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giovedì 11 aprile 2013

TRE SORELLE TRE: un vaudeville di Mario Moretti al Teatro Nuovo Colosseo dal 16 al 21 aprile

La presente edizione di "Tre sorelle Tre", al di là di un'analisi del malinteso che non spetta al "teatro teatrante", si sofferma in particolare su quella che è stata definita la "malinconia cechoviana", cercando di individuarne una variabile che non perde di vista le "regole" del vaudeville. Ecco dunque la scelta di premere il pedale sulle possibilità offerte da una scrittura ricchissima di spunti musicali, di canzonette popolari, di interiezioni ritmiche, di motivi poetici canori e di filastrocche. Commedia con musiche tutta al femminile ma non priva di intrusioni sui "caratteri" maschili, "Tre sorelle Tre" si fonda sulle storie parallele di tre frustrazioni amorose: quella di Irina, che ha deciso di sposarsi senza nessuna partecipazione affettiva e si vede sollevata dall'obbligo proprio dal non amato rivale del suo non amato bene; quella di Mascia, moglie infelice, che assiste desolata ed impotente alla partenza del suo amante dalla sperduta cittadina russa in cui risiede con le sorelle; infine quella di Olga, professoressa di ginnasio oppressa da una perenne emicrania e amata senza speranza dal cognato "cocu". Cechov osserva queste delusioni amorose con divertito distacco, ed è su questo schema, fondato sulle reiterazioni paradossali e sulle trasformazioni umoristiche della materia drammatica del testo, che si vuole liberamente e senza il timore di scivolate parodistiche fermare l'attenzione. D'altra parte, quando ci si imbatte in Cechov, è difficile sfuggire alla logica del paradosso, come suggeriva Leonid Andreev: " Ho letto "Tre sorelle"…Risultato incredibile: pianti, tristezze, e invece che straordinaria allegria e voglia di vivere ispira, questo testo! " (Mario Moretti)

Racconta Stanislavskij che alla fine della prima lettura delle tre sorelle gli attori piangevano ed esclamavano "che dramma, che tragedia" a tali parole Cechov si rabbuiò si rattristò e uscì dal teatro, aveva scritto un vaudeville e gli attori lo prendevano per dramma. Di aneddoti simili è cosparso il cammino teatrale di Cechov e non so se colpisca di più la sua insistenza nell'annunciare nuovi lavori comici ("sto finendo una specie di farsa" annunciava al mondo mentre stava ultimando "Il giardino dei ciliegi") o la sua inflessibile scomunica agli allestimenti troppo drammatici dei suoi testi. E' chiaro che il grande autore russo vedeva nelle pieghe della sua scrittura squarci di divertimento e comicità. Per questo l'idea drammaturgica di Mario Moretti di titolare all'interno delle "Tre Sorelle" un percorso che ne esaltasse l'aspetto comico mi è sembrata un'occasione per restituire al grande autore russo quel connotato originale di divertimento e leggerezza insito nei suoi testi. "Tre sorelle Tre" è sostanzialmente la storia delle tre sorelle cechoviane, qui però tutto è evocato, alluso ed animato da loro stesse come un grande gioco di teatro nel teatro. Le musiche di Antonio Di Pofi suggeriscono di volta in volta canzoni e balletti, sollecitano il racconto verso un'ulteriore leggerezza. Le "Tre sorelle tre" non andranno mai a Mosca e in questo desiderio vano sfioriranno la loro bellezza e la loro gioventù ma l'amarezza di un destino amaro verrà alleviata dalla comicità e dal divertimento.
(Claudio Boccaccini)

TEATRO NUOVO COLOSSEO
Dal 16 aprile al 21 aprile 2013
Beat 72 presenta
TRE SORELLE TRE
Vaudeville di Mario Moretti liberamente tratto da 
"Tre sorelle" di Anton Cechov
con Alessia Franchin (Irina) - Beatrice Gregorini (Mascia) - Tiziana Scrocca (Olga) 
Regia Claudio Boccaccini - Musiche Antonio Di Pofi
Spettacoli dal martedì al sabato ore 21,00 – domenica ore 17,30
BIGLIETTI: Ingresso € 12,00 – Ridotto € 10,00 – tessera associativa € 3,00

giovedì 17 gennaio 2013

LA CENA di Giuseppe Manfridi nell'ambito della Rassegna "Il Teatro dell'Eccesso" dal 15 gennaio al Teatro Nuiovo Colosseo

TEATRO NUOVO COLOSSEO
dal 15 gennaio 2013
Rassegna  "Il Teatro dell'Eccesso"
dedicata alla drammaturgia di Giuseppe Manfridi
LA CENA   
di Giuseppe Manfridi   
con Antonio Conte ( il Padre) -  Simone Crisari (Francesco) - 
Francesca Grilli (Giovanna) - Fabio Barbieri (Fangio)
Aiuto regia: Alioscia Viccaro, Marzia Verdecchi
Scene: Pasquale Cosentino  –  costumi: Antonella Balsamo
Tecnico luci e fonica: Gennaro Paraggio, Francesco Bàrbera

Regia Claudio Boccaccini

Nell'arco di una cena vissuta dagli spettatori in presa diretta viene giocata una partita estrema, spettacolare e sconvolgente.
E dire che avrebbe dovuto essere " una cena tranquilla", come dichiara al servo Fangio il padrone di casa, apprestandosi a rivedere dopo sei anni sua figlia e a conoscere il
ragazzo che lei ha scelto di sposare. Ma troppi misteri avvincono i commensali:
a ogni pietanza si troveranno sempre più coinvolti in una tensione
insostenibile.

Il TEATRO DELL'ECCESSO è una rassegna monografica dedicata alla scrittura del drammaturgo contemporaneo Giuseppe Manfridi ed alla sua storica collaborazione con il regista Claudio Boccaccini.Si tratta di un tentativo, autoprodotto insieme allo storico Beat 72 e specialmente rivolto ai giovani spettatori, di ridare visibilità e dignità al teatro d'autore, specialmente sulla piazza romana i cui palcoscenici sono ormai prevalentemente invasi da vaudeville e cabarettisti. La rassegna, ospitata nel Teatro Nuovo Colosseo, consente di esplorare l'opera dell'autore attraverso l'allestimento di cinque diverse opere teatrali, tutte dirette da Claudio Boccaccini, tre commedie e due monologhi: La cena, Il maestro, Gioco al buio, La supplente, Il fazzoletto di Dostoevskji. A questi sono affiancati un concerto delle musiche composte negli anni dal Maestro Antonio Di Pofi per molti degli allestimenti di
Manfridi, la presentazione del volume edito da La Mongolfiera Spettacoli con le
tre commedie in rassegna e un incontro di accademici e operatori sulla sua produzione
drammaturgica e letteraria.
Il titolo della manifestazione riprende una arguta e felice definizione coniata per l'opera di Manfridi dal critico Rodolfo Di Giammarco.Qualifica con icastica sintesi la forma stessa della sua prosa, la cui arditezza ha una matrice così sicura da non arretrare di fronte all'eccesso di idioma, di costruzione e di contenuto.
Le cinque opere proposte – due totalmente inedite – si rivelano accomunate da alcuni forti tratti distintivi. Innanzitutto, dalla natura noir che le permea sino ad assumere i
caratteri del vero e proprio thriller.Per lo più, la notte impera. Tenebre rigate di rosso, rese inquiete da azzardi letali, da scommesse che ci si trova ad affrontare quasi a propria
insaputa, da intrecci erotici di cui è facile perdere il controllo. Il lampeggiare di comicità brucianti e inattese conferma che è in piena
suspence che la risata ha un senso.

Teatro Nuovo Colosseo
Spettacoli dal martedì al sabato ore 21 – domenica ore 17:30
www.ilteatrodelleccesso.it
     

lunedì 10 dicembre 2012

IL DRAGO fino al 16 dicembre al Teatro Nuovo Colosseo di Roma

Teatro Nuovo Colosseo
fino al 16 dicembre 2012
IL DRAGO
di E. Schwarz
con
Francesco Bauco (Lancillotto), Giuseppe Santilli (Il Drago), Claudio Zarlocchi (Il Gatto)
Francesca Petretto (Elsa),
Alessandra Chiappa (Borgomastro), Giuseppe Arnone (Heinrich),Arianna Adriani (Signora Charlemagne),
Mario Sechi (Sentinella-Asinaio-Servitore)
E con la partecipazione della piccola Alessandra De La Fortuna Sciveres
Costumi: Giuseppe Santilli - Scene: Marianna Sciveres
Regia Video: Flavio Parente - Make Up Artist: Valentina Sarti Magi
Coreografie: Marica Gallo - Direzione Tecnica: Angelo Ugazzi
Assistente Regia: Eugenia Cortese - Ufficio Stampa - Rocchina Ceglia
Regia - Beatrice Gregorini

Otto attori in scena si muovono tra costumi meravigliosi e musiche coinvolgenti...
Riuscirà il bello e valoroso Lancillotto, interpretato da Francesco Bauco, a salvare e ridestare il villaggio dalla schiavitù del Drago?
"Il Drago" è una fiaba filosofico-politica, scritta prima della seconda guerra mondiale, quando, a causa dei complessi rapporti diplomatici tra l'Urss e la Germania, non è stato permesso all'autore sovietico un aperto intervento teatrale contro il mostro del suo tempo: il nazismo.
Per ogni favola che si rispetti non può mancare il "C'era una volta..", il drago, la fanciulla da liberare e il cavaliere pronto a salvare il popolo sottomesso a un tiranno e la vita della ragazza.
Da più di quattrocento anni in una piccola città abitata da gente buona, semplice e tranquilla, vive un drago con tre teste. Un vero e proprio tiranno che, con la collaborazione di ministri, intendenti, generali e segretari, sottomette il popolo. È passato tanto di quel tempo che, per la popolazione, il tiranno non rappresenta più un incubo.
Il popolo, ormai, è incapace di ribellarsi. Tutti sono convinti che il sovrano è buono tanto da amarlo e accettarlo..
Inoltre, per soddisfare le proprie voglie, ogni anno il drago prende in sposa la più bella delle fanciulle ma, al primo abbraccio, queste muoiono
Quell'anno toccava alla cara e timida Elsa, figlia dell'archivista. Allora, non si sa da dove, forse dal cielo, venne il bel Lancillotto che decide da solo di affrontare il mostro e liberare la città.
Anche questa volta tutti vissero felici e contenti o c'è di peggio alle porte della città?

Note di Regia
L' attuale edizione de Il drago valorizza l'aspetto fantastico dell'opera con un allestimento originale e creativo...siamo in un mondo di personaggi e luoghi surreali. Scatola scenica bianca, impressioni pastello.
Sulla scena quasi bidimensionale e onirica si muovono i personaggi della città: hanno la pelle color lillà, testa a punta o piatta, costretti in camici, indossati al contrario, a ricordare le camicie di forza dei "pazzi", imprigionati, alienati allo slancio vitale, alla libertà. Anch' essi bidimensionali, inconsistenti, come la scena, una gabbia bianca, realizzata in plastica trasparente.
I video realizzati sul tema degli elementi naturali: acqua, aria, terra, fuoco, stanno a sottolineare le forze del bene, espresse dall'eroe Lancillotto che filosoficamente vede il male come allontanamento dalla natura. Il mondo si lamenta e soffre perché l'uomo soffre e, fuggendo dalla natura, fugge dalla propria "natura" come essenza e libertà.
Politicamente la decodificazione della fiaba appare chiara: il drago rappresenta il nazifascismo, Lancillotto l'umanità socialista e il borgomastro il capitalismo.
"Se tagli in due un corpo l'uomo crepa, ma se spezzi un'anima diventa docile e sottomessa" dice il drago.
Il mostro, l'oppressore, che toglie libertà, amore, vita agli uomini, forse va ucciso prima di tutto dentro di noi. Riconoscerlo, combatterlo, come fa il prode Lancillotto nel suo ostinato amore per l'umanità, induce ad un umanesimo che diventa ai nostri giorni una prospettiva sempre più necessaria.
Lo spettacolo ha i toni leggeri della favola, una giostra di colori, gioco, fantasia, ma anche tanta ironia…nella metafora cruda della società umana.

Teatro Nuovo Colosseo

via Capo d'Africa 21 - Roma

da martedì al sabato ore 21.00 - domenica ore 17.00

Biglietti. 12 euro. Tessera 3 euro

Per informazioni e prenotazioni.067004932

venerdì 25 maggio 2012

NON COME LORO di Rossella Or dal 29 maggio al Colosseo Nuovo Teatro

TEATRO COLOSSEO NUOVO
dal 29 maggio al 3 giugno 2012
NON COME LORO
di Rossella Or
con ROSSELLA OR e FABIO COLLEPICCOLO
Regia di MARIO PROSPERI
Aiuto regia: Lavinia Mochi
Allestimento scenico: Valerio Di Filippo
Artwork: Fabio Collepiccolo
Costumi: Helga Williams
Musiche a cura di Paolo Modugno
La canzone "A vuxe du moa" di Oretta Orengo è cantata da Maria Piazza

Da martedì 29 maggio fino a domenica 3 giungo il Colosseo Nuovo Teatro ospita "Non come loro". Testo poetico destinato ad una performance della sua autrice, Rossella Or, che si confronta in un'azione rarefatta e nitidissima con una figura maschile che è una propria onirica proiezione; la sua identità, come appunto in alcuni sogni, è ignota; figlia dell'immaginario ma non dell'imprevisto, cioè del desiderio. Ma le domande che nutrono il dialogo, cucito con una sorta di umorismo penetrante e straniato al tempo stesso, girano attorno a soggetti inevitabili e centrali nella psiche: l'attesa della morte e il senso della vita; e cosa c'è di mortale e cosa di vitale nell'arte e nella coscienza dell'arte.
Accanto a Rossella Or sulla scena, Fabio Collepiccolo . Mario Prosperi si occupa della regia. Ci saranno alcune proiezioni ad opera di Collepiccolo. La colonna musicale è a cura di Paolo Modugno, aiuto regia Lavinia Mochi, costumi di Helga Williams, allestimento scenico di Valerio Di Filippo.
"Non come loro" sarà il primo di una serie di cinque spettacoli che il noto drammaturgo Mario Prosperi porterà in scena nell'anno 2012 in vari teatri della Capitale.
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Colosseo Nuovo Teatro
Via Capo d'Africa, 29, 00184 Roma
Info: 06 700 4932 ‎
Ufficio Stampa:Maria Rita Parroccini- mariaritaparroccini@gmail.com

sabato 29 ottobre 2011

IL LAVORO DELL'ATTRICE SUL PRODUTTORE: attrici vs produttori in una commedia sul mondo dello spettacolo

Dall' 8 al 20 novembre al Coloseo Nuovo Teatro andrà in scena IL LAVORO DELL'ATTRICE SUL PRODUTTORE, una divertente e graffiante commedia di Riccardo Leonelli sul mondo dello spettacolo e le sue dinamiche tutt'altro che meritocratiche.
Sei quadri per altrettante coppie di personaggi in una sequenza di situazioni in cui l'attrice per ottenere il lavoro non potrà contare sul proprio talento ma su ben altre qualità.
Sei situazioni troppo spesso molto vicine alla realtà: c'è l'ingenua cui viene fatto capire che per ottenere la parte dovrà essere "molto disponibile"; c'è l'imbranata che non riesce a sedurre il suo interlocutore; l'attrice di retti principi che subisce pressioni psicologiche dal cinico senza scrupoli; la "bella senz'anima" raccomandata di ferro che non si può fare a meno di ingaggiare, il produttore che tenta maldestramente di sedurre la bellissima artista straniera ed infine un'attrice con una carriera da salvare che tenta in tutti i modi di conquistare un produttore.
Questo spettacolo -dice Riccardo Leonelli- prende in esame il mondo della televisione e dei suoi lavoratori, gli artisti, precari per antonomasia, alle prese con un sistema in cui raccomandazioni, politica e  hanno la meglio sul merito artistico. Un testo che ricorda le astmosfere della serie televisiva Boris, uno spaccato di vita reale fino al midollo, descritto con risvolti comici e surreali ma svilente e doloroso per chi lo vive sulla propria pelle. 
In scena fino al 20 novembre 2011.

produzione Sycamore T Company presenta
IL LAVORO DELL'ATTRICE SUL PRODUTTORE
Scritto e diretto Riccardo Leonelli
con Francesco Branchetti e Veronica Gentili
Musiche Pino Cangialosi - Luci Giorgio Rossi
Scene Cristiano Paliotto - Costumi Sara Stefanelli
spettacoli dal martedì al sabato ore 22, domenica ore 16.30. lunedì riposo 
(giovedì 10  novembre  doppio spettacolo ore 16.30- ore 22, domenica 13 novembre riposo).
Biglietto intero € 10, ridotto € 8,00.
Colosseo Nuovo Teatro
via Capo d'Africa, 29/a - Roma
Info: tel. 06 7004932
www.e-theatre.it

mercoledì 13 aprile 2011

PIRANDELLO DRAG - Teatro Nuovo Colosseo (recensione)

(recensione di Irene Conti) 

Fino 17 Aprile al Teatro Nuovo Colosseo va in scena una pièce ripresa da una novella di Pirandello: “La morte addosso”, che l’autore trasformò in una rappresentazione teatrale dal titolo “L’uomo dal fiore in bocca”. Atto unico in cui viene descritto, in modo superlativo, di come, solo quando rischiamo di perdere ciò che abbiamo, lo apprezziamo veramente. Infatti, in un passaggio della rappresentazione, il protagonista cita:” la vita, nell’atto stesso che la viviamo, è così sempre ingorda di sé stessa che non si lascia assaporare”. In pratica il tema di fondo dell’elaborato è proprio questo. Mettere in rilievo tutte le gioie, le ansietà, i dolori dell’animo umano. In questa rappresentazione, diretta con molta sensibilità da Gioia Scola e adattata in modo originale da Nino Spirlì e Anne Riitta Ciccone, i protagonisti, a differenza dell’originale Pirandelliano, sono due Drag Queen (Piaf e Lolita), interpretate dallo stesso autore, Nino Spirlì e Aldo Ferrara, in una rilettura del testo in cui le “differenze” della loro condizione vengono esibite con veemenza, con impeto e in cui l’incomunicabilità e la soggettività delle loro realtà si intrecciano. In un locale, il pub Hysterika, due Drag Qeen si esibiscono nei loro cavalli di battaglia. La prima, Piaf, nella canzone “Milord”, veterana e ammirata da un vasto pubblico, la seconda, Lolita, in “Moi, Lolita”, più giovane e novizia del mestiere, dirette e presentate dalla maestra La Karl Du Pigné, interpretata da se stessa. Finito lo spettacolo le due si ritrovano nel bar della stazione dando vita ad un incontro/scontro sulla relatività della loro esistenza, sulla vita, sulla morte e sulla follia. Riflessioni che si intersecano con le vite dei due protagonisti. Una,quella di Piaf, monotona e banale; l’altra, di Lolita, che scopre di avere un male incurabile, un epitelioma nella bocca che lo condannerà a morte, descrivendolo al suo avventore con dovizia di particolari e paragonandolo ad un fiore dal nome dolcissimo, che non avrà più una vita. Mentre il primo continua a vivere una esistenza piatta e vuota il secondo, pur essendo malato terminale, decide di osservare la propria vita e quella degli altri in modo radicale, quasi maniacale. Ogni piccolo accadimento, anche il più banale, diventa di vitale importanza in quanto potrebbe essere l’ultimo da godere, attaccandosi morbosamente e incondizionatamente ad essi, giudicandoli preziosi e importantissimi. Il modo di incartare i pacchi da parte dei ragazzi dei negozi, la disposizione dei mobili della sala d’aspetto del dottore descritta da Lolita sembra, inizialmente, solo una fissazione ma che si rivela, in itinere, di uno spessore e atrocità molto più profonda. La normalità della vita, con le sue vetrine, la gente per strada, sono il senso stesso della vita che scorre, senza che la maggior parte di noi si fermi ad assaporarne il più piccolo dettaglio, il più insignificante. Solo quando è tardi, ormai, ci si rende veramente conto della sua vera essenza e della sua bellezza effimera e fallace. Lolita, qui, con crudele cinismo, esprime spudoratamente la sua morte ad un quasi sconosciuto come una sorta di vendetta nei confronti del suo destino e del suo malcapitato avventore notturno, che non sarà più lo stesso. Uno spettacolo appassionante in cui il paradosso Pirandelliano si erge in tutta la sua forza, interpretato magnificamente dai due protagonisti, con una profondità e sensibilità uniche, con un inizio brillante e divertente, in cui il riso iniziale si trasforma in sconforto per la tragedia. Uno spettacolo intenso, da assaporare in ogni parola detta, sussurrata, di classe e originalità. Da vedere assolutamente per chi ama il teatro con la T maiuscola. 

 Colosseo Nuovo Teatro
Via Capo d’Africa, 29 - Roma 
dal  12 al 17 aprile 2011
L’Ass. Cult. “Gli Apprendisti Incantatori” presenta 
PIRANDELLO DRAG
(da “La morte addosso”di Luigi Pirandello)
con Aldo Ferrara e Nino Spirlì
adattamento di Nino Spirlì e Anne Riitta Ciccone
regia Gioia Scola