Il 27 novembre presso lo Studio Andrea Gobbi avrà luogo l'inaugurazione di VITA IN STUDIO, personale del pittore spagnolo Gonzalo Orquín .La mostra aprirà i battenti alle ore 11.00, con un breakfast alla presenza dell'artista ed sarà aperta al pubblico dal 28 novembre al 31 dicembre. Ad accompagnare l'esposizione, un catalogo con un'introduzione di Tomas Sharman e testi critici dei curatori della mostra Lorenzo Canova e Francesco Paolo Del Re.
Nutre frutti preziosi e ammalianti il lungo soggiorno romano del pittore spagnolo Gonzalo Orquín (Siviglia, 1982). Pittore cosmopolita e raffinato, schivo eppure mondano, nuovo ritrattista ufficiale della Caput Mundi, Orquín fa risplendere in questo inizio di millennio la grande tradizione del realismo spagnolo, mescolando storia dell'arte e poesia del quotidiano.Una galleria di ritratti di giovani in interni borghesi, vibranti di passioni, e meditazioni si alterna alla descrizione quasi metafisica di oggetti minuti. Il mondo di Gonzalo Orquín si schiude agli occhi del pubblico a partire da un luogo di osservazione privilegiato: il suo studio, dal quale l'artista vede passare il mondo e decantare i colori della commedia umana.
I risultati della più recente ricerca dell'artista vengono presentati nella mostra personale "Vita in studio", evento di apertura della nuova stagione espositiva dello Studio Andrea Gobbi di Roma, in via dei Lucani 33/a.
La seconda serie di lavori si caratterizza per una pittura più fresca, veloce e spontanea, che risponde a un bisogno di immediatezza e permette all'artista di ritrovare un contatto con il gesto di dipingere. Si tratta di nature morte contemporanee, giochi d'artista, divertissement. Oggetti banali, quotidiani, vengono illuminati da una luce metafisica: un paio di guanti di lattice dimenticati dopo l'uso, una polo gialla, una confezione di macaron, scarpe, flaconi di detersivo, una tazzina, un cane accucciato, un'orchidea e dei libri davanti a una finestra, mollette da bucato in un cestino, il retro di una cornice.
Seguendo l'esempio dei pittori che nei secoli passati sceglievano Roma come tappa imprescindibile di un apprendistato emozionale e artistico, Gonzalo Orquín si è trasferito da Siviglia nella Città Eterna nel 2004 e il suo profilo biografico e professionale è sfaccettato da colorite contraddizioni. Artista cosmopolita (ha esposto in Spagna, a Parigi, a Berlino e, tra le molte esposizioni italiane, ha partecipato al Premio Michetti ed è stato selezionato per Premio Fabbri 2011, con presentazione dei lavori concorrenti ad Arte Fiera a Bologna), schivo eppure mondano, Orquín è tra i nuovi ritrattisti ufficiali della Caput Mundi in questo inizio di millennio e insieme lo scomodo pittore invitato nel 2007 a esporre nella scandalosa mostra "Da Von Gloeden a Pierre et Gilles", caldeggiata da Vittorio Sgarbi e, tra molte polemiche, allestita a Firenze dopo non aver mai aperto i battenti a Milano per l'aperta ostilità del sindaco Letizia Moratti.
I risultati della più recente ricerca dell'artista vengono presentati nella mostra personale "Vita in studio", evento di apertura della nuova stagione espositiva dello Studio Andrea Gobbi di Roma, in via dei Lucani 33/a.
La seconda serie di lavori si caratterizza per una pittura più fresca, veloce e spontanea, che risponde a un bisogno di immediatezza e permette all'artista di ritrovare un contatto con il gesto di dipingere. Si tratta di nature morte contemporanee, giochi d'artista, divertissement. Oggetti banali, quotidiani, vengono illuminati da una luce metafisica: un paio di guanti di lattice dimenticati dopo l'uso, una polo gialla, una confezione di macaron, scarpe, flaconi di detersivo, una tazzina, un cane accucciato, un'orchidea e dei libri davanti a una finestra, mollette da bucato in un cestino, il retro di una cornice.
Seguendo l'esempio dei pittori che nei secoli passati sceglievano Roma come tappa imprescindibile di un apprendistato emozionale e artistico, Gonzalo Orquín si è trasferito da Siviglia nella Città Eterna nel 2004 e il suo profilo biografico e professionale è sfaccettato da colorite contraddizioni. Artista cosmopolita (ha esposto in Spagna, a Parigi, a Berlino e, tra le molte esposizioni italiane, ha partecipato al Premio Michetti ed è stato selezionato per Premio Fabbri 2011, con presentazione dei lavori concorrenti ad Arte Fiera a Bologna), schivo eppure mondano, Orquín è tra i nuovi ritrattisti ufficiali della Caput Mundi in questo inizio di millennio e insieme lo scomodo pittore invitato nel 2007 a esporre nella scandalosa mostra "Da Von Gloeden a Pierre et Gilles", caldeggiata da Vittorio Sgarbi e, tra molte polemiche, allestita a Firenze dopo non aver mai aperto i battenti a Milano per l'aperta ostilità del sindaco Letizia Moratti.
