Palazzo Santa Chiara
Lunedì 4 giugno ore 21.00
LE PAZZE
Reading poetico
con
Sabrina Knaflitz e Massimo Feliziani
Musiche Antonio Di Pofi
a cura di Pino Strabioli
Anne Sexton, Silvia Plat, Emily Dickinson, Wisława Szymborska, Joy
Harjo, Alda Merini, Ingeborg Bachmann, Elisabeth Bishop: grandi
poetesse raccontate da due voci recitanti e pianoforte.
Sabrina Knaflitz e Massimo Feliziani: un'attrice e un uomo qualunque
che scelgono di leggere le parole di grandi poetesse con la complicita' musicale di Antonio Di Pofi.
La poesia e' di chi la scrive e di chi la dice, e' dell'attore e del
lettore, da Sylvia Plath ad Alda Merini, da Ingeborg Bachmann a Wislawa Szimborska, passando per altre voci
di donne struggenti e visionarie, leggere e accorate. Un concerto
per pianoforte e voci recitanti.
Palazzo Santa Chiara
Piazza di Santa Chiara 14 - 00186 Roma
Tel. 06 6875579 Fax. 06 68300888
info@palazzosantachiara.it
Visualizzazione post con etichetta Palazzo Santa Chiara. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Palazzo Santa Chiara. Mostra tutti i post
sabato 2 giugno 2012
lunedì 21 maggio 2012
LA REPUBBLICA DA SALOTTO fino al 27 maggio 2012 a Palazzo Santa Chiara
PALAZZO SANTA CHIARA
dal 18 al 27 maggio 2012
I Virtuosi di San Martino in
LA REPUBBLICA DI SALOTTO
con
Roberto Del Gaudio (voce)
Antonio Gambardella (violino)
Federico Odling (violoncello)
Vittorio Ricciardi (flauto)
Dario Vannini (chitarra)
Perfettamente in bilico tra musica e teatro, tra forma canzone e improvvisazione attoriale, tra interpretazione sonora e feroce parodia sociale,con un occhio sempre attento alla nostra quotidianità, spunto fertile di un'ironia irriverente e di un'inventiva sui generis, capace di fotografare fenomeni di costume e personaggi tra i più diversi.
Più che di un'ennesima celebrazione per i fasti della nostra Repubblica, si tratta di una ricognizione comica, sarcastica, sprezzante, "politically incorrect" dell'Italia di oggi, divisa tra nuovi autoritarismi ed esaltazione ottimistica di stereotipi televisivi, mediatici, fondati sul consumo e sull'arricchimento facile. Con, di pari passo, il declino della cultura di opposizione, incapace di produrre modelli di riferimento realmente alternativi, e che finisce con l'allinearsi alle proposizioni del potere, relegandosi in salotti dalle frequentazioni sempre più trasversali. Tutti in un salotto "buono" a fare e a disfare, a dire e contraddire, a organizzare piccole lobby e il futuro culturale del paese.
Con la solita comicità, più di parola e calembour, che di gesto o di azione, i Virtuosi compiono un viaggio teatrale e musicale in questa nuova Italia, ispirandosi a Berhnard, Petrolini, Brecht, ed orchestrando questo percorso secondo le modalità care soprattutto a Kurt Weill, attingendo alle forme musicali più eterogenee e persino alla cosiddetta tradizione "colta", spesso ridimensionata salacemente a luogo comune.
In questa "Repubblica di Salotto", i Virtuosi scovano nuovi personaggi, nuovi mostri: dal cantautore morto alla giornalista televisiva, dal leccapiedi ossequioso al camorrista disoccupato, dal "moderato" al regista di teatro off. Tutti accomunati da un linguaggio ormai consunto, che, predisposto dai Virtuosi in veste teatrale, rivela comicamente il proprio tramonto.
Il tentativo è quello di istillare nei linguaggi correnti, nei luoghi comuni e nelle nuove acquisizioni culturali, il segno della crisi, il germe della risata liberatoria, convinti che sarà una risata a seppellire la piattezza dei nostri tempi.
Dunque un teatro musicale comico, irriverente, che non conosce e non vuol conoscere padroni, che non intende essere "di genere", ma che anzi si prefigge di usare i cosiddetti "generi" per rivelarne l'inadeguatezza critica.
http://www.youtube.com/watch?v=4cLCQC_3VVk
dal 18 al 27 maggio 2012
I Virtuosi di San Martino in
LA REPUBBLICA DI SALOTTO
con
Roberto Del Gaudio (voce)
Antonio Gambardella (violino)
Federico Odling (violoncello)
Vittorio Ricciardi (flauto)
Dario Vannini (chitarra)
Perfettamente in bilico tra musica e teatro, tra forma canzone e improvvisazione attoriale, tra interpretazione sonora e feroce parodia sociale,con un occhio sempre attento alla nostra quotidianità, spunto fertile di un'ironia irriverente e di un'inventiva sui generis, capace di fotografare fenomeni di costume e personaggi tra i più diversi.
Più che di un'ennesima celebrazione per i fasti della nostra Repubblica, si tratta di una ricognizione comica, sarcastica, sprezzante, "politically incorrect" dell'Italia di oggi, divisa tra nuovi autoritarismi ed esaltazione ottimistica di stereotipi televisivi, mediatici, fondati sul consumo e sull'arricchimento facile. Con, di pari passo, il declino della cultura di opposizione, incapace di produrre modelli di riferimento realmente alternativi, e che finisce con l'allinearsi alle proposizioni del potere, relegandosi in salotti dalle frequentazioni sempre più trasversali. Tutti in un salotto "buono" a fare e a disfare, a dire e contraddire, a organizzare piccole lobby e il futuro culturale del paese.
Con la solita comicità, più di parola e calembour, che di gesto o di azione, i Virtuosi compiono un viaggio teatrale e musicale in questa nuova Italia, ispirandosi a Berhnard, Petrolini, Brecht, ed orchestrando questo percorso secondo le modalità care soprattutto a Kurt Weill, attingendo alle forme musicali più eterogenee e persino alla cosiddetta tradizione "colta", spesso ridimensionata salacemente a luogo comune.
In questa "Repubblica di Salotto", i Virtuosi scovano nuovi personaggi, nuovi mostri: dal cantautore morto alla giornalista televisiva, dal leccapiedi ossequioso al camorrista disoccupato, dal "moderato" al regista di teatro off. Tutti accomunati da un linguaggio ormai consunto, che, predisposto dai Virtuosi in veste teatrale, rivela comicamente il proprio tramonto.
Il tentativo è quello di istillare nei linguaggi correnti, nei luoghi comuni e nelle nuove acquisizioni culturali, il segno della crisi, il germe della risata liberatoria, convinti che sarà una risata a seppellire la piattezza dei nostri tempi.
Dunque un teatro musicale comico, irriverente, che non conosce e non vuol conoscere padroni, che non intende essere "di genere", ma che anzi si prefigge di usare i cosiddetti "generi" per rivelarne l'inadeguatezza critica.
http://www.youtube.com/watch?v=4cLCQC_3VVk
Palazzo Santa Chiara
Piazza di Santa Chiara, 14 - tel. 06 6875579
Orari: venerdì e sabato ore 21, domenica ore18
costo del biglietto € 15 ridotto 12
Ufficio Stampa : Silvia Signorelli ( 338 – 9918303 )
giovedì 3 maggio 2012
SPELL – L’AMORE DI ALDA: l'omaggio di Alessandro Fea alla poetessa Alda Merini a Palazzo Santa Chiara
Teatro PALAZZO SANTA CHIARA4, 5 e 6 maggio 2012
SPELL – L'AMORE DI ALDA
Diretto da Alessandro Fea
Michele BALDUCCI: voce e readings
Alessandro Fea: chitarra, piano, loops, synth
Nato come progetto da un'idea di Fea, che da anni porta avanti un suo percorso di ricerca sonora unita al suono della parola, e dopo il grande successo ottenuto nelle edizioni 2010 e 2011 della rassegna "Garofano Verde", il reading musicale "Spell", portato in scena da Michele Balducci e Alessandro Fea, propone in questa speciale occasione in anteprima un omaggio ad Alda Merini. Rinnovando il progetto di una ricerca sonora abbinata ad un uso estensivo della voce e delle parola (che viene recitata, cantata, interpretata, sonorizzata), "Spell" si propone in questa edizione di affrontare la poetica, la parola e i contenuti della grande poetessa scomparsa, attraverso i suoi testi, le sue poesie, le sue riflessioni e i temi che ha affrontato nella sua vita.Come ormai avviene nelle performance live di "Spell", la parola viene elaborata assieme a sonorità sperimentali, che in quest'edizione spaziano sempre più dall'elettronico all'acustico, nella continua ricerca di un tutt'uno, di un'unica linea emozionale, attraverso l'uso di una polistrumentalità che appoggia, segue e si interseca con la voce.Un viaggio immaginifico, suggestivo e sospeso il cui filo conduttore è la tensione emotiva che si crea fra la parola, il suono e il cuore.
Palazzo Santa Chiara
Piazza di Santa Chiara, 14 - tel. 06 6875579
Orari: venerdì e sabato ore 21, domenica ore18
biglietti: 15€, ridotto 12€
Piazza di Santa Chiara, 14 - tel. 06 6875579
Orari: venerdì e sabato ore 21, domenica ore18
biglietti: 15€, ridotto 12€
lunedì 16 aprile 2012
Stefania Rocca ne L'ANNO DEL PENSIERO MAGICO a Palazzo Santa Chiara
TEATRO PALAZZO SANTA CHIARA
dal 13 al 28 aprile 2012
L'ANNO DEL PENSIERO MAGICO
di Joan.Didion
con STEFANIA ROCCA
regia LUCIANO MELCHIONNA
"La vita cambia in fretta. La vita cambia in un istante. Una sera ti metti a tavola e la vita che conoscevi è finita."
La distanza tra normalità e catastrofe è breve.
John Gregory Dunne, sposato con Joan Didion, muore all'improvviso. E per Joan inizia l'anno del pensiero magico. Un periodo in cui tutto viene rimesso in discussione, riconsiderato, riformulato. Un anno di ricordi, riflessioni, letture, strategie di sopravvivenza.
Quel pensiero vorrebbe cambiare il passato, far tornare indietro il compagno di tutta una vita fino a che, dopo un anno e un giorno, Joan si rende conto, quasi suo malgrado, che qualcosa sta cambiando, che per continuare a vivere bisogna lasciare andare le persone amate.
Palazzo Santa Chiara
Piazza di Santa Chiara, 14 - tel. 06 6875579
orari spettacoli: dal Venerdì al Sabato ore 21, Domenica ore 18
costo del biglietto da € 22 a € 15
giovedì 1 marzo 2012
LE VISPE TERESE con Elio Pandolfi a Palazzo Santa Chiara
PALAZZO SANTA CHIARA
dal 9 al 11 marzo 2012
Le Vispe Terese
dal 9 al 11 marzo 2012
Le Vispe Terese
di LUCIANO CICIONI
con
ELIO PANDOLFI voce recitante
MARCO SCOLASTRA pianoforte
Musiche di Chopin, Catalani, Casella
IL MODELLO:
LUIGI SAILER
FRYDERYK CHOPIN - Valzer in re bemolle maggiore op. 64 n° 1
LE MANIERE:
OMERO
SAFFO
VIRGILIO
LEO DELIBES – Danza n° 6 in stile antico
JACOPONE DA TODI
LAUDARIO CORTONESE - “Troppo perde ‘l tempo”
DANTE ALIGHIERI
CECCO ANGIOLIERI
FRANZ VON SUPPE’ - “Mia bella fiorentina” da Boccaccio
FRANCESCO PETRARCA
TORQUATO TASSO
GIOVANNI MARIA RADINO – Gagliarda prima
LUDOVICO ARIOSTO
GIAMBATTISTA MARINO
LOUIS-CLAUDE DAQUIN - Rondeau
PIETRO METASTASIO
UGO FOSCOLO
ALFREDO CATALANI – “A sera”
ALESSANDRO MANZONI
GIACOMO LEOPARDI
FRYDERYK CHOPIN - Notturno in do diesis min.
GIOSUE’ CARDUCCI
GIOVANNI PASCOLI
GUIDO GOZZANO
COSTANTINO DE CRESCENZO - Notturno
GABRIELE D’ANNUNZIO
FILIPPO TOMMASO MARINETTI
ALFREDO CASELLA - “Omaggio a Clementi” da 11 Pezzi infantili op. 35
ALDO PALAZZESCHI
SALVATORE DI GIACOMO
MARIO COSTA - “Napoletana” da Scugnizza
GIUSEPPE GIOACCHINO BELLI
TRILUSSA
ROMOLO BALZANI - “L’ eco der core”
VINCENZO CARDARELLI
GIUSEPPE UNGARETTI
ALBERTO GINASTERA – Danza argentina n° 2
UMBERTO SABA
SALVATORE QUASIMODO
NINO ROTA - “Siciliana” dal film Il Padrino
EUGENIO MONTALE
CHARLES BAUDELAIRE
ALFRED MARGIS – Valse Bleue
FEDERICO GARCIA LORCA
ISAAC ALBENIZ – Preludio da España
EDGAR LEE MASTERS
HENRY MANCINI – “Moon River”
L’autore, Luciano Cicioni, di mestiere fa l’avvocato. E di certo Cicioni avrà la maturità classica.
Di certo terrà, in casa, scaffali di libri letti; non soltanto, nello studio legale, quelle severe, inquietanti teorie di dorsi zeppi di leggi, teorie, sentenze. Quanti bei nomi di “esercenti” l’attività legale fan parte della letteratura italiana.
Cicioni, è bene dirlo, sta vincendo la sua sfida con le parole e la versificazione, e se è vero che barthesianamente “testo vuol dire tessuto”, il suo telaio lavora trame di grande abilità, che rivelano capacità mimetiche calibrate, non sul filo del travestimento satirico o burlesco, ma sul registro di una transcodificazione ironica e sofisticata.
A Cicioni non interessa tanto, come nel classico crudele Paolo Vita-Finzi o nel trasgressivo Michele Serra, misurarsi – oltre che sul contesto stilistico – nei contenuti per così dire ideologici, quanto entrare nella pelle linguistica dell’altro. Non lo stimola troppo la versione caricaturale. Ama di più la creazione di un sosia, quella che Bachtin definisce “l’affermazione di un mondo alla rovescia”, che poi è la cifra della parodia.
Dunque ecco nascere dalla costola di Luigi Sailer trentuno Vispe Terese, in carne ed ossa poetiche, credibili. E così la celeberrima filastrocca, appena un rigo sopra l’insensatezza dei limericks nonsente di David Lear, rivive su latitudini impensate e grazie a impervie, e riuscite, sperimentazioni.
E’ Antonio Carlo Ponti (dalla prefazione a “Le Vispe Terese”)
PALAZZO SANTA CHIARA
Piazza di Santa Chiara, 14 - tel. 06 6875579
Spettacoli: dal Venerdì al Sabato ore 21, Domenica ore 18
costo del biglietto da € 22 a € 15
STORIA DI UN PANICO con Elio Pandolfi al Palazzo Santa Chiara
PALAZZO SANTA CHIARA
dal 2 al 4 marzo 2012STORIA DI UN PANICO
di E. M. Forster
a cura di Tiziana Masucci
con
Elio PANDOLFI, voce recitante
Marco SCOLASTRA, pianoforte
di Edward Morgan Forster
Prima Rappresentazione a Roma
Musiche di Ginestra, Britten, Elgar, Chopin, De Crescenzo, cannio, Wagner, Part
«Credo fosse nel maggio del 1902 quando feci una passeggiata nei pressi di Ravello» annota E. M. Forster. Infatti, lo scrittore inglese e sua madre Lily si recarono in vacanza a Ravello, ospiti della Pensione Palumbo, in una camera che aveva “una vista splendida” (non dimentichiamo che Forster è tra gli scrittori anglosassoni più obsessed dalla vista).
Il giovane Morgan rimane affascinato dall’atmosfera e dal luogo, così tanto da scrivere The story of a panic, Storia di un panico.
«Mi sedetti in una valle, a poche miglia dal paesino e, d’un tratto, il primo capitolo di un racconto mi invase la mente come se stesse aspettando in quel posto proprio me. L’ho preso e sono scappato in albergo dove l’ho scritto immediatamente.»
Il racconto venne pubblicato in Gran Bretagna solo nel 1911 suscitando - come temeva l’autore - la reazione negativa della madre che, dopo averlo letto, svenne e le ci vollero diversi giorni per riprendersi.Motivo per cui, il racconto subì una battuta d’arresto a livello di pubblicazioni; e Forster cercò, in seguito, sempre di nascondere la sua omosessualità sia nella vita che nella produzione letteraria.Il legame tra E. M. Forster e il genius loci ravellese è speciale. Non si tratta solo di ispirazione creativa ma di identificazione erotica. In altre parole, Ravello è stato per Forster il suo spartiacque sessuale. Il Sud dell’Italia ha dato il via a quel lento processo di conoscenza del suo vero essere, ossia di auto-conoscenza; e i suoi romanzi hanno portato a compimento tale processo. Non è dunque un azzardo sostenere che senza quell’aiuto, Forster avrebbe impiegato molto più tempo a intraprendere un percorso di conoscenza di se stesso e sarebbe stato, probabilmente, uno scrittore meno precoce di quanto sia stato. Il Sud con le sue immagini, i colori, la carnagione brunita dal sole, ha rivelato allo scrittore inglese - e a numerosi suoi compatrioti artisti e intellettuali - la forza della sensualità, come scoperta del sé e come coraggio di vivere i propri sentimenti. Storia di un panico va intesa come il racconto di una iniziazione, è senza dubbio uno scritto “coraggioso” per i contenuti allusivi che strizzano l’occhio al pubblico che si trova immerso in un’atmosfera mitica e al contempo realistica.
dal 2 al 4 marzo 2012STORIA DI UN PANICO
di E. M. Forster
a cura di Tiziana Masucci
con
Elio PANDOLFI, voce recitante
Marco SCOLASTRA, pianoforte
di Edward Morgan Forster
Prima Rappresentazione a Roma
Musiche di Ginestra, Britten, Elgar, Chopin, De Crescenzo, cannio, Wagner, Part
«Credo fosse nel maggio del 1902 quando feci una passeggiata nei pressi di Ravello» annota E. M. Forster. Infatti, lo scrittore inglese e sua madre Lily si recarono in vacanza a Ravello, ospiti della Pensione Palumbo, in una camera che aveva “una vista splendida” (non dimentichiamo che Forster è tra gli scrittori anglosassoni più obsessed dalla vista).
Il giovane Morgan rimane affascinato dall’atmosfera e dal luogo, così tanto da scrivere The story of a panic, Storia di un panico.
«Mi sedetti in una valle, a poche miglia dal paesino e, d’un tratto, il primo capitolo di un racconto mi invase la mente come se stesse aspettando in quel posto proprio me. L’ho preso e sono scappato in albergo dove l’ho scritto immediatamente.»
Il racconto venne pubblicato in Gran Bretagna solo nel 1911 suscitando - come temeva l’autore - la reazione negativa della madre che, dopo averlo letto, svenne e le ci vollero diversi giorni per riprendersi.Motivo per cui, il racconto subì una battuta d’arresto a livello di pubblicazioni; e Forster cercò, in seguito, sempre di nascondere la sua omosessualità sia nella vita che nella produzione letteraria.Il legame tra E. M. Forster e il genius loci ravellese è speciale. Non si tratta solo di ispirazione creativa ma di identificazione erotica. In altre parole, Ravello è stato per Forster il suo spartiacque sessuale. Il Sud dell’Italia ha dato il via a quel lento processo di conoscenza del suo vero essere, ossia di auto-conoscenza; e i suoi romanzi hanno portato a compimento tale processo. Non è dunque un azzardo sostenere che senza quell’aiuto, Forster avrebbe impiegato molto più tempo a intraprendere un percorso di conoscenza di se stesso e sarebbe stato, probabilmente, uno scrittore meno precoce di quanto sia stato. Il Sud con le sue immagini, i colori, la carnagione brunita dal sole, ha rivelato allo scrittore inglese - e a numerosi suoi compatrioti artisti e intellettuali - la forza della sensualità, come scoperta del sé e come coraggio di vivere i propri sentimenti. Storia di un panico va intesa come il racconto di una iniziazione, è senza dubbio uno scritto “coraggioso” per i contenuti allusivi che strizzano l’occhio al pubblico che si trova immerso in un’atmosfera mitica e al contempo realistica.
La lettura interpretativa di Elio Pandolfi di Storia di un panico ricrea tale atmosfera; gli intermezzi musicali del maestro Marco Scolastra - che esegue anche brani di Edward William Elgar e Benjamin Britten - contribuiscono alla creazione di una performance originale, briosa e sognante.
SINOSSI
1902. In una giornata d’estate a Ravello - scrive E. M. Forster - un medico e una comitiva di inglesi della quale fa parte il timido e introverso giovane Eustace decidono di recarsi a Vallone Fontana Caruso per un picnic. Dopo aver mangiato, mentre il ragazzo intaglia uno zufolo dal legno, viene rimproverato dalla vecchia zia: «il dio Pan ha lasciato per sempre la sua dimora per colpa di quelli che, come te, non hanno rispetto per i boschi».Pan! Quel nome sembra aver innescato una magia… segue un assoluto silenzio, rotto dal fischio dello zufolo e da un colpo di vento, simile a un ululato. Paura! Il gruppo scappa ma nel panico generale, nessuno pensa a Eustace che sembra scomparso. Inghiottito dal mistero. Solo in seguito, le zie lo troveranno svenuto, circondato da sinistre orme di zoccoli caprini. Il comportamento di Eustace, una volta ripresosi, è diverso: corre, gioca, canta, ride e soprattutto insiste a voler incontrare un tal Gennarino, un pastore del luogo.
Nonostante i continui rimproveri, gli entusiasmi di Eustace non si placano nemmeno durante la cena e le sue urla tengono sveglia la comitiva per tutta la notte. Il medico parla con Gennarino, l’unico che sembra sapere cosa sia accaduto a Eustace. Il pastorello risponde laconico: «Eustace, ora, appartiene solo al bosco». Quella stessa notte, Eustace fugge dalla finestra. E scompare nuovamente senza lasciare traccia. L’unica speranza di ritrovarlo è affidarsi a Gennarino che, in cambio di dieci lire, accetta l’incarico. In realtà, non ha nessuna intenzione di trovare Eustace, appena intascati i soldi fugge ma si ferisce a morte.Alle prime luci dell’alba la comitiva britannica si ritrova a vegliare il corpo esamine di Gennarino. Mentre dal bosco circostante giungono le risate mefistofeliche di Eustace.
PALAZZO SANTA CHIARA
dal 2 al 4 marzo 2012
Piazza di Santa Chiara, 14 - tel. 06 6875579
orari spettacoli: dal Venerdì al Sabato ore 21, Domenica ore 18
costo del biglietto da € 22 a € 18
SINOSSI
1902. In una giornata d’estate a Ravello - scrive E. M. Forster - un medico e una comitiva di inglesi della quale fa parte il timido e introverso giovane Eustace decidono di recarsi a Vallone Fontana Caruso per un picnic. Dopo aver mangiato, mentre il ragazzo intaglia uno zufolo dal legno, viene rimproverato dalla vecchia zia: «il dio Pan ha lasciato per sempre la sua dimora per colpa di quelli che, come te, non hanno rispetto per i boschi».Pan! Quel nome sembra aver innescato una magia… segue un assoluto silenzio, rotto dal fischio dello zufolo e da un colpo di vento, simile a un ululato. Paura! Il gruppo scappa ma nel panico generale, nessuno pensa a Eustace che sembra scomparso. Inghiottito dal mistero. Solo in seguito, le zie lo troveranno svenuto, circondato da sinistre orme di zoccoli caprini. Il comportamento di Eustace, una volta ripresosi, è diverso: corre, gioca, canta, ride e soprattutto insiste a voler incontrare un tal Gennarino, un pastore del luogo.
Nonostante i continui rimproveri, gli entusiasmi di Eustace non si placano nemmeno durante la cena e le sue urla tengono sveglia la comitiva per tutta la notte. Il medico parla con Gennarino, l’unico che sembra sapere cosa sia accaduto a Eustace. Il pastorello risponde laconico: «Eustace, ora, appartiene solo al bosco». Quella stessa notte, Eustace fugge dalla finestra. E scompare nuovamente senza lasciare traccia. L’unica speranza di ritrovarlo è affidarsi a Gennarino che, in cambio di dieci lire, accetta l’incarico. In realtà, non ha nessuna intenzione di trovare Eustace, appena intascati i soldi fugge ma si ferisce a morte.Alle prime luci dell’alba la comitiva britannica si ritrova a vegliare il corpo esamine di Gennarino. Mentre dal bosco circostante giungono le risate mefistofeliche di Eustace.
PALAZZO SANTA CHIARA
dal 2 al 4 marzo 2012
Piazza di Santa Chiara, 14 - tel. 06 6875579
orari spettacoli: dal Venerdì al Sabato ore 21, Domenica ore 18
costo del biglietto da € 22 a € 18
venerdì 24 febbraio 2012
Serata Evento al Teatro Palazzo Santa Chiara: SPELL, L'AMORE DI ALDA, omaggio ad Alda Merini
Teatro PALAZZO SANTA CHIARA
27 febbraio 2012 - ore 21 La Compagnia teatrale Sofis presenta la Serata-Evento SPELL – L'AMORE DI ALDA con
Michele Balducci : voce e readings
Alessandro Fea : chitarra, piano, loops, synth
Diretto da Alessandro Fea
27 febbraio 2012 - ore 21 La Compagnia teatrale Sofis presenta la Serata-Evento SPELL – L'AMORE DI ALDA con
Michele Balducci : voce e readings
Alessandro Fea : chitarra, piano, loops, synth
Diretto da Alessandro Fea
Nato come progetto da un'idea di Alessandro Fea, che da anni porta avanti un suo percorso di ricerca sonora unita al suono della parola, e dopo il grande successo ottenuto nelle edizioni 2010 e 2011 della rassegna "Garofano Verde", il reading musicale "Spell ", portato in scena da Michele Balducci e Alessandro Fea, propone in questa speciale occasione in anteprima un omaggio ad Alda Merini.
Rinnovando il progetto di una ricerca sonora abbinata ad un uso estensivo della voce e delle parola (che viene recitata, cantata, interpretata, sonorizzata), "Spell" si propone in questa edizione di affrontare la poetica, la parola e i contenuti della grande poetessa scomparsa, attraverso i suoi testi, le sue poesie, le sue riflessioni e i temi che ha affrontato nella sua vita.
Come ormai avviene nelle performance live di "Spell", la parola viene elaborata assieme a sonorità sperimentali, che in quest'edizione spaziano sempre più dall'elettronico all'acustico, nella continua ricerca di un tutt'uno, di un'unica linea emozionale, attraverso l'uso di una polistrumentalità che appoggia, segue e si interseca con la voce.
Un viaggio immaginifico, suggestivo e sospeso il cui filo conduttore è la tensione emotiva che si crea fra la parola, il suono e il cuore.
Palazzo Santa Chiara Piazza di Santa Chiara, 14 - Roma
tel. 06 6875579
costo del biglietto € 15 ridotto 12
tel. 06 6875579
costo del biglietto € 15 ridotto 12
lunedì 30 gennaio 2012
Urbano Barberini in SULLE SPINE dal 27 gennaio a Palazzo Santa Chiara
PALAZZO SANTA CHIARA
dal 27 gennaio al 12 febbraio 2012
SULLE SPINE
Noir psicologico a tinte comiche
Con URBANO BARBERINI
e con SERGIO VALASTRO
testo e regia di DANIELE FALLERI
Franca Valeri ha scritto: "SULLE SPINE è uno spettacolo molto comico e molto crudele, molto quotidiano e abbastanza surreale per privilegiare nello spettatore il divertimento come sarebbe la formula della vera comicità teatrale."
'Noir psicologico a tinte comiche' è la definizione che meglio descrive il genere di questa pièce teatrale. Si parte da spunti di realtà oggettivamente drammatici raccontati attraverso il filtro di un'ironia schietta e travolgente.
La trama si dipana attraverso situazioni probabili, ma imprevedibili tanto da spiazzare continuamente lo spettatore con una serie di colpi di scena che fanno assumere alla storia una parvenza di thriller.
Silio, aspirante attore sessualmente incerto, dopo aver trascorso l'intera vita alla ricerca continua di un affetto negato decide di prendere in pugno la situazione e di forzare gli eventi a suo favore. Guidato da una lucida follia modifica i destini della propria famiglia passando indenne attraverso situazioni ai limiti dell'attacco cardiaco.
Il copione teatrale SULLE SPINE - Noir psicologico a tinte comiche è pubblicato dalla Casa Editrice TITIVILLUS con una brillante prefazione di Franca Valeri
Introduzione di Franca Valeri
L'autore chiama "noir psicologico a tinte comiche" il dramma SULLE SPINE e mantiene la promessa sino in fondo, partendo dalla forma grafica: il coltello usato in copertina è già pronto per essere immerso in un corpo immobilizzato. Da chi? Evidentemente da tutti quelli di cui il protagonista, unica voce, ha avuto il bisogno di liberarsi per non essere trafitto.
Esaminiamo questa liberazione o atto liberatorio che tiene sulle spine noi spettatori-lettori più che il protagonista. I "chi" sono certamente quelli da cui vorremmo tutti affrancarci, perlomeno nella vita, dato che liberarsene prevede una violenza non per tutti necessaria o possibile. Ma lo è per questo trentacinquenne elegante, come è scritto nelle didascalie iniziali, che unisce alle insofferenze universali le insicurezze particolari che portano sia all'analisi che al delitto, o al delirio delittuoso.
Sarebbe ufficialmente una tragedia a molti personaggi con molte belle parti da contrapporre al protagonista che potrebbe avere il suo nome nel titolo. Ma è un monologo, adorabile forma teatrale, e si sa che nella solitudine siamo spesso fondamentalmente comici e facciamo delle cose che sono vere per noi e misteriose per gli altri. E qui l'autore ha messo abilmente i tempi del "giallo". Ma non perde mai di vista il percorso psicologico che porta il suo personaggio a rompere con la vita che "gli diedero". E' un sogno? Potrebbe esserlo. Un sogno da non sottoporre al suo psicanalista di cui è anche sognata grottescamente la fine (un momento di comicità irresistibile) nel generale lento disfacimento anche del proprio aspetto.
Questa pregevole intuizione, riconoscibile da tutti nella sua sotterranea verità, si fregia in questo "pezzo di teatro" di quel linguaggio quotidiano e immediato che è la vera veste teatrale dell'ironia e del grottesco così da far arrivare agli ignari spettatori-lettori e al loro divertimento il malessere che voleva rappresentare.
SULLE SPINE è anche nato da un accordo profondo tra l'autore e l'attore, un sodalizio che ha reso vive tante classiche e fortunate esperienze del nostro affascinante lavoro. E non posso tralasciare di ricordare che nella riuscitissima realizzazione del testo di SULLE SPINE ho trovato un magnifico partner in Urbano Barberini per ormai numerose stagioni di successo sui palcoscenici, senza contare che noi attori, gli autori dobbiamo tenerceli cari e non perderli di vista. (Franca Valeri)
HANNO DETTO:
"SULLE SPINE" è uno spettacolo molto comico e molto crudele, molto quotidiano e abbastanza surreale per privilegiare nello spettatore il divertimento come sarebbe la formula della vera comicità teatrale." (Franca Valeri)
"E' stata una rivelazione. Recita in inglese? Dove mi trovo, a Shaftesbury? In uno di quei teatri? Sì, perché Barberini ha un modo non "italiano" di porsi di fronte al personaggio, lo affronta dall'interno fino ad un eventuale "tic" necessario. E' un modo così personale di essere quello o quell'altro che suscita sbalordimento per la sua originalità e un'ammirazione curiosa che ti porta al più indiscusso entusiasmo."(Giuseppe Patroni Griffi)
"Un giallo tragicomico imprevedibile in un meccanismo che mi ha sorpreso."(Dario Argento)
"Ho visto in Urbano Barberini una verve ed un timing comico davvero sorprendenti. Un one-man-show che inchioda il pubblico alle poltrone."(Enrico Lo Verso)
PALAZZO SANTA CHIARA
Piazza di Santa Chiara, 14 - tel. 06 6875579
orari spettacoli: dal Venerdì al Sabato ore 21, Domenica ore 18
costo del biglietto da € 22 a € 15
dal 27 gennaio al 12 febbraio 2012
SULLE SPINE
Noir psicologico a tinte comiche
Con URBANO BARBERINI
e con SERGIO VALASTRO
testo e regia di DANIELE FALLERI
Franca Valeri ha scritto: "SULLE SPINE è uno spettacolo molto comico e molto crudele, molto quotidiano e abbastanza surreale per privilegiare nello spettatore il divertimento come sarebbe la formula della vera comicità teatrale."
'Noir psicologico a tinte comiche' è la definizione che meglio descrive il genere di questa pièce teatrale. Si parte da spunti di realtà oggettivamente drammatici raccontati attraverso il filtro di un'ironia schietta e travolgente.
La trama si dipana attraverso situazioni probabili, ma imprevedibili tanto da spiazzare continuamente lo spettatore con una serie di colpi di scena che fanno assumere alla storia una parvenza di thriller.
Silio, aspirante attore sessualmente incerto, dopo aver trascorso l'intera vita alla ricerca continua di un affetto negato decide di prendere in pugno la situazione e di forzare gli eventi a suo favore. Guidato da una lucida follia modifica i destini della propria famiglia passando indenne attraverso situazioni ai limiti dell'attacco cardiaco.
Il copione teatrale SULLE SPINE - Noir psicologico a tinte comiche è pubblicato dalla Casa Editrice TITIVILLUS con una brillante prefazione di Franca Valeri
Introduzione di Franca Valeri
L'autore chiama "noir psicologico a tinte comiche" il dramma SULLE SPINE e mantiene la promessa sino in fondo, partendo dalla forma grafica: il coltello usato in copertina è già pronto per essere immerso in un corpo immobilizzato. Da chi? Evidentemente da tutti quelli di cui il protagonista, unica voce, ha avuto il bisogno di liberarsi per non essere trafitto.
Esaminiamo questa liberazione o atto liberatorio che tiene sulle spine noi spettatori-lettori più che il protagonista. I "chi" sono certamente quelli da cui vorremmo tutti affrancarci, perlomeno nella vita, dato che liberarsene prevede una violenza non per tutti necessaria o possibile. Ma lo è per questo trentacinquenne elegante, come è scritto nelle didascalie iniziali, che unisce alle insofferenze universali le insicurezze particolari che portano sia all'analisi che al delitto, o al delirio delittuoso.
Sarebbe ufficialmente una tragedia a molti personaggi con molte belle parti da contrapporre al protagonista che potrebbe avere il suo nome nel titolo. Ma è un monologo, adorabile forma teatrale, e si sa che nella solitudine siamo spesso fondamentalmente comici e facciamo delle cose che sono vere per noi e misteriose per gli altri. E qui l'autore ha messo abilmente i tempi del "giallo". Ma non perde mai di vista il percorso psicologico che porta il suo personaggio a rompere con la vita che "gli diedero". E' un sogno? Potrebbe esserlo. Un sogno da non sottoporre al suo psicanalista di cui è anche sognata grottescamente la fine (un momento di comicità irresistibile) nel generale lento disfacimento anche del proprio aspetto.
Questa pregevole intuizione, riconoscibile da tutti nella sua sotterranea verità, si fregia in questo "pezzo di teatro" di quel linguaggio quotidiano e immediato che è la vera veste teatrale dell'ironia e del grottesco così da far arrivare agli ignari spettatori-lettori e al loro divertimento il malessere che voleva rappresentare.
SULLE SPINE è anche nato da un accordo profondo tra l'autore e l'attore, un sodalizio che ha reso vive tante classiche e fortunate esperienze del nostro affascinante lavoro. E non posso tralasciare di ricordare che nella riuscitissima realizzazione del testo di SULLE SPINE ho trovato un magnifico partner in Urbano Barberini per ormai numerose stagioni di successo sui palcoscenici, senza contare che noi attori, gli autori dobbiamo tenerceli cari e non perderli di vista. (Franca Valeri)
HANNO DETTO:
"SULLE SPINE" è uno spettacolo molto comico e molto crudele, molto quotidiano e abbastanza surreale per privilegiare nello spettatore il divertimento come sarebbe la formula della vera comicità teatrale." (Franca Valeri)
"E' stata una rivelazione. Recita in inglese? Dove mi trovo, a Shaftesbury? In uno di quei teatri? Sì, perché Barberini ha un modo non "italiano" di porsi di fronte al personaggio, lo affronta dall'interno fino ad un eventuale "tic" necessario. E' un modo così personale di essere quello o quell'altro che suscita sbalordimento per la sua originalità e un'ammirazione curiosa che ti porta al più indiscusso entusiasmo."(Giuseppe Patroni Griffi)
"Un giallo tragicomico imprevedibile in un meccanismo che mi ha sorpreso."(Dario Argento)
"Ho visto in Urbano Barberini una verve ed un timing comico davvero sorprendenti. Un one-man-show che inchioda il pubblico alle poltrone."(Enrico Lo Verso)
PALAZZO SANTA CHIARA
Piazza di Santa Chiara, 14 - tel. 06 6875579
orari spettacoli: dal Venerdì al Sabato ore 21, Domenica ore 18
costo del biglietto da € 22 a € 15
sabato 7 gennaio 2012
Laura Lattuada ne L'INFERNO NON ESISTE? Due storie di Susanna Tamaro a Palazzo Santa Chiara
| Laura Lattuada |
PALAZZO SANTA CHIARA
dal 13 al 22 gennaio
Arte e Spettacolo DOMOVOJ presenta in Prima Nazionale
LAURA LATTUADA in
L'INFERNO NON ESISTE?
Due storie di Susanna Tamaro
regia di Matteo Tarasco
elaborazioni musicali Riccardo Benassi
produzione esecutiva Marilia Chimenti
Il 13 gennaio debutterà in prima nazionale al Palazzo Santa Chiara di Roma lo spettacolo L'inferno non esiste?", monologo di Laura Lattuada, un dittico di Susanna Tamaro, creato appositamente dall'autrice per Laura Lattuada, per la regia di Matteo Tarasco; lo spettacolo è un'indagine cruda e poetica sul difficile tema della violenza domestica sulle donne.
"L'inferno non esiste" e "Di nuovo lunedì" in scena per raccontare le storie di due donne che subiscono violenza nell'ambito familiare. Due storie molto diverse, che hanno come comune denominatore il dolore, la paura di confessare la verità a se stesse e agli altri, e infine la speranza che il racconto possa in qualche modo aiutare chi legge e chi ascolta.
Lo spettacolo è promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per le Pari Opportunità
La sera della prima sarà presente Susanna Tamaro
NOTE DELL'AUTRICE
Quando ho scritto Per voce sola, nel lontano 1990, sentivo il bisogno di parlare del dolore degli innocenti, un dolore che è sempre sulle prime pagine ma che sembra non toccare più i cuori di nessuno. Di nuovo lunedì, il primo racconto del libro parla proprio del destino atroce di una bambina adottata, vittima di una doppia violenza, quella – fisica - del padre e quella psichica – follia? - della madre che, pur di credere a un'apparente felicità, si rifiuta di vedere, di capire quello che ha sotto gli occhi. Quante storie così leggiamo ormai sui giornali.? Violenze, soprusi, persecuzioni, raptus improvvisi che in un attimo distruggono famiglie, vite, speranze. Viviamo ormai in un mondo estremamente schizofrenico e, in quanto tale, pericoloso. La tecnologia ha raggiunto sviluppi difficilmente immaginabili, tuttavia questo sviluppo - che ha in sé molte cose positive - non è stato accompagnato dallo sviluppo parallelo del cuore dell'uomo. Caduto il sistema di valori tradizionali, non ne è ancora sorto un altro, tutto sembra vagare in un'aleatoria libertà, una libertà che cela in sé grandissime sacche di disperazione e di solitudine. E da questa disperazione, da questa solitudine, da questa incomunicabilità che ormai dilaga tra le persone, sempre più spesso esplode, improvvisa e irragionevole, la violenza. Una violenza che cova, repressa, anche nell'animo del marito del secondo racconto. L'inferno non esiste. Un racconto che scandaglia i rapporti malati che spesso si instaurano nelle famiglie, quando il sospetto, la gelosia, l'incapacità ad accettare il mondo dell'altro diventano micce capaci di far deflagrare tragedie impreviste che bruciano non solo la vita di chi le subisce, ma anche di chi la compie. (Susanna Tamaro)
NOTE DI REGIA
L'Inferno non esiste? è un viaggio nel profondo dell'animo umano, ove le contraddizioni più aspre si fondono, per restituire un'immagine del mondo e dei rapporti familiari vividamente controversa. Mettere in scena L'Inferno non esiste?, vuole essere un tentativo di raccontare l'odierno tragico quotidiano, per riacquistare, attraverso la fascinazione del palcoscenico, i valori della parola poetica, che crediamo oggi debba imporsi su altri linguaggi che dicono e spiegano, ma non insegnano il senso. Con la sua scrittura poetica e sublime, Susanna Tamaro ci ricorda che le parole bruciano, che le parole si fanno carne mentre noi parliamo, che le parole sono potenze che esercitano su di noi un potere invisibile. Il dittico che compone L'Inferno non esiste? ("L'inferno non esiste" e "Di nuovo lunedì") è una tragedia greca in un interno borghese: la storia cupa, disperata ed estrema di una donna che nega la propria femminilità; la storia di figlie incapaci di essere madri; la storia di madri e figlie vittime di un universo maschile popolato da orchi. (Matteo Tarasco)
PALAZZO SANTA CHIARA
Piazza di Santa Chiara, 14 - tel. 06 6875579
Piazza di Santa Chiara, 14 - tel. 06 6875579
orari spettacoli: dal Venerdì al Sabato ore 21, Domenica ore 18
Biglietti da € 22 a € 15
PILAR in concerto a Palazzo Santa Chiara
PALAZZO SANTA CHIARA
11 gennaio 2012
SARTORIA ITALIANA TOUR
PILAR
in concerto
Dopo il Sold Out all' Auditorium Parco della Musica dello scorso 9 novembre, Pilar torna in concerto nella sua città per una data speciale del SARTORIA ITALIANA TOUR.
Nello splendido spazio di Palazzo Santa Chiara, a due passi da Pantheon - Pilar, accompagnata da Federico Ferrandina, presenterà senza filtro le canzoni del suo nuovo lavoro SARTORIA ITALIANA FUORI CATALOGO (UpRecords), scritto e pensato insieme a Bungaro (Fiorella Mannoia, Ornella Vanoni, Youssou N'dour, Stefano di Battista, Kay McCarthy, Daniela Mercury, Giusy Ferreri…).Nel programma del concerto saranno inoltre presenti altre canzoni legate al suo mondo musicale, come quello sudamericano e della canzone francese.Il disco, uscito a metà ottobre e registrato interamente in Sicilia, ha avuto e sta avendo un grande riscontro di critica e pubblico. Un concerto da non perdere.
Nello splendido spazio di Palazzo Santa Chiara, a due passi da Pantheon - Pilar, accompagnata da Federico Ferrandina, presenterà senza filtro le canzoni del suo nuovo lavoro SARTORIA ITALIANA FUORI CATALOGO (UpRecords), scritto e pensato insieme a Bungaro (Fiorella Mannoia, Ornella Vanoni, Youssou N'dour, Stefano di Battista, Kay McCarthy, Daniela Mercury, Giusy Ferreri…).Nel programma del concerto saranno inoltre presenti altre canzoni legate al suo mondo musicale, come quello sudamericano e della canzone francese.Il disco, uscito a metà ottobre e registrato interamente in Sicilia, ha avuto e sta avendo un grande riscontro di critica e pubblico. Un concerto da non perdere.
infoline: 06 6875579 Mail: info@palazzosantachiara.it
biglietti e prevendita: http://www.palazzosantachiara.it/musica/botteghino/biglietti_musica/
biglietti e prevendita: http://www.palazzosantachiara.it/musica/botteghino/biglietti_musica/
ufficio stampa Silvia Signorelli: signorellisilvia@libero.it
martedì 20 dicembre 2011
CONCERTO DI CAPODANNO a Palazzo Santa Chiara
PALAZZO SANTA CHIARA
1° gennaio 2012 ore 11.30CONCERTO DI CAPODANNOSulla scìa delle capitali europee della Musica, Palazzo Santa Chiara propone il CONCERTO DI CAPODANNO. Sarà un Concerto per Coro Polifonico, Soli e piccolo Ensamble strumentale.
In programma i canti più belli e famosi della tradizione Natalizia Internazionale, quali: Adeste Fideles, Les Anges dans nos campagne, un Astro del ciel con versioni spagnoleggianti e poi Jazz e poi classiche……White Christmas ed ancora, un omaggio alla città eterna, qualche canto della tradizione napoletana e siciliana per poi sbirciare nel repertorio operistico/jazz con Summertime.
I canti verranno arrangiati dal maestro Francois Agnello, compositore e pianista italo-francese, che si diverte a mescolare melodie, suoni ed echi tra i più diversi ed accattivanti.
Non mancherà un inno all’allegria, al vino, al buon umore e…..disturberemo anche John Lennon.
L’importante sarà creare l’atmosfera di serenità, di allegria e buon umore che servono a tutti per acquisire spensieratezza e affrontare il nuovo anno con ottimi propositi.
Dirigerà il maestro Gisella Rocca, già cantante lirica (soprano), con una carriera da solista e che, da diversi anni, amplia ed arricchisce la sua professione, con la direzione, per la quale si è formata alla scuola del maestro Giuseppe Liberto, già direttore della Cappella Sistina, poi con i maestri Martino Manco ed ancora al Pontificio Istituto di Musica Sacra, studiando direzione di Coro e Semiologia e Direzione Gregoriana.
Ha diretto in sedi prestigiose riscuotendo consensi di critica e pubblico ed ha collaborato con il compianto e grande maestro Franco Mannino, del quale era anche buona amica. “Alla sterile tecnica minuziosamente misurata e quasi maniacale, preferisce il gesto eloquente e la partecipazione con l'anima”
Voci soliste: Arianna Attinasi; Paola Maggiolini; Giuseppe Prussiano.
Soli: Gisella Rocca, soprano; Fabrizio Moroni, baritono.
ENSEMBLE STRUMENTALE:
Pianoforte: M° Francois Agnello
Tromba: M° Matteo Maisano
Violino: M° Sergio Marzi
Chitarra :M° Gianni Mottola
ORGANICO CORALE:SOPRANI:
Giuliana Cerquoni, Marina Cerquoni, Annamaria Gori, Paola Maggiolini
CONTRALTI:
Arianna Attinasi, Margherita Minniti, Silvana Cau
TENORI:
Sergio Pievani, Giovanni Pirri, Giuseppe Prussiano.
BASSI: Franco Borrelli, Augusto Gori, Giancarlo Toti.
Direttore: Gisella Rocca
Arrangiamenti e musiche originali: M° Francois Agnello
Palazzo Santa Chiara
Piazza di Santa Chiara, 14 - tel. 06 6875579
orari spettacoli: dal Venerdì al Sabato ore 21, Domenica ore 18
Biglietti: € 25-20
Riduzioni ATAC, Bibliocard e Upter
Coro polifonico Jucunde Cantare
1° gennaio 2012 ore 11.30CONCERTO DI CAPODANNOSulla scìa delle capitali europee della Musica, Palazzo Santa Chiara propone il CONCERTO DI CAPODANNO. Sarà un Concerto per Coro Polifonico, Soli e piccolo Ensamble strumentale.
In programma i canti più belli e famosi della tradizione Natalizia Internazionale, quali: Adeste Fideles, Les Anges dans nos campagne, un Astro del ciel con versioni spagnoleggianti e poi Jazz e poi classiche……White Christmas ed ancora, un omaggio alla città eterna, qualche canto della tradizione napoletana e siciliana per poi sbirciare nel repertorio operistico/jazz con Summertime.
I canti verranno arrangiati dal maestro Francois Agnello, compositore e pianista italo-francese, che si diverte a mescolare melodie, suoni ed echi tra i più diversi ed accattivanti.
Non mancherà un inno all’allegria, al vino, al buon umore e…..disturberemo anche John Lennon.
L’importante sarà creare l’atmosfera di serenità, di allegria e buon umore che servono a tutti per acquisire spensieratezza e affrontare il nuovo anno con ottimi propositi.
Dirigerà il maestro Gisella Rocca, già cantante lirica (soprano), con una carriera da solista e che, da diversi anni, amplia ed arricchisce la sua professione, con la direzione, per la quale si è formata alla scuola del maestro Giuseppe Liberto, già direttore della Cappella Sistina, poi con i maestri Martino Manco ed ancora al Pontificio Istituto di Musica Sacra, studiando direzione di Coro e Semiologia e Direzione Gregoriana.
Ha diretto in sedi prestigiose riscuotendo consensi di critica e pubblico ed ha collaborato con il compianto e grande maestro Franco Mannino, del quale era anche buona amica. “Alla sterile tecnica minuziosamente misurata e quasi maniacale, preferisce il gesto eloquente e la partecipazione con l'anima”
Soli: Gisella Rocca, soprano; Fabrizio Moroni, baritono.
ENSEMBLE STRUMENTALE:
Pianoforte: M° Francois Agnello
Tromba: M° Matteo Maisano
Violino: M° Sergio Marzi
Chitarra :M° Gianni Mottola
ORGANICO CORALE:SOPRANI:
Giuliana Cerquoni, Marina Cerquoni, Annamaria Gori, Paola Maggiolini
CONTRALTI:
Arianna Attinasi, Margherita Minniti, Silvana Cau
TENORI:
Sergio Pievani, Giovanni Pirri, Giuseppe Prussiano.
BASSI: Franco Borrelli, Augusto Gori, Giancarlo Toti.
Direttore: Gisella Rocca
Arrangiamenti e musiche originali: M° Francois Agnello
Palazzo Santa Chiara
Piazza di Santa Chiara, 14 - tel. 06 6875579
orari spettacoli: dal Venerdì al Sabato ore 21, Domenica ore 18
Biglietti: € 25-20
Riduzioni ATAC, Bibliocard e Upter
Coro polifonico Jucunde Cantare
domenica 18 dicembre 2011
SWINGIN' CHRISTMAS: una serata a ritmo di swing al Palazzo Santa Chiara
PALAZZO SANTA CHIARA
16, 17 e 18 dicembre 2011
SWINGIN' CHRISTMAS
con
Daniela Terreri - Voce
Carlo Ficini - Trombone e voce
Antonella Aprea - Voce
Attilio Di Giovanni - Pianoforte e voce
Mario Caporilli - Tromba
Giulio Scarpato - Contrabasso
Giovanni Campanella – Batteria
Per una sera tornerete ad ascoltare le più belle canzoni swing della tradizione natalizia eseguite rigorosamente dal vivo da sette musicisti. Sul palco si respirerà un'atmosfera casalinga ed informale tra gags e situazioni grottesche. Non mancheranno ospiti illustri che a sorpresa verranno inseriti nello show.
16, 17 e 18 dicembre 2011
SWINGIN' CHRISTMAS
con
Daniela Terreri - Voce
Carlo Ficini - Trombone e voce
Antonella Aprea - Voce
Attilio Di Giovanni - Pianoforte e voce
Mario Caporilli - Tromba
Giulio Scarpato - Contrabasso
Giovanni Campanella – Batteria
Per una sera tornerete ad ascoltare le più belle canzoni swing della tradizione natalizia eseguite rigorosamente dal vivo da sette musicisti. Sul palco si respirerà un'atmosfera casalinga ed informale tra gags e situazioni grottesche. Non mancheranno ospiti illustri che a sorpresa verranno inseriti nello show.
Sarà un'occasione per augurare a tutti un Buon Natale.
Palazzo Santa Chiara
Piazza di Santa Chiara, 14 - tel. 06 6875579
orari spettacoli:Venerdì al Sabato ore 21, Domenica ore 18
costo del biglietto da € 22 a € 15
Piazza di Santa Chiara, 14 - tel. 06 6875579
orari spettacoli:Venerdì al Sabato ore 21, Domenica ore 18
costo del biglietto da € 22 a € 15
lunedì 21 novembre 2011
Stefania Sandrelli in DOLORES IBARRURI VERSA LACRIME AMARE - Palazzo Santa Chiara dal 25 al 27 novembre
PALAZZO SANTA CHIARA
25, 26, 27 Novembre 2011
Artisti Riuniti
presenta
Stefania Sandrelli in
DOLORES IBARRURI VERSA LACRIME AMARE
melologo di Antonio Tabucchi,
da "Il gioco del rovescio", edizioni Feltrinelli
musiche composte e eseguite al pianoforte dal maestro Antonio Di Pofi
regia di Piero Maccarinelli
Stefania Sandrelli accompagnata dalle note, suonate dal vivo, dal maestro Antonio Di Pofi, e diretta con sensibilità da Piero Maccarinelli, è l'interprete ideale di DOLORES IBARRURI VERSA LACRIME AMARE il monologo tratto da un racconto di Antonio Trabucchi inserito nella raccolta edita nel 1988 da Feltrinelli "Il gioco del rovescio".
Un grande ritratto al femminile, capace di far vibrare ogni parola e che sa toccare magistralmente le corde dell'intelligenza e dell'emozione.
PALAZZO SANTA CHIARA
Piazza di Santa Chiara, 14 – Roma (Centro Storico)
info: tel. 06 6875579
orari spettacoli: dal Venerdì al Sabato ore 21, Domenica ore 18
biglietti da € 22 a € 15
Piazza di Santa Chiara, 14 – Roma (Centro Storico)
info: tel. 06 6875579
orari spettacoli: dal Venerdì al Sabato ore 21, Domenica ore 18
biglietti da € 22 a € 15
mercoledì 2 novembre 2011
AFORISMI E PEPERONCINO: il Teatro e l'Attore secondo Giorgio Albertazzi
PALAZZO SANTA CHIARA
dal 4 al 6 novembre
e dall'11 al 13 novembre 2011
dal 4 al 6 novembre
e dall'11 al 13 novembre 2011
AFORISMI E PEPERONCINO
di e con Giorgio Albertazzi
e con gli attori del duo Atelier:
Francesca Accardi, Beatrice Aiello, Moira Battistelli, Nicolas Bresteau, Giovanna Cappuccio, Cristina Chinaglia, Simone Destrero, Andrea Dianetti, Valentina Faraoni, Elisa Franchi, Gabriele Granito, Floriana La Rocca, Francesco Maccarinelli, Gianni Magno, Diego Maiello, Beatrice Messa, Bruno Monico, Serena Mosso, Giuditta Pasquinelli, Giorgio Timpano, Margi Villa
Francesca Accardi, Beatrice Aiello, Moira Battistelli, Nicolas Bresteau, Giovanna Cappuccio, Cristina Chinaglia, Simone Destrero, Andrea Dianetti, Valentina Faraoni, Elisa Franchi, Gabriele Granito, Floriana La Rocca, Francesco Maccarinelli, Gianni Magno, Diego Maiello, Beatrice Messa, Bruno Monico, Serena Mosso, Giuditta Pasquinelli, Giorgio Timpano, Margi Villa
regia Giorgio Albertazzi
Giorgio Albertazzi in scena con gli attori del suo Atelier in un'azione poetica e innovativa.
Cos'è il teatro? Un attore uno spettatore, si stende o non si stende un tappeto: il teatro.
Cos'è un attore? Hegel dice nella sua estetica: "L'attore assurge al rango di artista. L'arte dell'attore esige talento intelligenza perseveranza conoscenza e alla sua massima espressione una natura geniale riccamente dotata".
L'attore artista perciò non deve soltanto interpretare lo spirito dell'autore e del proprio ruolo, ma deve soprattutto riempire i vuoti gli spazi le lacune del testo, scoprire dei correlativi. La sua azione deve rivelare le intenzioni più segrete dell'autore, spesso ignote a lui stesso, far venire alla luce ciò che l'autore nascose o non seppe dire o non volle dire.
Cerchiamo un teatro che dubiti del valore acquisito della parola, un teatro in cui la parola sottintenda un silenzio udibile, contaminabile ma non traducibile se non attraverso l'attore. L'elemento fondamentale del teatro, dice Heiner Müller, è la metamorfosi, ha sempre a che vedere con la morte e se è vero teatro diventa esorcismo, cioè rinascita. (Giorgio Albertazzi)
PALAZZO SANTA CHIARA
PALAZZO SANTA CHIARA
Piazza Santa Chiara, 14 - Roma (Centro Storico)
Tel: 06/6875579 Fax: 06/68300888
spettacoli: dal Venerdì al Sabato ore 21 - Domenica ore 18
venerdì 13 maggio 2011
MAGIA DELLA VOCE:dramma e lirica in un magico connubio al Teatro dei Comici
(recensione di Ilda Ippoliti)
E’ veramente una piccola magia quella che va in scena in questi giorni al Teatro dei Comici. La magia del teatro e della musica lirica uniti in una particolare e coinvolgente performance: recitazione e bel canto in connubio perfetto grazie ad interpreti di grande spessore artistico come l’attore Edoardo Siravo e il baritono Francesco Marzi (dal 19 maggio sarà, invece, in scena il baritono Roberto Sèrvile): sul palco danno parola e voce ai personaggi creati dall’estro letterario di Beaumarchais, Hugo. Schiller, Shakespeare, e dal genio musicale di Mozart, Thomas e Verdi che da quei personaggi han tratto le loro opere immortali.
"Magia della Voce" offre un programma ricco, variegato, impegnativo, di grande qualità ed impatto emotivo. Figaro, Don Carlos, Triboulet (il Rigoletto verdiano) e ancora Jago, Amleto e Macbeth, questi i protagonisti dei monologhi ai quali fanno da naturale contrappunto le arie d’opera ad essi ispirati.
Dramma e melodramma, dunque, fusi in un’unica espressione artistica, un modo originale e accattivante di accostarsi all’indispensabile fonte di cultura che è il teatro, tutta da scoprire (o riscoprire) ed amare.
Scena dopo scena, nota dopo nota, in un crescendo di emozione, il pubblico si lascia catturare dall’intensità interpretativa dei due artisti sul palco che ben traducono il dramma dei personaggi: Edoardo Siravo passa con maestria e disinvoltura dall’ironico Figaro al disperato Triboulet (intenso ed apprezzatissimo), dai morsi della gelosia di Ford (ne “Le allegre comari di Windsor”) al tormento di Amleto. Francesco Marzi, all’espressività della sua voce calda e piena, unisce la forza di una recitazione convincente, a tratti persino vibrante (applauditissimo il suo bis dall' Andrea Chénier offerto al pubblico la sera del debutto, l'11 maggio).
Il risultato è uno spettacolo piacevole, sorprendente e ricco di fascino che il pubblico apprezza ed applaude con calore e che i melomani e gli amanti del teatro farebbero bene a non lasciarsi sfuggire.
Al Teatro dei Comici fino al 22 maggio 2011.
Teatro dei Comici
Piazza S. Chiara,14 – Roma
MAGIA DELLA VOCE
dal dramma al melodramma
Concerto di prosa e lirica
da un progetto originale di Gabriella Panizza
Adattamento e regia di Edoardo Siravo
al pianoforte Gianluca Ascheri
Info e prenotazioni 06.6875579
info@teatrodeicomici.it
www.palazzosantachiara.it
spettacoli dal mercoledì al sabato ore 21.00 – domenica ore 18.00
E’ veramente una piccola magia quella che va in scena in questi giorni al Teatro dei Comici. La magia del teatro e della musica lirica uniti in una particolare e coinvolgente performance: recitazione e bel canto in connubio perfetto grazie ad interpreti di grande spessore artistico come l’attore Edoardo Siravo e il baritono Francesco Marzi (dal 19 maggio sarà, invece, in scena il baritono Roberto Sèrvile): sul palco danno parola e voce ai personaggi creati dall’estro letterario di Beaumarchais, Hugo. Schiller, Shakespeare, e dal genio musicale di Mozart, Thomas e Verdi che da quei personaggi han tratto le loro opere immortali.
"Magia della Voce" offre un programma ricco, variegato, impegnativo, di grande qualità ed impatto emotivo. Figaro, Don Carlos, Triboulet (il Rigoletto verdiano) e ancora Jago, Amleto e Macbeth, questi i protagonisti dei monologhi ai quali fanno da naturale contrappunto le arie d’opera ad essi ispirati.
Dramma e melodramma, dunque, fusi in un’unica espressione artistica, un modo originale e accattivante di accostarsi all’indispensabile fonte di cultura che è il teatro, tutta da scoprire (o riscoprire) ed amare.
Scena dopo scena, nota dopo nota, in un crescendo di emozione, il pubblico si lascia catturare dall’intensità interpretativa dei due artisti sul palco che ben traducono il dramma dei personaggi: Edoardo Siravo passa con maestria e disinvoltura dall’ironico Figaro al disperato Triboulet (intenso ed apprezzatissimo), dai morsi della gelosia di Ford (ne “Le allegre comari di Windsor”) al tormento di Amleto. Francesco Marzi, all’espressività della sua voce calda e piena, unisce la forza di una recitazione convincente, a tratti persino vibrante (applauditissimo il suo bis dall' Andrea Chénier offerto al pubblico la sera del debutto, l'11 maggio).
Il risultato è uno spettacolo piacevole, sorprendente e ricco di fascino che il pubblico apprezza ed applaude con calore e che i melomani e gli amanti del teatro farebbero bene a non lasciarsi sfuggire.
Al Teatro dei Comici fino al 22 maggio 2011.
Teatro dei Comici
Piazza S. Chiara,14 – Roma
MAGIA DELLA VOCE
dal dramma al melodramma
Concerto di prosa e lirica
da un progetto originale di Gabriella Panizza
Adattamento e regia di Edoardo Siravo
al pianoforte Gianluca Ascheri
Info e prenotazioni 06.6875579
info@teatrodeicomici.it
www.palazzosantachiara.it
spettacoli dal mercoledì al sabato ore 21.00 – domenica ore 18.00
Iscriviti a:
Post (Atom)



