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giovedì 20 ottobre 2011

DAVIDE vs GOLIA - CRONACHE DEL G8. Ieri come oggi: uno spettacolo per riflettere e non dimenticare

Recensione di Irene Conti

Genova 2001- Roma 2011. Questo spettacolo sul G8 capita a proposito. La vasta eco delle polemiche di questi giorni ancora risuona nelle nostre orecchie. Sembra essere tornati indietro di dieci anni, quando le manifestazioni contro i “Grandi della terra”, divennero scenario di una vera e propria guerra urbana. Le assonanze tra Genova e Roma ci sono, anche se, fortunatamente, le conseguenze, nella Capitale, sono state minori. I dissensi che portarono agli scontri dal 19 al 22 Luglio 2001, forse voluti, lasciarono una città devastata sia nell’anima che nella carne: 560 feriti, oltre 200 persone arrestate; 30 miliardi circa di danni e un morto, Carlo Giuliani di 23 anni, ucciso da un colpo di pistola sparato da un giovane carabiniere. I fatti di questo docu-drama sono raccontati da due attori che impersonano le due opposte fazioni, un manifestante e un carabiniere, in cui ognuno dà la propria versione, in un’alternanza scandita da video in cui vengono spiegati, alle forze dell’ordine, i vari comportamenti da adottare in caso di sommossa. Non c’è scenografia. Solo i due attori, uno vestito con jeans e maglietta, e l’altro, in mimetica, che raccontano la propria verità in un vero e proprio “botta e risposta”. E tanto basta.
Tanto basta a spiegare come il “popolo di Seattle”, conosciuto più comunemente come No-global, volesse svelare al mondo il problema del controllo dell’economia da parte di un esiguo gruppo di persone, cioè otto capi di Stato che, per potere economico, politico e militare, si ponevano al di sopra delle autorità degli altri Stati e di quelli dei loro stessi Paesi. Oggetto di contestazione furono anche tutte quelle organizzazioni sovranazionali neoliberiste quali l’Organizzazione Mondiale del Commercio e il Fondo Monetario Internazionale.
I manifestanti volevano solo esprimere pacificamente il loro dissenso. Perchè allora tutta quella violenza selvaggia da parte delle forze dell'ordine, per le strade, alla Scuola Diaz, nei centri di detenzione come Bolzaneto? E a questo quesito se ne aggiungono altri.
Perché sulle manifestazioni contro il G8 e la globalizzazione si è cercato di alzare la tensione, parlando di informative da parte dei Servizi Segreti, dove si paventava il pericolo di lanci di sangue infetto da parte dei manifestanti, di pitbull aizzati contro i poliziotti, di gomme incendiate, con i media immediatamente pronte a riportarne le notizie, amplificandole?
Perchè le bombe al TG4, alla caserma dei carabinieri di San Fruttuoso e allo stadio Carlini? Perchè nessuno nelle forze dell'ordine si era preparato effettivamente a gestire la manifestazione e gli scontri? Perchè i Black Block non vennero né schedati, né bloccati alla frontiera se tanti erano già noti ai Servizi Segreti e alla Digos? Perchè il trattatto di Schengen in quei giorni venne sospeso? Perchè i vari reparti che si dovevano occupare del mantenimento dell'ordine vennero dotati di gas lacrimogeni, considerata arma chimica e quindi proibita?
Perchè i vari reparti vennnero anche dotati del manganello Tonfa, che essendo in alluminio è capace di spezzare denti e ossa?
Poi, il centro di detenzione Bolzaneto e la scuola Diaz. Troppe domande senza risposta su cui la pièce cerca di fare luce.
A Genova è sicuramente successo qualcosa di gravissimo, di indegno per un paese civile: Insulti, pestaggi, ingiurie, sospensione dei diritti civili... Le spiegazioni ci sono e "Davide contro Golia" ne mette in luce le ragioni politiche e le connivenze di Stato. 
Uno spettacolo che ci chiama a sfuggire alla lobotomia di massa, che ci chiama a riflettere su quanto è successo in passato e su quello che sta succedendo anche oggi. Uno spettacolo per ricordare, perché - come dice uno dei protagonisti - senza la memoria un Paese rifarebbe sempre gli stessi errori”. Questo  è teatro civile, questo è teatro da consigliare. Passiamo parola.

Teatro di Documenti
Via Nicola Zabaglia, 42 - Roma (Testaccio)
dal 18 al 23 Ottobre
Davide contro Golia- Cronache del G8
Con Andrea Paolotti e Federico Brugnone
Videoproiezioni di Marco Di Campli San Vito
Regia di Paolo Orlandelli

mercoledì 19 ottobre 2011

ASSO DI MONNEZZA, i traffici illeciti di rifiuti in Italia: Ulderico Pesce al Teatro Ambra Garbatella

AMBRA TEATRO ALLA GARBATELLA
dal 25 al 30 ottobre 2011
Il Centro Mediterraneo delle Arti - Legambiente
e il Teatro dei Filodrammatici presentano
ASSO DI MONNEZZA
i traffici illeciti di rifiuti
di e con Ulderico Pesce

Asso di Monnezza: i traffici illeciti di rifiuti in Italia, coprodotto da Legambiente e dal Teatro dei Filodrammatici di Milano, racconta i traffici illeciti dei rifiuti urbani e soprattutto di quelli industriali che attanagliano l'Italia e che fanno arricchire pochi a discapito della salute di molti e dell'ambiente, tanto da far dire che il vero asso nella manica è "quello di monnezza", vale a dire che l'immondizia smaltita illegalmente offre una grande possibilità di arricchimento.

Asso di Monnezza rientra nel filone del Teatro Civile già percorso da Ulderico Pesce con Storie di Scorie: il pericolo nucleare italiano. Il testo è stato scritto in base alla documentazione ufficiale della Magistratura italiana e al Rapporto ecomafie di Legambiente, molte delle indagini citate sono ancora in corso, e nello spettacolo si denunciano i Clan della Camorra che si dedicano a questa fruttuosa attività, i funzionari delle Istituzioni pubbliche coinvolti e i titolari delle "finte" ditte di compost fertilizzante per l'agricoltura che sempre più spesso scaricano rifiuti tossici sulla terra agricola.

ASSO DI MONNEZZA racconta...
E' la storia di Marietta e della sua famiglia. Marietta è nata nella periferia di Napoli, a Pianura. Il balcone della sua casa si affaccia su una discarica di "monnezza" dove da 40 anni sono state sversate tonnellate di rifiuti, tra i quali 1000 tonnellate di liquidi chimici pericolosissimi provenienti  dall'Acna di Cengio (Savona). Nata in una famiglia poverissima il suo primo giocattolo l'ha trovato proprio in questa discarica: una bambolina spelacchiata che ancora conserva; ma la discarica e i suoi fumi tossici le ha portato via tutta la famiglia, i genitori e una sorella stroncati da tumori.
Rimasta sola Marietta si sposa con Nicola e va ad abitare in una masseria agricola a Giugliano, alle porte di Napoli, dove presto arriverà un'altra discarica: dove arriva Marietta arrivano le discariche.
Marietta è marchiata dalla "monnezza" pertanto la odia ma, dopo un viaggio fatto a casa della sorella Marisa, nel quartiere Colli Aniene di Roma, dove si fa la raccolta differenziata porta a porta, e dove i rifiuti vengono riciclati, cambia vita. Torna a Giugliano, che come sempre è sommersa dai rifiuti e cerca, invano, di convincere le autorità a praticare gli stessi metodi scoperti nel quartiere di Roma. Nulla potendo comincia a praticare la raccolta differenziata porta a porta in assoluta autonomia e grazie all'aiuto dei figli Antonio e Vincenzo.
Se Marietta e i figli raccolgono l'immondizia il marito Nicola e l'altro figlio Cristian la "nascondono", nel senso che sono due malavitosi che smaltiscono, in cambio di molti quattrini, rifiuti industriali pericolosissimi provenienti dal Nord che loro gettano nel mare, nei fiumi, in discariche o direttamente sulla terra agricola.
Il conflitto tra Marietta e il marito Nicola diventa il conflitto tra due modi di concepire l'ambiente la legalità e la vita in genere.