Visualizzazione post con etichetta RECENSIONE. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta RECENSIONE. Mostra tutti i post

venerdì 1 febbraio 2013

IL CORAGGIO di Augusto Novelli al Teatro delle Muse per la regia di Geppi Di Stasio (recensione)


TEATRO DELLE MUSE 
fino al 5 febbraio 2013
Compagnia Stabile del Teatro delle Muse presenta
IL CORAGGIO
di Augusto Novelli
con Wanda Pirol, Rino Stantoro, Geppi Di Stasio, 
e con Roberta Sanzò, Antonio Lubrano, 
Marisa Carluccio Edoardo Ricciardelli
regia di Geppi Di Stasio

(Recensione di Irene Conti)

Fino al 5 febbraio la Compagnia Stabile del Teatro delle Muse di Roma va in scena con “Il Coraggio”, pièce comica divenuta famosa nel 1955 grazie all’omonimo film di Domenico Paolella che vide protagonisti due grandi attori come Totò e Gino Cervi.
Geppi Di Stasio rivede la sceneggiatura originale del film mantenendone intatta la comicità e la gradevolezza.
Pilade Pensante (Geppi Di Stasio), un pover’uomo di bassa estrazione sociale, viene salvato dal suicidio dal commendator Carloni (Rino Santoro), un ricco borghese aspirante senatore il quale, spinto dalla moglie (Wanda Pirol), non si fa scrupolo di sfruttare a scopi elettorali il suo atto di eroismo.
Secondo alcune credenze, quando si salva un uomo, la vita di quest’ultimo appartiene al salvatore che da quel momento in poi ne sarà responsabile per sempre. Pilade, aveva deciso di rinunciare a una vita che - come egli stesso dice - “non valeva la pena di essere vissuta” e visto che gli era stato impedito da qualcuno, questo “qualcuno”, ora avrebbe dovuto provvedere a lui. Così dopo qualche giorno si presenta dal commendatore con la pretesa di trasferirsi in casa sua e di essere mantenuto vita natural durante.
Vincendo l’ostilità del commendatore Pilade riesce nel suo intento e nonostante una serie di difficoltà tra i due inizia un rapporto di stima ed amicizia dai risvolti inaspettati: il salvatore diventa salvato. Pilade infatti scombina e ribalta tradimenti e inganni orditi alle spalle dell’ignaro Carloni fino al pirotecnico e sorprendente colpo di scena finale
Uno spettacolo divertente che allo stesso tempo fa riflettere sul senso della vita e della morte.
Attenta e raffinata la regia di Geppi Di Stasio  e molto riuscito l’effetto voice over su palco vuoto dell’inizio della commedia.
Ottima la performance degli attori: Wanda Pirol impeccabile nel ruolo della moglie fedifraga del commendatore; ironico e coinvolgente Geppi Di Stasio nei panni di Pilade; Antonio Lubrano spassoso nella parte del’avvocato e amante sfruttato;  la brava Roberta Sanzò, la sorella di Pilade che scappa dal convento per amore del figlio del commendatore interpretato da un bravissimo Edoardo Ricciardelli ed infine Marisa Carluccio che ben interpreta il ruolo della domestica strampalata.
Insomma uno spettacolo di vero teatro napoletano, ironico e divertente  per due ore  di piacevole intrattenimento. 

Teatro Delle Muse
Via Forlì, 43  Roma
(tel. 06 44233649 – 0644119185)
Orari spettacoli: Lunedì,martedì, giovedì, venerdì, sabato ore 21,00 - Domenica ore 18,00
Sabato anche alle 17,00 - Riposo: mercoledì

domenica 30 dicembre 2012

Torna in scena TI SPOSO MA NON TROPPO l'esilarante spettacolo di Gabriele Pignotta dall'8 al 20 gennaio al Teatro Ghione

TEATRO GHIONE
dall'8 al 20 gennaio 2013
Marco Belardi e Comedy&co presentano
TI SPOSO, MA NON TROPPO
scritto, diretto e interpretato da Gabriele PIGNOTTA
con Fabio Avaro, Cristina Odasso, Siddartha Prestinari

Prima o poi doveva accadere che Facebook approdasse in un testo teatrale. Seguendo la fortunata scia dei suoi ultimi successi, Gabriele Pignotta, nella tripla veste di autore, interprete e regista, propone al suo pubblico, una nuova commedia tratta da una storia vera, fresca, divertente e simpaticamente attuale sui rapporti di coppia che nascono e muoiono sul web.
Una coppia collaudata che dopo sette anni di convivenza sta finalmente per sposarsi, un fisioterapista seduttore a tempo pieno e una ragazza abbandonata sull'altare sono i protagonisti di questa simpatica vicenda che, complice la chat di Facebook, intrecciano le loro esistenze tra esilaranti equivoci, scambi d'identità e confusioni emotive fino al sorprendente finale. Commedia sentimentale ed estremamente divertente, grazie anche alla bravura dei giovani ma valenti attori che riescono a trasmettere il loro stesso divertimento al pubblico,"Ti sposo, ma non troppo" affronta con tenerezza le problematiche di sempre, la coppia, il matrimonio, i tradimenti,il tutto condito da un po' di realtà virtuale che spesso si trasforma in reale con risvolti sorprendenti.
E presto "Ti sposo, ma non troppo" sarà un film per il cinema scritto, diretto ed interpretato da Gabriele Pignotta e prodotto da Marco Belardi e Filmauro. 

(Ilda Ippoliti)

Note di regia
Lo spunto iniziale di "Ti sposo ma non troppo", secondo le mie intenzioni, era raccontare con semplicità una storia d'amore "contemporanea".
Quelle, per intenderci, che iniziano e finiscono su social network come facebook o quelle alla portata di un "clic", che spesso riservano qualche sorpresa di troppo.
Una storia ricca di equivoci, tradimenti e sorprese dei "maniaci del chattare", in cui non sarà difficile riconoscere aspetti della nostra quotidianità.
Di fatto, la commedia affronta il disorientamento della cosiddetta "generazione di mezzo", quella dei 30-40enni incastrati tra le regole e i valori tradizionali trasmessi dai genitori e la "leggerezza" dei nostri giorni svuotata da tali principi. Una generazione che sembra avere qualche difficoltà ad assumersi responsabilità e a vivere rapporti stabili, ma che riesce sempre ad inventarsi soluzioni di emergenza per continuare un'esistenza che, tutto sommato, finisce anche per soddisfarli. (Gabriele Pignotta)

TEATRO GHIONE
Via delle Fornaci, - Roma (San Pietro)

sabato 10 dicembre 2011

NIGHTMARE BEFORE CHRISTMAS, una favola in musica per grandi e piccini al Teatro Roma

Recensione di Ilda Ippoliti

Prendi un cartoon movie di Tim Burton, aggiungi un giovane e promettente regista, una scenografa creativa e un'abile costumista, un cast di giovani attori ed ecco bell'e pronto NIGHTMARE BEFORE CHRISTMAS, una graziosa favola in musica giusta giusta per il periodo natalizio.
Nel Paese di Halloween, dove è sempre notte e tutto è oscuro e sinistro, si è sempre al lavoro per preparare, ogni anno, una festa migliore della precedente con nuove trovate e sempre più spaventevoli scherzetti, Tutti gli abitanti, personaggi del mondo dell'horror come il Clown dalla faccia, il Lupo Mannaro, i Vampiri,  le Streghe, un inquietante Inventore in sedia a rotelle, il dott. Finkelstein e persino un Pazzo in camicia di forza, sono entusiasti dei preparativi  ancor più che della festa e il più contento di tutti è il Sindaco, uno strano personaggio con la faccia divisa in due metà, una scura e triste e l'altra bianca e sorridente. il Re delle Zucche, Jack Skeletron, però, stanco dei soliti macabri divertimenti, è insoddisfatto, sente che gli manca qualcosa. Girando per il bosco insieme al suo cane fantasma Zero, trova il Paese del Natale dove tutto è luci colorate, allegria e pacchetti regalo. Jack, entusiasmato dalla scoperta, torna ad Halloween per raccontare ai suoi concittadini cosa sia il Natale ma nessuno sembra comprenderne il significato. Jack allora prova a darne una versione horror, l'unica che essi possano capire: nel paese del Natale -dice-  il capo parla con un vocione profondo, ha le chele al posto delle mani, viaggia su una slitta trainata da mostriciattoli e si fa chiamare Babbo Nachele.  Jack decide, inoltre, che questa volta sarà lui ad organizzare i festeggiamenti natalizi, così, fa rapire Babbo Natale da VedoVadoEPrendo, un trio petulante e pasticcione. e con l'aiuto dei suoi amici prepara nuovi spaventevoli regali da distribuire agli abitanti del Paese di Natale .Sally, una bambola di pezza costruita dal dott. Finkelstein, però ha un brutto presentimento, cerca di dissuadere Jack ma inutilmente. Con amore gli cuce il vestito rosso e Jack parte per il mondo reale a consegnare i suoi doni. Il risultato però non è quello sperato. La gente, confusa e impaurita, chiama la Polizia e la notizia della sparizione di Babbo Natale manda tutti nel panico: la festa sarà cancellata!
Sally cerca di liberare Babbo Natale prigioniero nell'antro di Mr.BauBau, ma anche lei rimane intrappolata. Jack dovrà arrendersi all'evidenza: è il Re delle Zucche non può essere diverso da quello che è. Libera Babbo Natale dalle grinfie del BauBau giusto in tempo per salvare la festa e salirà sulla collina del Terrore dove, al chiaro di una splendida luna piena, dichiara il suo amore alla bella Sally.
Lo spettacolo si discosta un poco dall'omonimo film d'animazione, ma gli resta fedele nella sostanza e soprattutto nella durata: un'ora esatta. Poco? Forse no. E' una scelta precisa del giovane regista Federico Malafronte che ha preferito focalizzare l'attenzione sul profilo dei personaggi e al loro ruolo essenziale nella storia.
Un'ora piacevole e piena di magica atmosfera, grazie alla suggestiva scenografia di Grazia Amendola, ai costumi di Giulia Mariotti veramente belli e studiati in ogni particolare e soprattutto grazie alla presenza, sul palco, di attori di esperienza come Ilaria De Angelis (che ricordiamo anche nel ruolo di Fiordaliso in Notre Dame de Paris), una deliziosa Sally dalla voce dolce e misurata,  Roberto Fazioli, irresistibile nel doppio ruolo del Pazzo e di Mr. BauBau, che dimostra ancora una volta di saper di passare agevolmente dai ruoli drammatici a quelli comici (notevole infatti la sua interpretazione dello spietato "Cieco dalla nascita" in "Ciechi" tratto da J. Saramago, andato in scena nella scorsa stagione al Teatro Piccolo Eliseo) e Caterina Gramaglia, attrice  formatasi alla scuola internazionale del Circo a Vapore e vista recentemente nel film "I Bambini della sua vita" (accanto a Piera Degli Esposti e Nino Frassica), qui nel ruolo dell'inquietante e comico Dott. Finkelstein.
Accanto a loro, il debuttante Diego Curzola, un garbato e tenero Jack Skeletron, Valentina Moretti (già nel cast della divertente commedia di Tenerezza Fattore "Chat Room" in scena la scorsa stagione sempre al Teatro Piccolo Eliseo) nella parte del Clown, Stefano Flamia in quella dello scanzonato Sindaco, Simone Tromboni in quella del Lupo Mannaro, Chiara Alivernini nel ruolo a tre facce di VadoVedoEPrendo e Flavia Barella nel muto ma fisicamente espressivo ruolo del cane fantasma Zero.
Perché andare a vedere questo spettacolo? Perché la compagnia è composta da  giovani pieni di passione e d'entusiasmo, il regista ha 26 anni appena ma anche belle idee e piuttosto chiare, la creatività, l'impegno e la grande voglia di fare teatro hanno compensato i limiti di un low budget  (ahi! la crisi!) dando vita ad uno spettacolo carino, fresco e divertente, destinato a tutti i bambini e a quegli adulti che lo sono rimasti nell'animo… e poi, ultimo ma non per minore importanza, anche perché parte dei proventi  è destinata a Save The Children.In scena al teatro Roma fino al 14 dicembre.

scheda spettacolo

produzione Nightday
The Nightmare Before Christmas"
(musical liberamente tratto dall'omonimo cartoon movie di Tim Burton)
con Ilaria de Angelis, Diego Curzola, Roberto Fazioli, Caterina Gramaglia,
Stefano Flamia, Simone Tromboni, Valentina Moretti, Chiara Alivernini.
costumi di Giulia Mariotti
scenografia di Grazia Amendola
voci curate da Germana Patriarca
musiche di Matteo Zito.
adattamento e regia Federico Malafronte

Teatro Roma
Via Umbertide, 33 – Roma (Tuscolano)
www.ilteatroroma.it
uff. stampa compagnia e info: Barbara Laurenzi
barbara.laurenzi@gmail.com

giovedì 8 dicembre 2011

Atmosfere "goth" e grandi voci per un imperdibile SWEENEY TODD - (Recensione)


Recensione di Ilda Ippoliti

In un periodo in cui di qualsiasi cosa si fa un musical, dai cartoni animati alla lista della spesa e il più delle volte con risultati di una scarsità imbarazzante, finalmente un Musical vero e fatto proprio come si deve!
Ogni aspetto di questo Sweeney Todd è curatissimo e di alta qualità: musica, voci, recitazione, movimenti coreografici, regia… tutto!
Musica live diretta dal M° Dino Scuderi (l'orchestra è piccola ma con… le controchiavi!), cantanti bravi che fanno egregiamente il loro lavoro dal vivo e per giunta senza amplificazione, la particolare struttura de teatro Sala Uno che sembra fatta apposta per la storia del diabolico barbiere di Fleet Street… insomma gli elementi giusti ci sono tutti.
Questo bel musical-thriller -se vogliamo anche un po' horror- di Stephen Sondheim, nella versione italiana di Andrea Ascari non perde una virgola del suo originale e macabro fascino.
Il regista Marco Simeoli (cofondatore del gruppo "I Picari" e che da anni lavora con grandi nomi dello spettacolo), dirige egregiamente un cast di oltre trenta persone che si muovono in uno spazio forse un po' limitato e tuttavia estremamente suggestivo, facendo funzionare alla perfezione un meccanismo dai ritmi equilibrati e dal fascino indiscutibile.
La scenografia composta da elementi mobili in legno risulta versatile e funzionale così come il gioco delle luci che creano efficaci illusioni come, ad esempio, quello della fornace nel sotterraneo di Mrs. Lovett. Buona anche la concezione dei costumi realizzati con particolare attenzione e assai coerenti col periodo di riferimento e con l'ambientazione. 
Bravissimi, infine, tutti gli interpreti: Andrea Croci (Sweeney Todd), Federica Ugolini (Mrs. Lovett), Gianluca Spatti (Tobias), Francesca Risoli (Johanna), Filippo Strocchi (Anthony), Luca Santamorena (Giudice Turpin), Dario Faini (Beadle Bamford), Maurizio Di Maio (Cavalier Adolfo Pirelli), Monica Salvi (Beggar Woman) ed il nutrito gruppo dell'ensamble. 
Un cast affiatato di elementi molto validi e pieni di talento, capaci di calarsi perfettamente nelle atmosfere cupe della storia e di trasmettere al pubblico brivido ed emozione.
Ottime le caratterizzazioni dei personaggi e le interpretazioni di tutti gli artisti tra i quali spiccano quella di Gianluca Spatti, cui si deve l'organizzazione generale dello spettacolo e che riveste magistralmente il ruolo di Tobias, quella di Andrea Croci che conferisce al personaggio di Sweeney Todd un particolare fascino oscuro ed attrattivo, quella di Maurizio Di Maio che fa del suo Cavalier Pirelli una piccola gemma, e di Federica Ugolini, una Mrs. Lovett decisamente brillante. D'altra parte quando il professionismo vero c'è non può fare a meno di emergere e i curricula degli interpreti parlano da soli.
La storia ha tutti gli ingredienti - è il caso di dirlo - per affascinare il pubblico.
Benjamin Barker, un giovane barbiere dei sobborghi di Londra, è un uomo felice, ha un'attività ben avviata, una figlioletta, Johanna, e una moglie, Lucy, ahimè, troppo bella per non essere notata dal Giudice Turpin. Questi, con la complicità dell'Ufficiale Beadle Bamford fa in modo di condannare ingiustamente Benjamin e di farlo deportare in una colonia penale per poterne usurpare il talamo e crescerne la figlia come fosse sua. Dopo molti anni Benjamin torna per per riabbracciare la moglie e la figlia ma la pasticcera Mrs. Lovett, famosa per cucinare i peggiori tortini di Londra, gli rivela che la sua Lucy si è avvelenata e che la piccola Johanna ormai è stata adottata dal giudice. Pazzo di dolore e rabbia, ora l'uomo non vuole altro che vendicarsi: cambia il suo nome in Sweeney Todd, con l'aiuto dell'inquietante Mrs. Lovett, riapre la sua vecchia barberia e gli ignari clienti -primo fra tutti il giudice Turpin- impareranno a loro spese che la vendetta è un piatto da gustare non freddo ma, in questo caso, infornato e cotto a puntino!
Gotico ed intrigante, Sweeney Todd richiama un po' alla memoria le atmosfere cupe di Dr. Jackyll & Mr. Hide e in un certo senso ne ricalca il dualismo fra bene e male. Benjamin è Jackyll e Sweeney è Hyde: un uomo semplice e buono diventa freddo, spietato e crudele, questa volta a causa dell'ingiustizia e della prevaricazione. Ed è questa la sua morale: la crudeltà e le infime passioni non portano che alla dannazione, il male non genera che male e alla fine, a vivere felici e contenti, saranno solo i due innocenti della situazione, la figlia di Sweeney Todd, Johanna, e il suo innamorato, il giovane marinaio Anthony.
Uno spettacolo bello e fatto bene. Da non perdere assolutamente.
 
Scheda spettacolo
 

SWEENEY TODD
Il diabolico barbiere di Fleet street
Musical-thriller di Stephen Sondheim e libretto di Hugh Weeler
nella versione italiana di Andrea Ascari
produzione GLS in collaborazione con BSMT
Regia di Marco Simeoli
Cast:
Andrea Croci (Sweeney Todd),
Federica Ugolini (Mrs. Lovett), 

Gianluca Spatti (Tobias)
Francesca Risoli (Johanna)
Filippo Strocchi (Anthony)
Dario Faini (Uff. Bedle Bamford)
Monica Salvi (Beggar Woman)
Maurizio Di Maio (Sig. Adolfo Pirelli)
Esamble: 

Maddalena Adorni, Gaia Bellunato, Irene Cedroni, Antonello Coggiatti, Giacomo Cordini, Nico Di Crescenzo, Roberto Fabra, Giuseppe Li Causi, Emanuele Marzocchi, Eleonora Pirondi, Tania Polla, Laura Pucini, Silvia Santoro, Serena Segoloni, Daniela Simula, Santi Scammacca, Alessia Tona
Musicisti:
Pianoforte: Eleonora Beddini, Francesco Ricci - Contrabbasso: Simone Giorgini
Violoncello: Simone Sitta - Batteria: Giuseppe Condò
Direzione Musicale Dino Scuderi
Coreografia Fabrizio Angelini
Organizzazione geneale: Gianluca Spatti
Direzione artistica Andrea Croci, Francesca Risoli, Gianluca Spatti, Federica Ugolini
Costumi: Giuliana Bellagamba con la collaborazione di Anna Reginato
Luci: Dawood-Pete Kheradmand
Disegno Fonico: Pippo Barresi
Assistente alla regia Francesca Cioci
Consulenza Artistica: Shawna Farrell
Comunicazione: Anna Evangelisti

Realizzazione grafica: Roberto Ciliberto
Realizzazione Web: Simona Staniscia
Make-up designer: Chiara Ugolini
Hair designer: Mario Tola
Direzione di scena: Maria Chiozza
 

TEATRO SALA UNO
P.zza di Porta S. Giovanni, 10 - Roma
Info e prenotazioni: Tel. 06-88976626 – Fax. +39 06.89531154
info@salauno.it - http://www.salauno.it/ - http://www.sweeneytodd.it/

Biglietti: 25€
Spettacoli: 1-2-3-7-8-9-10-14-15-16-17 DICEMBRE 2011 h. 20.30
4-11-18 DICEMBRE 2011 h. 17.00

martedì 29 novembre 2011

AL PIANO DI SOPRA (recensione)

Recensione di Ilda Ippoliti
Il 24 novembre ha debuttato a al Teatro Antigone "Al piano di sopra" un'agrodolce commedia di Gennaro Paraggio che, tra il serio e il faceto, affronta temi di assoluta attualità: il caro affitti, la precarietà del lavoro, la solitudine degli anziani, il conflitto genitori-figli .  
I due sposini, Roberta e Franco, protagonisti  della vicenda, sono lavoratori precari e non hanno altra alternativa che accettare la proposta di Amelia, un'anziana vedova che vive sola nel ricordo dei familiari defunti, che offre loro di dividere con lei l'appartamento. 
I ragazzi vivranno al piano di sotto e l'anziana resterà al piano di sopra. Una cosa temporanea - si augurano i giovani - ma la crisi economica non lascia grandi margini alla speranza di una sistemazione migliore.  La convivenza forzata si fa via via più problematica: la signora Amelia diventa ogni giorno più invadente, piomba in casa dei due giovani a tutte le ore del giorno con mille richieste, tratta Franco come un figlio e Roberta come una nuora mal tollerata. Quando però le cose sembrano migliorare, all'improvviso, una sconosciuta viene a reclamare l'appartamento! La situazione quindi precipita, portando a galla molte verità nascoste e conducendo ad un epilogo inaspettato e dai contorni surreali.
Gennaro Paraggio descrive i problemi di una generazione usando la magia del teatro: trasforma in ironia e comicità le situazioni più drammatiche dando vita a gag esilaranti e paradossali.
La caratterizzazione dei personaggi, probabilmente così voluta dall'autore e assecondata dalla regia di Carlo Dilonardo, (alla terza collaborazione con Paraggio), appare però un po' rigida e inquadrata e sembra, in qualche modo, limitare l'estro personale degli interpreti.
Passione ed entusiasmo, tuttavia, non mancano: l'intero meccanismo, perciò, funziona a dovere restituendo al pubblico una pièce dai ritmi frizzanti, gradevole e divertente.
Lo spettacolo, organizzato dalla compagnia Teatri&Culture, replica dal 15 al 18 dicembre nel piccolo Teatro Antigone a Testaccio, lo storico  quartiere romano che vanta la più alta percentuale di strutture dedicate al Teatro della capitale.
Inaugurato nel 2010, L'Antigone, in cui dominano, eleganti, i colori del rosso vivo, del bianco e del nero, ospita spettacoli di prosa, di danza e musicali, corsi, seminari, conferenze ed altre attività culturali.

TEATRO ANTIGONE
Via Amerigo Vespucci, 22 - Roma
www.teatroantigone.it
dal 15 al 18 Dicembre 2011
T&C Teatri&Culture presenta
AL PIANO DI SOPRA
di Gennaro Paraggio
con Giuliana Meli, Silvio Nanni, Francesca Del Vicario, Cristiana Virgili
Assistente alla Regia: Francesca Del Vicario
Suoni e Colori: Gennaro Paraggio
Direzione Artistica: Martino Carrieri
Ufficio Stampa: Giuliana Meli
foto di scena Luigi Catalano www.ellecifoto.it
Regia di Carlo Dilonardo

lunedì 28 novembre 2011

PERSICONE MIO FIGLIO: uno Scarpetta inedito al Teatro delle Muse

(recensione di Irene Conti) 
 
Al Teatro delle Muse fino al 6 dicembre va in scena "Persicone, mio figlio" la prima commedia che Eduardo Scarpetta scrisse appena diciannovenne, dedicandola alla memoria del padre.
Originariamente scritta in versi e in Italiano e mai rappresentata, neanche da Scarpetta stesso, la commedia viene restituita al dialetto napoletano dalla versione proposta da Geppi Di Stasio e Wanda Pirol della compagnia del teatro delle Muse.
Persicone, (da "perzeca", pesca, nomignolo dato dl padre al piccolo Eduardo per via delle sue guance paffute) un eterno ragazzo di quarant'anni, un sempliciotto rimasto praticamente bambino.Sua sorella Giulia è innamorata di Enrico e vorrebbe sposarlo ma la madre di lei, Domenica, è contraria: è vedova e vorrebbe che la ragazza rimanesse in casa con lei a farle, così, da "bastone della vecchiaia". I due innamorati escogitano, quindi, un piano per costringerla a dare il consenso alle nozze, coinvolgendo Persicone. L'ingenuità dell'uomo, vera o presunta che sia, dà il via ad una intricata matassa di equivoci, tradimenti e situazioni esilaranti. che protagonisti dovranno affrontare e risolvere in nome dell'amore.
Una commedia piacevole e ben interpretata da un cast esperto ed affiatato. Il protagonista Geppi Di Stasio si conferma anche attento e capace regista: riscrive la commedia nel gustoso dialetto napoletano tipico di Scarpetta e, in omaggio all'autore, inserisce nella prima parte della commedia alcuni versi che molto ricordano il testo originale.
Due ore di divertimento leggero, semplice, immediato, adatto a tutta la famiglia.

TEATRO DELLE MUSE
Via Forlì, 43 - Roma
tel. 06 44233649 - 06 44119185 - fax 06 44237308
www.teatromuse.it

teatrodellemuse@gmail.com

domenica 27 novembre 2011

SERATA OMICIDIO - recensione

(Recensione di Ilda Ippoliti)

Al Teatro De Servi va in scena "Serata omicidio" una commedia gialla, divertentissima e tutta al femminile. Due amiche, leggono per caso su internet uno strano ed inquietante annuncio: un omicidio avrà luogo in una precisa data e in un preciso luogo, ma la cosa ancora più strana è che l'indirizzo indicato dall'assassino è lo stesso del nuovo appartamento in cui la giovane protagonista si è appena trasferita. In un primo momento la ragazza non dà peso alla cosa ma la sera del giorno indicato, bussano alla porta alcuni strani personaggi giunti là proprio a causa dell'annuncio e ognuno per ragioni differenti.  Inizia così a delinearsi la trama tessuta dall'assassino, un delitto perfetto alla Hitchcock pieno di interrogativi in cerca di risposte. Perché l'omicida ha annunciato il delitto? Qual è il suo movente? Quali gli indizi? Ma soprattutto, come mettere al loro posto tutti i tasselli di questo intricato puzzle per giungere, alfine, alla verità? La pièce scritta e diretta da Giuseppe Sorgi si rivela un riuscito ed equilibrato mélange di thriller e commedia comica e che ricorda da vicino film divenuti ormai un cult del genere: "Signori, il delitto è servito" o come il più famoso "Invito a cena con delitto" che ha ispirato quella forma di spettacolo compresa di cena che sta riscuotendo un sempre più largo successo di pubblico. Non mancano inoltre citazioni autorevoli come quelle che rimandano ad alcuni tra i più conosciuti romanzi della regina del giallo Agatha Christie. 
Esilarante ed avvincente la pièce si avvale dell'interpretazione impeccabile di cinque bravissime attrici: Emanuela D'Antoni, Raffaella De Leo, Irma Carolina Di Monte, Shara Guandalini, e Alessandra Ponti che sul palco sanno far funzionare alla perfezione il meccanismo "mortalmente comico" del testo fino alla sorpresa del coivolgente e inaspettato epilogo. 
Lo spettacolo -consigliatissimo - resta in scena fino all'11dicembre al Teatro de' Servi.


TEATRO DE' SERVI
Via del Mortaro, 22 - Roma
www.teatroservi.it
dal 22 novembre all'11 dicembre 2011
Compagnia Il Gruppetto
SERATA OMICIDIO
scritto e diretto da Giuseppe Sorgi
con Emanuela D'Antoni, Raffaella De Leo, Irma Carolina Di Monte
Andrea Garofalo, Shara Guandalini, Alessandra Ponti

venerdì 25 novembre 2011

ESSERE, HORROR DELL'ADOLESCENZA - Recensione

Recensione di Ilda Ippoliti

"Essere, horror dell’Adolescenza" è il nuovo lavoro del giovane drammaturgo Giovanni Franci in scena fino al 27  novembre al Teatro dei Contrari.
Franci sorprende sempre per lo spessore emotivo delle sue opere. Il suo stile -raccontare verità nude che non conoscono sconti né pudori- colpisce la coscienza senza mediazioni di sorta, scavandola come un coltello affilato.
La storia è cruda, scabrosa, senza mezzi termini. La protagonista ripercorre le tappe della sua discesa all’inferno, un percorso violento, fatto di traumi, abusi e smarrimento, un percorso che la precipiterà nell’abisso della follia.  Avere quindici anni e percepire se stessa solo  attraverso il dolore. Averne sedici e avere paura aggrappandosi a un unico affetto,  la misteriosa e ambigua figura della compagna di banco, Laura.
La mostruosità dell’abuso sessuale da parte dell’adulto prende le sembianze di un cane feroce, un dobermann che dilania, giorno dopo giorno la fragile e indifesa adolescenza della protagonista. Essa sfugge all’orrore rifugiandosi tra le braccia di un pietoso inganno, di una travisata e più accettabile realtà.
Ispirato in parte al racconto gotico di Sheridan Le Fanu “Carmilla” e in parte a reali fatti di cronaca, il testo, difficile ed impegnativo, sfrontato ma mai volgare, brilla di un oscuro e affascinante vigore espressivo, velato di poesia e altresì valorizzato da una regia capace di sublimare il tragico, restituendo alla narrazione tratti di cruda bellezza e di intensa emozione.
La scena, scarna ed essenziale, trabocca di contrasti di bianco e nero, di luci e di ombre, riproposti anche nei costumi.
La drammaturgia di Franci esaspera forse, ma non mente: viviseziona il trauma e le sue conseguenze più estreme, sbattendo in faccia allo spettatore un mostro che si fatica a delineare anche solo a parole, perché il  male non genera che male e il dolore è figlio di altro dolore.
Ciò che resta dopo la visione di questo spettacolo (com’è ovvio rigorosamente adatto ad un pubblico adulto)  è la netta percezione di essere dinanzi ad un’evidente provocazione. 
E’ troppo? Forse. E forse no. 
Franci ne racconta uno per tutti: un abuso per tutti gli abusi, un trauma per tutti i traumi, un abisso per tutti gli abissi. 
Certi fatti non fanno quasi più notizia. Assuefatti dal reiterarsi di queste tragedie, restiamo noi stessi vittime di un anestetico emotivo che ci rende sempre più indifferenti di fronte all’inaccettabile. Ed è forse per questo che non si urla mai abbastanza e mai troppo forte per risvegliare le coscienze e per raccontare certe storie: sono reali e il lupo cattivo, purtroppo, esiste davvero.

Scheda spettacolo

ESSERE Horror dell'Adolescenza
di Giovanni Franci
con Elisabetta Rocchetti
danza Maria Isabel Galloni
scene Marco Aquilanti,
foto Renzo Zecchini,
video Raoul Marchetti,
organizzazione Fabrio Del Frate
Produzione: Intranslation
regia di Marianna Galloni e Giovanni Franci

TEATRO DEI CONTRARI
dal 15 al 27 novembre 2011
Via Ostilia, 22
www.teatrodeicontrari.eu


mercoledì 16 novembre 2011

AMORE NON ESSERE GELOSO: al teatro Trastevere torna la divertente commedia di Andrea Zanacchi

TEATRO TRASTEVERE
dal 17 al 20 novembre 2011

Compagnia Velluto Rosso presenta
AMORE, NON ESSERE GELOSO
Scritto e diretto da Andrea Zanacchi
Con Manuela Bisanti, Giampaolo Filauro, 

Elena Mazza, Andrea Zanacchi
Con toni ironici e brillanti la gelosia torna in scena, al Teatro Trastevere, Amore non essere geloso, la divertente commedia di Andrea Zanacchi che analizza il sentimento della gelosia. Il testo, piacevole, ben scritto e proposto con successo già nel 2009, racconta le vicende quotidiane di due coppie di amici alle prese con il “demone dagli occhi verdi che dileggia il cibo di cui si nutre” - tanto per citare un famoso verso di shakespeariana memoria. 
Basterà un semplice black-out, e il misterioso schiocco di un bacio nel buio a sconvolgere il delicato equilibrio dei loro rapporti in crisi. I protagonisti, nel loro quotidiano, danno sfogo a sentimenti e paranoie coinvolgendo il pubblico che non può fare a meno di immedesimarsi  nelle loro reazioni ed atteggiamenti in bilico tra paradosso e follia. Giocando su ritmi serrati, mimiche spassose e incastri perfetti, gli interpreti illustrano, con grande spirito, le dinamiche autodistruttive che il sospetto del tradimento porta inevitabilmente con sé, giungendo alla conclusione che la gelosia, sempre in agguato, è una malattia che può contagiare tutti e quando meno ce lo aspettiamo. 
Spettacolo consigliato per passare una terapeutica serata in allegria.
(Ilda Ippoliti)
TEATRO TRASTEVERE
Via Jacopa de’ Settesoli
www.teatrotrastevere.it

lunedì 14 novembre 2011

L'ASTICE AL VELENO: Vincenzo Salemme torna al Teatro Olimpico con la commedia campione di incassi della scorsa stagione

(foto di Federico Riva)
L'ASTICE AL VELENO
Recensione di Irene Conti
C'era una volta lui, lei e l'altra..., Insomma la solita storia "diranno i miei piccoli lettori", come disse uno scrittore famoso. Questa pièce, invece non ha nulla di scontato. Un mix di comicità farsesca, commedia brillante e musica. La protagonista Barbara (Benedetta Valanzano) è un'attricetta molto bella, innamorata del regista della pièce che dovranno mettere in scena. Barbara è in qualche modo una moderna Madame Bovary, romantica e innamorata dell'amore. Nel suo mondo di sogno riesce a parlare con le statue della scenografia dello spettacolo che prendono vita e, che, come il Grillo di Pinocchio, rappresentano la sua propria coscienza. Lui,  Matteo (Maurizio Aiello) è il regista dello spettacolo di cui la ragazza è innamorata. Sposato e, "come tutti gli uomini" senza alcuna intenzione di divorziare, capace solo di dire bugie su bugie per salvare "capra e cavoli". In questo menage si infila Gustavo (Vincenzo Salemme) un Pony-Express vestito da Babbo Natale (siamo al 23 Dicembre) che deve consegnare alcuni pacchi dono per conto di un'azienda, e che, per dare prova dell'avvenuta consegna, deve registrare una sorta di cartolina vocale con un registratore vecchissimo e molto pesante.
Dopo l'ennesima delusione  Barbara decide di uccidere Matteo durante la cena a base di astice, avvelenando il vino per poi suicidarsi, lasciando una lettera in cui confessa l'accaduto. Gustavo/Salemme viene messo in mezzo dalle statue, il munaciello, la lavandaia, lo scugnizzo e il poeta, che gli impediscono di lasciare il teatro mandando all'aria il piano diabolico della ragazza, così nessuno muore… neanche l'astice!
In questo spettacolo i veri protagonisti sono i sentimenti: gelosia, rabbia, amore, felicità, raccontati con molta leggerezza da Salemme che nel monologo all'inizio del secondo atto ne spiega la morale. Le battute si susseguono a ritmo serrato, con perfetti tempi comici, boutades  e tormentoni per una napoletanità pirotecnica con un finale da favola per niente scontato. L'attore  si prende anche una pausa per dialogare col pubblico non rinunciando a una piccola parentesi dedicata all'attualità che riscuote, com'è prevedibile,  consensi, risate ed applausi.
 "L'astice al veleno" si conferma quindi uno spettacolo sempre gradevole e divertente che ritorna, a grande richiesta, per il secondo anno consecutivo, sui palcoscenici romani. Salemme resta una garanzia, coadiuvato da una compagnia capace di reggere il confronto con il mattatore.
Lo spettacolo resta in scena fino al 4 dicembre.

Dal 10 novembre al 4 dicembre
produzione: Chi è di scena
L'ASTICE AL VELENO

Commedia in due atti scritta e diretta da Vincenzo Salemme
con: Vincenzo Salemme, Antonella Morea, Benedetta Valanzano, Maurizio Aiello,  
e con Nicola Acunzo, Antonio Guerriero, Domenico Aria, Giovanni Ribò
Scene Alessandro Chiti – Costumi Giusi Giustino
Musiche Antonio Boccia - Disegno Luci Umile Vainieri
Movimenti Coreografici Stefano Bontempi
Produttore esecutivo Gianpiero Mirra
Prodotto da Valeria Esposito
Foto di Federico Riva

TEATRO OLIMPICO
Piazza Gentile da Fabriano, 17 - 00196 - Roma
http://www.teatroolimpico.it/

Info & Biglietti: 06.32.65.991 - biglietti@teatroolimpico.it

giovedì 20 ottobre 2011

DAVIDE vs GOLIA - CRONACHE DEL G8. Ieri come oggi: uno spettacolo per riflettere e non dimenticare

Recensione di Irene Conti

Genova 2001- Roma 2011. Questo spettacolo sul G8 capita a proposito. La vasta eco delle polemiche di questi giorni ancora risuona nelle nostre orecchie. Sembra essere tornati indietro di dieci anni, quando le manifestazioni contro i “Grandi della terra”, divennero scenario di una vera e propria guerra urbana. Le assonanze tra Genova e Roma ci sono, anche se, fortunatamente, le conseguenze, nella Capitale, sono state minori. I dissensi che portarono agli scontri dal 19 al 22 Luglio 2001, forse voluti, lasciarono una città devastata sia nell’anima che nella carne: 560 feriti, oltre 200 persone arrestate; 30 miliardi circa di danni e un morto, Carlo Giuliani di 23 anni, ucciso da un colpo di pistola sparato da un giovane carabiniere. I fatti di questo docu-drama sono raccontati da due attori che impersonano le due opposte fazioni, un manifestante e un carabiniere, in cui ognuno dà la propria versione, in un’alternanza scandita da video in cui vengono spiegati, alle forze dell’ordine, i vari comportamenti da adottare in caso di sommossa. Non c’è scenografia. Solo i due attori, uno vestito con jeans e maglietta, e l’altro, in mimetica, che raccontano la propria verità in un vero e proprio “botta e risposta”. E tanto basta.
Tanto basta a spiegare come il “popolo di Seattle”, conosciuto più comunemente come No-global, volesse svelare al mondo il problema del controllo dell’economia da parte di un esiguo gruppo di persone, cioè otto capi di Stato che, per potere economico, politico e militare, si ponevano al di sopra delle autorità degli altri Stati e di quelli dei loro stessi Paesi. Oggetto di contestazione furono anche tutte quelle organizzazioni sovranazionali neoliberiste quali l’Organizzazione Mondiale del Commercio e il Fondo Monetario Internazionale.
I manifestanti volevano solo esprimere pacificamente il loro dissenso. Perchè allora tutta quella violenza selvaggia da parte delle forze dell'ordine, per le strade, alla Scuola Diaz, nei centri di detenzione come Bolzaneto? E a questo quesito se ne aggiungono altri.
Perché sulle manifestazioni contro il G8 e la globalizzazione si è cercato di alzare la tensione, parlando di informative da parte dei Servizi Segreti, dove si paventava il pericolo di lanci di sangue infetto da parte dei manifestanti, di pitbull aizzati contro i poliziotti, di gomme incendiate, con i media immediatamente pronte a riportarne le notizie, amplificandole?
Perchè le bombe al TG4, alla caserma dei carabinieri di San Fruttuoso e allo stadio Carlini? Perchè nessuno nelle forze dell'ordine si era preparato effettivamente a gestire la manifestazione e gli scontri? Perchè i Black Block non vennero né schedati, né bloccati alla frontiera se tanti erano già noti ai Servizi Segreti e alla Digos? Perchè il trattatto di Schengen in quei giorni venne sospeso? Perchè i vari reparti che si dovevano occupare del mantenimento dell'ordine vennero dotati di gas lacrimogeni, considerata arma chimica e quindi proibita?
Perchè i vari reparti vennnero anche dotati del manganello Tonfa, che essendo in alluminio è capace di spezzare denti e ossa?
Poi, il centro di detenzione Bolzaneto e la scuola Diaz. Troppe domande senza risposta su cui la pièce cerca di fare luce.
A Genova è sicuramente successo qualcosa di gravissimo, di indegno per un paese civile: Insulti, pestaggi, ingiurie, sospensione dei diritti civili... Le spiegazioni ci sono e "Davide contro Golia" ne mette in luce le ragioni politiche e le connivenze di Stato. 
Uno spettacolo che ci chiama a sfuggire alla lobotomia di massa, che ci chiama a riflettere su quanto è successo in passato e su quello che sta succedendo anche oggi. Uno spettacolo per ricordare, perché - come dice uno dei protagonisti - senza la memoria un Paese rifarebbe sempre gli stessi errori”. Questo  è teatro civile, questo è teatro da consigliare. Passiamo parola.

Teatro di Documenti
Via Nicola Zabaglia, 42 - Roma (Testaccio)
dal 18 al 23 Ottobre
Davide contro Golia- Cronache del G8
Con Andrea Paolotti e Federico Brugnone
Videoproiezioni di Marco Di Campli San Vito
Regia di Paolo Orlandelli

domenica 9 ottobre 2011

L'ULTIMO DEGLI AMANTI FOCOSI (recensione)


Pietro Longhi e Paola Quattrini
(recensione di Maurizio Bellini)

Cos'è che spinge un uomo affermato, con un matrimonio felice, un'attività avviata e redditizia, a cercare delle avventure amorose?
Che tipo di donna andrebbe bene per una perfetta trasgressione?
E cosa spinge tre donne diverse a cercare una fuga amorosa dalla realtà?
A questi quesiti danno una risposta Paola Quattrini e Piero Longhi, in scena al Teatro Italia, con una gustosa commedia di Neil Simon: "L'Ultimo degli amanti focosi".
Bernardo Mazzetta proprietario di un affermato ristorante, sposato felicemente da vent'anni e con cinque figli, decide di concedersi un'evasione amorosa, un incontro clandestino che lo faccia sentire ancora capace di fare delle scelte, per sfuggire alla mortale routine della sua seppur soddisfacente esistenza. Bernardo avrà così modo di incontrare tre diversi tipi di donna: Emma, Roberta e Giannina e ogni appuntamento sarà per lui un banco di prova dove poter costruire o distruggere i propri sogni di evasione, romanticismo e avventura erotica.
Affiatatissimi Longhi e la Quattrini che riescono, brillantemente, a dare spessore ad ognuno dei personaggi di Simon.
Da sottolineare l'impareggiabile interpretazione della poliedrica e bravissima Paola Quattrini  che riesce a rendere credibili le donne che si avvicendano negli appuntamenti clandestini del protagonista e che riassumono tre aspetti del mondo femminile: la fredda Emma, cinica signora che cerca solo i piaceri della vita senza troppi sentimentalismi; la svampita e romantica cantante di night club alla ricerca del provino che la faccia "sfondare" nel mondo dello spettacolo, e Giannina,  moglie del suo migliore amico, depressa e frustrata, alla continua ricerca di qualcosa che la faccia uscire dal tunnel oscuro in cui è finita.
Meno riuscito il personaggio di Roberta, vuoi per la caratteristica voce roca della protagonista che mal si adatta ad una cantante,  vuoi per la tipologia del ruolo che, da un punto di vista formale, sembrerebbe  più adatto a una persona più giovane. Particolare trascurabile però: la personalità della Quattrini è straripante e coinvolgente e in più d'un'occasione ruba la scena al bravo Longhi.
Lo spettacolo è piacevole e divertente e, tra una risata e l'altra fa riflettere sul significato della nostra vita nell'era dell'apparire e non dell'essere.
In scena al Teatro Italia  fino al  16 Ottobre.

TEATRO ITALIA
Via Bari,11 - Roma (Parioli)

lunedì 3 ottobre 2011

DESAPARECIDO: emozioni a tinte forti al Teatro di Documenti

Recensione di  Irene Conti
Il Teatro di Documenti inizia la sua stagione con “Desaparecido", uno spettacolo drammatico, toccante, e ricco di emozione tratto da una storia realmente accaduta. 
Nel marzo del 1976 in Argentina ci fu un colpo di stato definito “Processo di Riorganizzazione Nazionale” ad opera della Polizia argentina, guidata dal Jorge Rafael Videla. L’operazione, chiamata in codice “Noche De Los Làpices” (La notte delle matite), aveva lo scopo di sequestrare, torturare ed uccidere studenti delle scuole superiori, colpevoli, secondo il regime, di “attività atee ed anti nazionaliste”. Precedentemente al 16 settembre gli studenti della UES (Uniòn Estudiantil Secundaria) avevano promosso una manifestazione contro l’abolizione del “Boleto Estudiantil”, un tesserino che consentiva agli stessi sconti su libri di testo e riduzioni sul biglietto dei mezzi pubblici, senza il quale molti non avrebbero potuto più frequentare la scuola. Il regime considerò questa protesta “attività sovversiva” e per questo i “rei” furono sequestrati ed uccisi dopo essere stati torturati in modo indicibile. Quella del 16 settembre viene ricordata come “La Notte delle Matite Spezzate”: sei giovani studenti vennero sequestrati e fatti sparire. Nei giorni successivi altri giovani subirono la stessa sorte. Da qui il termine “Desaparecido” cioè ”chi è stato fatto scomparire”. Sulla testimonianza di Pablo Diaz, uno dei sopravvissuti (e fondamentale per la ricostruzione dei fatti), è costruito questo spettacolo colmo di vibranti emozioni, capace di suscitare paura, rabbia ed empatia per la vittima seviziata e torturata. Le corde legate al corpo dell’attore sembrano legare tutti i presenti in sala; l’efficace effetto luci, nel momento della scarica elettrica, (di grande impatto!), sembra fulminare anche il pubblico. Complice anche il suggestivo spazio del Teatro di Documenti che sembra quasi spingere lo spettatore in mezzo alla scena ed immergerlo nella sconvolgente vicenda. Il pubblico partecipa al dramma e vive la sofferenza patita dal giovane protagonista in un’ora circa di emozione pura, capace di entrare nella pelle e nelle viscere degli spettatori. 
Il racconto è scandito dalla musica e dal Tango, ballo tipico argentino, eseguito da due ballerini professionisti, freschi campioni del mondo di questa specialità. Una pièce vibrante, dall’ottimo taglio registico ed interpretato da bravi e convincenti attori. 
Desaparecido denuncia uno dei regimi più repressivi della storia del Novecento, è uno spettacolo che merita assolutamente di essere visto perché fa luce su un lato oscuro della storia dell’umanità e perché quella di Pablo Diaz non è che una delle trentamila storie di Desaparecidos del nostro tempo.

TEATRO DI DOCUMENTI
Via Nicola Zabaglia - Roma (Testaccio)
www.teatrodidocumenti.it

lunedì 26 settembre 2011

Bunga Bungalow: sesso e videotape nella divertente commedia di Sandro Torella al Teatro Duse

Recensione di Irene Conti

Il Teatro Duse riapre la sua stagione con uno spettacolo all’insegna della comicità: Bunga Bungalow,  è un divertente atto unico, protagonisti tre amici, Rocco, Lele e Schicchi, impiegati di un ipermercato che hanno un unico pensiero fisso: il sesso  Il loro capufficio (dal soprannome che è tutto un programma: "pacciani"), propone una sfida: chi riuscirà, durante le vacanze, a fare più conquiste femminili avrà il tanto atteso aumento di stipendio. Il tutto, ovviamente, corredato da classifiche, punteggi in base alla nazionalità delle prede e prove video delle avvenute perfomance. I tre decidono, perciò, di partire per Santo Domingo provvisti di tutto il necessario, compreso, naturalmente, l’I-tromb, l’ultimo ritrovato tecnologico, per riprendere e documentare il successo delle loro imprese. Una volta arrivati a destinazione i tre saranno coinvolti in una serie di situazioni esilaranti che porteranno alla luce caratteristiche e difetti comuni, tipici dello stereotipo del maschio italiano. La sfida goliardica diventerà l’occasione per far emergere i difetti di una società, quella italiana in generale, e della sua popolazione maschile in particolare, in cui tutto  passa attraverso l’uso del sesso come merce di scambio e in cui la brama di potere, la prevaricazione e follia hanno il sopravvento sul rispetto, l’educazione i sentimenti e la cortesia.

venerdì 23 settembre 2011

MA CHE BELL'IKEA: si ride al Sala Umberto con Riccardo Fabretti e Paola Minaccioni


Recensione di Ilda Ippoliti

L’Ikeamania non risparmia nessuno. Tutti, o quasi, abbiamo almeno un articolo del grande magazzino svedese, in casa e Gianni Clementi, uno dei più interessanti e prolifici autori contemporanei, con Ma che bell’Ikea, non si è lasciato sfuggire l’occasione di giocare un po’ con questo attuale fenomeno commerciale di massa.
Con spirito ironico e divertente la commedia narra le vicende di due coppie di estrazione molto diversa, borghese l’una, decisamente coatta l’altra, che si trovano a vivere in due appartamenti identici nel medesimo palazzo alla periferia di Roma, a ridosso del Raccordo Anulare e, ovviamente, con vista sull’Ikea.
I protagonisti, (un avvocato, paziente marito di una casalinga esaurita dalla lunga convivenza con l’ingombrante ed invadente suocera, e il tipico “coatto”, venditore ambulante di scarpe, tifoso della Roma e la sua convivente rumena, l’ex prostituta Katinka), saranno contagiati dall’Ikeamania e scopriranno che le loro vite così apparentemente distanti, finiranno per trovare tanti punti e, soprattutto tanti mobili, in comune.

mercoledì 25 maggio 2011

CHAT ROOM di Tenerezza Fattore: il Teatro che guarda la Rete

(recensione di Ilda Ippoliti)
Dopo il successo di “Ciechi” della scorsa stagione, torna sul palco del Piccolo Eliseo il nuovo lavoro di Tenerezza Fattore, Chat Room, una divertente commedia con musiche e coreografie che affronta con spirito ironico la realtà virtuale dei siti di incontri on line.
Il trentaquattrenne Gianfilippo, un matrimonio fallito alle spalle e un lavoro poco soddisfacente, si è lasciato andare e il suo miniappartamento, arredato con mobili di recupero, riflette il suo stato d’animo demotivato e colmo di noia: una segreteria telefonica con gli immancabili messaggi della mamma, il frigo sempre vuoto dove un’unica fetta di pane tristemente ammuffisce, una vecchia e malconcia poltrona lo accompagnano nei suoi giorni sempre uguali. Tutto, però, cambia quando, finalmente, il mondo di internet entra nella sua vita.
Dapprima timidamente, poi con sempre maggior disinvoltura, Gianflippo, in cerca dell’anima gemella, si lascia assorbire completamente dai meccanismi relazionali del mondo dei social network fino a non poterne più fare a meno e -quasi fosse una malattia- finisce per contagiare anche il suo cinico amico Massimiliano.
Chat RoomUna volta entrato in rete (una metaforica rete da pesca che gli giunge per posta), Gianfilippo  si trova di fronte ad un mondo che lo avvolge e lo cattura, ad un mercato infinito che lo bersaglia di invadenti proposte  di ogni genere: dalla pornografia all’astrologia, dalla musica, ai casinò on line, dall’immancabile motore di ricerca che ha tutte le risposte ai siti di offerte di lavoro e, ovviamente la chat line. Qui Gianfilippo “conosce” tante donne: la ragazza simpatica e spigliata, la dolce timida e riservata, la petulante mangiauomini, la ninfetta disinibita, la bella dal fascino misterioso e sfuggente e persino un uomo che gli propone la convivenza!
La rete però è un luogo immaginario dove tutto è fantasia, sogno ed illusione ed è inevitabile, prima o poi, che il sogno si scontri con la realtà: Gianfilippo dovrà rendersi conto che quello che veramente sta cercando è altrove, magari proprio dietro la porta della sua vicina di casa,Svetlana, una giovane e graziosa ragazza ucraina.

Lo spettacolo è divertente, molto originale ed ha buone chances di diventare un cult del suo genere.
La storia parla di siti di incontri virtuali eppure le parole "computer" e "chat room" non vengono mai pronunciate: una scelta precisa dell'autrice che preferisce mettere in evidenza soprattutto l’aspetto emotivo di questa nuova forma di socializzazione.
Chat RoomChat Room è il Teatro che guarda la Rete e mette a confronto i loro mondi tanto diversi: la rete che rende virtuale il reale e il teatro che fa l’esatto contrario rendendo reale l’immaginario.
Il testo, ben scritto, agile e frizzante, sorprende e coinvolge il pubblico grazie anche ad alcune riuscite trovate sceniche che costituiscono una vera e propria sfida per gli attori chiamati ad interpretare ruoli non umani ma virtuali e a dare corpo, ad esempio, alle emoticons, segni grafici indispensabili per indicare lo stato d’animo e ad alcuni programmi, come quello della posta elettronica o come l’immancabile (ed esilarante!) virus che crea danni e scompiglio nella vita del protagonista.
Una sfida che sembra vinta, vista la buona la prova offerta dal cast composto da un insieme sinergico ed affiatato di professionisti ed allievi del 1°e 2°anno dell'Accademia Cassiopea, soluzione già sperimentata con successo nella scorsa stagione con “Ciechi”. Tra i professionisti ricordiamo Dario Biancone (Gianfilippo), Giorgia Furbetta (Partenope), Gabriele Carbotti (l’amico Massimiliano),  Giorgia Guerra( Blue Velvet) e Roberto Fazioli (Ugo) e tra gli allievi Filippo Andreetto (il viagra e il virus), Ilaria Orlando ( il motore di ricerca),Chiara Casali (Svetlana), e Filippo Raschi (il postino).
Uno spettacolo piacevolissimo, dunque, tutto da vedere e in cui rivedersi perché la rete, nel bene e nel male, fa parte ormai delle nostre vite e guardarla con un pizzico di ironia non può che fare bene.
In scena fino al 26 giugno 2011 al Piccolo Eliseo. 
Scheda spettacolo:
Compagnia: Cassiopea Teatro Sperimentazione
CHAT ROOM
Testo e regia: Tenerezza Fattore 
Cast: Dario Biancone (Gianfilippo),Gabriele Guarino (il Portiere), Gabriele Carbotti (Massimiliano,l'amico), Giorgia Furbetta (Cristina/Partenope), Giorgia Guerra (Valentina/Blue Velvet), Claudia Lerro(Fabiana/Incantesimo)
con la partecipazione di Roberto Fazioli (Ugo)
e Nicola De Santis
e con gli allievi delle classi 1a e 2a professionale dell'Accademia Cassiopea: Filippo Andreetto,  Barbara Bianchi, Rosaria D'Antonio, Selena De Vitis, Chiara Casali, Chiara Laureti, Giuseppina Loschiavo, Chiara Postacchini, Arianna Saturni, Margherita Bini, Beatrice Ciucci, Giulia Malossini, Valentina Moretti, Ilaria Orlando, Filippo Raschi, Saverio Tavano.
Coreografie: Valeria Baresi - Scenografie e costumi: Michela Bevilacqua e Francesca Rossetti
Musiche: Michael Bublé - Assistente alla regia: Eleonora Leone - Disegno luci: Giorgio Rossi -Effetti sonori: Nicola De Santis - Direttore di scena: Mariella Giordano - Grafica: Francesca Valido - Ufficio Stampa: Tania Servidei - Organizzazione: Jessica Cenciarelli

mercoledì 18 maggio 2011

TROTE: storia d'amore e d'amicizia con Triestino e Pistoia al Sala Umberto

(recensione di Irene Conti) 

Il Sala Umberto chiude la stagione 2010- 2011 con la collaudata coppia Paolo Triestino e Nicola Pistoia nello spettacolo “Trote” di cui curano anche la regia. La storia che può essere definita d’amore e d’amicizia narra di due persone: Luigi, lavoratore in una fabbrica di pneumatici e amante della pesca e Maurizio, proprietario di un’officina che, sposato da molti anni, tradisce la moglie ogni volta che capita. I due si conoscono a causa di un equivoco: alcune analisi consegnate a Maurizio, appartengono, invece, a Luigi. Il responso non lascia speranze e l’ipocondriaco Maurizio, dopo l’iniziale panico per quella che sembra una “condanna a morte” , roso anche dai sensi di colpa, confessa alla moglie i tradimenti e tante altre cose mai dette. Scoperto poi l’equivoco oltre a cercare di recuperare il proprio rapporto con la moglie, con improbabili giustificazioni, Maurizio decide di conoscere Luigi per comunicargli la verità. Lo cerca e lo trova a pescare in un paesino della provincia romana, Anticoli Corrado. Dopo l’iniziale diffidenza di Luigi, che si sente disturbato nella sua lotta con le trote, tra loro nascerà un’intensa amicizia e i due condivideranno pensieri profondi sul vero senso della vita, sull’amore e anche sulla morte. A far da sfondo una delle città più belle mondo, Roma, la Città Eterna. L’amicizia che si è ormai instaurata renderà, però, a Maurizio assai più difficile il compito di rivelare la verità a Luigi. Tra dubbi, esitazioni e titubanze, Maurizio, alla fine non avrà il coraggio di confessargliela.
Il testo intenso dai dialoghi esilaranti, ma allo stesso tempo profondi, mostra con sguardo poetico il mondo che ci circonda con le sue illusioni, i sogni, le sue  difficoltà. Racconta con sensibilità l’incontro di due persone con un bagaglio di esperienze completamente differenti che si ritrovano accomunati nel mettere in discussione tutta la loro vita.
Triestino e Pistoia, insieme alla bravissima Elisabetta De Vito, sono perfetti nei loro ruoli, capaci di far presa sul pubblico e anche se l’argomento è serio, come può esserlo il parlare della morte, esso viene trattato con leggerezza ed ironia dalla perfezione dei dialoghi scritti dal bravo Edoardo Erba che chiamano lo spettatore ad una vasta gamma di emozioni: riso, lacrime, rabbia, sorpresa fino a un epilogo un po’ amaro e tutto da scoprire.
Ancora in scena fino al 29 maggio 2011.
TEATRO SALA UMBERTO
Via della Mercede, 50 – Roma
http://www.salaumberto.it/
fino al 29 maggio 2011
TROTE
di Edoardo Erba
con
Paolo TRIESTINO e Nicola PISTOIA
e con Elisabetta DE VITO

regia Triestino&Pistoia
produzione Nuova Compagnia di Prosa

scena Alessandra Ricci
costumi Isabella Rizza
suono Huber Westkemper
light design Luigi Ascione
macchinista Francesco Rita
elettricista Claudio Lelli
foto Gabriele Gelsi
aiuto regia Francesca Di Santo
progetto grafico Orsola Damiani

venerdì 13 maggio 2011

MAGIA DELLA VOCE:dramma e lirica in un magico connubio al Teatro dei Comici

(recensione di Ilda Ippoliti)

E’ veramente una piccola magia quella che va in scena in questi giorni al Teatro dei Comici. La magia del teatro e della musica lirica uniti in una particolare e coinvolgente performance: recitazione e bel canto in connubio perfetto grazie ad interpreti di grande spessore artistico come l’attore Edoardo Siravo e il baritono Francesco Marzi (dal 19 maggio sarà, invece, in scena il baritono Roberto Sèrvile): sul palco danno parola e voce ai personaggi creati dall’estro letterario di Beaumarchais, Hugo. Schiller, Shakespeare, e dal genio musicale di Mozart, Thomas e Verdi che da quei personaggi han tratto le loro opere immortali.
 "
Magia della Voce" offre un programma ricco, variegato, impegnativo, di grande qualità ed impatto emotivo. Figaro, Don Carlos, Triboulet (il Rigoletto verdiano) e ancora Jago, Amleto e Macbeth, questi i protagonisti dei monologhi ai quali fanno da naturale contrappunto le arie d’opera ad essi ispirati.
Dramma e melodramma, dunque, fusi in un’unica espressione artistica, un modo originale e accattivante di accostarsi all’indispensabile fonte di cultura che è il teatro, tutta da scoprire (o riscoprire) ed amare.
Scena dopo scena, nota dopo nota, in un crescendo di emozione, il pubblico si lascia catturare dall’intensità interpretativa dei due artisti sul palco che ben traducono il dramma dei personaggi: Edoardo Siravo passa con maestria e disinvoltura dall’ironico Figaro al disperato Triboulet (intenso ed apprezzatissimo), dai morsi della gelosia di Ford (ne “Le allegre comari di Windsor”) al tormento di Amleto. Francesco Marzi, all’espressività della sua voce calda e piena, unisce la forza di una recitazione convincente, a tratti persino vibrante (applauditissimo il suo bis dall' Andrea Chénier offerto al pubblico la sera del debutto, l'11 maggio).
Il risultato è uno spettacolo piacevole, sorprendente e ricco di fascino che il pubblico apprezza ed applaude con calore e che i melomani e gli amanti del teatro farebbero bene a non lasciarsi sfuggire.
Al Teatro dei Comici fino al 22 maggio 2011.
Teatro dei Comici
Piazza S. Chiara,14 – Roma
MAGIA DELLA VOCE
dal dramma al melodramma

Concerto di prosa e lirica
da un progetto originale di Gabriella Panizza
Adattamento e regia di Edoardo Siravo
al pianoforte Gianluca Ascheri

Info e prenotazioni 06.6875579
info@teatrodeicomici.it
www.palazzosantachiara.it
spettacoli dal mercoledì al sabato ore 21.00 – domenica ore 18.00