onore, illuminate e potentissime, donne orribilmente deprecabili.
Donne condannate fin dalla nascita ad un destino inesorabile.
Donne come Maria ed Elisabetta. (Emanuela Guaiana)

Note di regia
A un certo punto è diventato per noi inevitabile metterci insieme e creare qualcosa di nostro. Forse la crisi, dentro la quale il teatro è caduto con tutte le scarpe, forse una maturità di attrici che ha fatto nascere in noi questo desiderio di maternità artistica, sicuramente la voglia di tirare fuori il coraggio che serve a mettere in scena quello che da subito, tra noi, è stato il "figlio nostro". Così abbiamo messo insieme una squadra che vibra d'entusiasmo: una drammaturga, due architetti, una costumista, un light designer e un nutrito gruppo di professionisti che ci hanno regalato la loro collaborazione. Qualcuno alla sua prima esperienza teatrale, qualcun'altro che in teatro ci è nato. Ci siamo messi lì, legati dal desiderio di raccontare la stessa cosa e con gioia e fatica, tra battaglie e concessioni, abbiamo concepito.
In mezzo a pochi elementi di metallo, in un luogo che allo stesso tempo é prigione, armatura e vetrina, si muovono Elisabetta e Maria, due donne nate regine. Sopra di loro un grande specchio riflette la contraddizione tra il loro apparire e il loro essere, la distorsione tra quello che scelgono e quello che sentono. I loro abiti sono in contrasto con lo spazio che abitano, parlano della loro femminilità, del loro essere spose ad un uomo o mogli del popolo, della corona che rappresentano. Hanno il dovere di essere belle e seducenti, di incantare i loro sudditi, di essere capi, mogli, madri, di garantire un'eredità alle loro famiglie, di essere implacabili. Costrette a giocare sulla loro pelle una partita sanguinaria diventano coscienti di essere pedine in mano ad un sistema inesorabile che limita la loro libertà politica e personale.
Maria Stuarda ed Elisabetta I sono indubbiamente due grandi personaggi da portare in scena. Non a caso sono numerose le attrici e gli scrittori che si sono cimentati nella loro reinterpretazione. Noi, insieme a Emanuela Guaiana, le abbiamo prese a prestito dalla storia e da Friedrich Schiller non solo perché hanno un modo completamente diverso di essere regine ma anche perché il loro coraggio e allo stesso tempo la loro fragilità, ci davano la possibilità di riflettere sul complicato rapporto che anche le donne di oggi hanno con la gestione del potere.

TEATRO QUIRINO
Via delle Vergini - Roma
Uff Stampa: Maya Amenduni
mayaamenduni@gmail.com
mayaamenduni@virgilio.it

giovedì 23 febbraio 2012

In occasione della Giornata Mondiale delle Malattie Rare 2012, al teatro Quirino va in scena CONTROVENTO per regia di Paolo Triestino

TEATRO QUIRINO
lunedì 27 febbraio 2012 h 21
CONTROVENTO
dedicato ad Alessandra Bisceglia 
REGIA DI PAOLO TRIESTINO
in occasione della Giornata Mondiale delle Malattie Rare 2012
ingresso gratuito
Mappa di M di Gina Moxley con Anna Gualdo e Valeria Berdini
Cinesinho di Gianni Clementi con Paolo Triestino
Spegni la luce mamma di Vittorio Franceschi con Lydia Giordano
Giulia di Mirella Taranto con Elisabetta De Vito
Test Drive di Edoardo Erba con Ciro Scalera e Lydia Giordano
Appresso a lui di Simone Cristicchi con Lucianna De Falco e Gaspare Di Stefano
La Voce di Spiro Scimone con Antonello Fassari (in voce) Valeria Berdini, Elisabetta De Vito, Gaspare Di Stefano, Anna Gualdo, Federica Sabatini, Ciro Scalera, Francesco Stella
Nato da un progetto dell'Istituto Superiore di Sanità, lo spettacolo Controvento porta per la prima volta in scena storie vere di pazienti affetti da malattie rare (patologie che colpiscono non più di 5 persone ogni 10.000 abitanti).
La regia è di Paolo Triestino. Sette autori - Gina Moxley, Gianni Clementi, Vittorio Franceschi, Mirella Taranto, Edoardo Erba, Simone Cristicchi e Spiro Scimone - hanno accettato di aderire con generoso entusiasmo a questo progetto,  dando voce ai malati rari, alle loro famiglie e ai loro racconti di vita
Lo spettacolo, curato in collaborazione con il Centro Nazionale Malattie Rare (CNMR) dell'ISS, è dedicato ad Alessandra Bisceglia, giovane giornalista e autrice RAI, che si è spenta a soli 28 anni, colpita da una malattia rara.
"Il teatro da sempre è un mezzo espressivo capace di far leva efficacemente sull'empatia. E' per questo che è molto importante che una compagnia teatrale abbia accettato la sfida di coinvolgere il pubblico su un tema difficile come le malattie rare – afferma la conduttrice Rai Eleonora Daniele, della Fondazione Alessandra Bisceglia "W Ale" Onlus - Grazie anche al sostegno della Pfizer nell'ambito della Campagna sociale "Viverla Tutta", siamo riusciti a offrire a tutti la possibilità di vedere "Controvento" che, nato da un più ampio progetto di comunicazione voluto e realizzato dall'Istituto Superiore di Sanità, ha mostrato di coniugare dignità artistica e impatto sociale. Un progetto dedicato ad Alessandra, che nella comunicazione e soprattutto nella sua finalità etica aveva sempre creduto".
Con il progetto Controvento, nato dall'esperienza del Centro Nazionale delle Malattie Rare dell'ISS, si è cercato, in linea con gli obiettivi di Eurordis, la Federazione Europea delle Associazioni dei pazienti affetti da malattie rare, di creare degli strumenti per sensibilizzare istituzioni e parti sociali su questo tema, in modo da mostrare come questi complessi temi debbano essere una priorità anche nell'agenda politica. Il progetto, infatti, che ha al centro l'esperienza teatrale, coinvolge anche le scuole e si articola oltre che nello spettacolo teatrale, scritto con la collaborazione di drammaturghi di rilievo, anche in un omonimo volume che racconta le storie vere di pazienti con le relative schede tecniche sulle patologie e una serie di indirizzi di associazioni di pazienti. Il volume si conclude con un glossario bioetico, a testimoniare la complessità degli aspetti sociali, psicologici, sanitari, scientifici ed etici che la malattia rara coinvolge.
"Portare in scena le malattie rare è stata per me e per i sette drammaturghi che hanno contribuito con la loro creatività e grandissima generosità a scrivere ed interpretare il testo dello spettacolo, un'esperienza unica non solo sul piano professionale, ma anche e prima di tutto sul piano umano ed emotivo. - afferma Paolo Triestino, regista dello spettacolo  – "È stata un'occasione, questo racconto, una ricerca: del senso della cura, della salute, della malattia, un viaggio da cui sono uscito con un altro sguardo sulla vita."
TEATRO QUIRINO
Via delle Vergini 7 00187 Roma
Lunedì 27 febbraio 2012 h 21 DATA UNICA
ingresso gratuito
per prenotazioni: dal martedì alla domenica 10-19 tel. 06.67.94.585
ufficio stampa 369GRADI centro diffusione cultura contemporanea
Benedetta Boggio benedetta.bo@gmail.com

lunedì 19 settembre 2011

LA LEGGENDA DI FITZCARRALDO, i detenuti di Rebibbia, per una sera, al Teatro Qurino

Dopo il successo conseguito il 26 maggio 2010 con lo spettacolo Viaggio all’isola di Sakhalin di Laura Andreini Salerno e Valentina Esposito – frutto di intensi mesi di laboratorio con trenta detenuti attori - il Centro Studi Enrico Maria Salerno si appresta  ad affrontare un  nuovo progetto teatrale che coinvolgerà la stessa compagine di detenuti-attori. Protagonisti dello spettacolo, infatti,  saranno i membri della compagnia dei detenuti di Rebibbia, che per una sera lasciano la casa circondariale, per esibisrsi sul palcoscenico del Teatro Quirino per una sola sera, il 30 settembre 2011.
Lo spettacolo racconta l’epopea dell’avventuriero irlandese Brian Sweeny Fitzgerald, detto Fitzcarraldo, vissuto tra fine dell’800 e i primi del 900, che perseguì il folle progetto di costruire un teatro dell’Opera in mezzo alla foresta amazzonica.

giovedì 15 novembre 2007

Gleijeses e Bargilli in scena al Quirino con DELITTO PERFETTO

TEATRO QUIRINO
dal 13 novembre 2007
Geppy Gleijeses in
DELITTO PERFETTO
dalla commedia omonima di Frederick Knott
e dalla sceneggiatura del film di Alfred Hitchcock
con Marianella Bargilli, Stefano Santospago, Raffaele Pisu, Massimo Cimaglia
scene e costumi Lorenzo Ghiglia
regia Geppy Gleijeses 

Debutta in questi giorni al Quirino, "Delitto Perfetto" di Frederick Knott, portato in scena dalla Compagnia del Teatro Stabile di Calabria diretta da Geppy Gleijeses.
L’atmosfera cupa, immortalata dall’omonimo film di Hitchcock, è perfettamente rievocata dal curato ed elegante impianto scenicoo che rende possibile la visione contemporanea dei quattro ambienti di casa Wendice: pianerottolo, salotto, camera da letto e giardino.
Uno spettacolo di qualità, grazie anche alla bravura di un cast che brilla per affiatamento ed intensità interpretativa: Geppy, il disinvolto e convincente Tony Wendice, Stefano Santospago, l’affascinante e disincantato Mark, Massimo Cimaglia, perfetto nel ruolo del sicario Swan e lo straordinario Raffaele Pisu, l’ispettore di Scotland Yard, che, a ragione, ha raccolto molti meritatissimi applausi.
Molto brava anche Marianella Bargilli, nel ruolo di Margot Wendice. Margot è una donna di gran classe, dal fascino dolce, leggermente algido, fragile ma al contempo capace di coraggio e di grande forza d’animo e tutte queste sfaccettature sono state perfettamente rese dalla Bargilli che è riuscita, a delineare magistralmente il profilo psicologico e il dramma di una donna in trappola. Un particolare plauso va inoltre a Geppy Gleijeses interprete e regista della pièce che ha dato splendida prova di sé in entrambi i ruoli. 
Delitto Perfetto è uno spettacolo bello sotto tutti i punti di vista, funziona, cattura e coinvolge lo spettatore nei suoi ingranaggi perfetti, ha un ottimo cast e, in conclusione, il vero delitto sarebbe non andare a vederlo. Spettatore avvisato…
(recensione di Ilda Ippoliti)

TEATRO QUIRINO
Via delle Vergini, 7 - Roma
http://www.teatroquirino.it/
e-mail: teatroquirino@libero.it
Tel.: 06 6790616 - 06 6783042