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martedì 12 febbraio 2013

BEL SUOL D’AMORE LIBIA/ITALIA: UN SECOLO DI STORIE - dal 12 al 14 febbraio al Teatro di Documenti

TEATRO DI DOCUMENTI

dal 12 al 24 febbraio 2013 
Prod. Ass. Teatro di Documenti presenta
BEL SUOL D'AMORE LIBIA/ITALIA:
UN SECOLO DI STORIE 
con 
Alessandro Belardinelli, Piera Fumarola e la testimonianza in video di Rosanna Del Mastro, Valerino Del Mastro, Lina Frezzato, Ibrahim Khalil, Khaled Mansour, Renaldo Pacelli, Adalgisa Palumbo, Giovanna Palumbo. 
Scene e costumi Carla Ceravolo. 
Video Renato Ferrero. 
Tecnica Lucia Miele Liquori
Drammaturgia e regia Anna Ceravolo.

I racconti che si fanno - credo - in quasi tutte le famiglie italiane, pullulano di vicende legate a terre lontane, terre d'emigrazione, terre sognate - chissà! - come terre madri. Raccontare queste storie, che costituiscono i germi veri della Grande Storia, significa riconoscersi in un passato che ci appartiene e che i più giovani, soprattutto, devono scoprire.
Dalla terribile guerra di conquista di un impero coloniale alla rivoluzione dei giovani libici ne è passato di tempo, un secolo. Vogliamo raccontare cento anni di storia dando voce anche a coloro i quali si sono recati in quel vagheggiato Paese ricchi solo di speranza, per poi venirne allontanati da bambini (come è avvenuto ai 13.000 ragazzi spediti in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale che sono rimasti separati dalle famiglie per anni), o esserne brutalmente espulsi dopo la presa del potere di Gheddafi nel 1970. Per scoprire come, al di là dei disegni astrusi della politica, tra la gente comune si rinsaldassero rapporti di rispetto e fratellanza. Oggi, apprendendo la volontà e il dolore del popolo libico che vuole alzare la testa, si riaccende la nostalgia, lo struggimento, l'affiatamento con quelle genti.
Questo spettacolo è dedicato a chi in Libia ha lasciato un po' del suo cuore. 
Lo spettacolo si caratterizza come un esempio di teatro-documento.
Il testo nasce da un lavoro di ricerca durato molti mesi, in cui si sono analizzati testi, filmati, documenti. Si sono inoltre raccolte numerose testimonianze di persone italiane e libiche. Alcune di queste testimonianze si rintracciano nello spettacolo sia in video, sia inserite nel testo. Un ricco corredo di proiezioni di documenti originali dell'epoca (foto, scritti, cartoline illustrate, materiali stampa) catapulta direttamente lo spettatore nel cuore delle storie narrate.
Dato il continuo evolversi delle vicende libiche, lo spettacolo si situa in un continuo divenire. 

Note di drammaturgia e regia 
Appartengo ad una famiglia la cui storia è punteggiata da partenze e talvolta da ritorni, o talvolta no. Una famiglia i cui componenti si sono spostati nel mondo alla ricerca di lavoro o per dissentire da un regime. Le cui radici sono state tranciate, frantumate. La cui identità ha smarrito i contorni e, almeno temporaneamente, tale perdita di certezze ha provocato sofferenza e isolamento. Questa sorte è la realtà di molte famiglie, è una storia che abbiamo in comune. È quasi scontato affermare che se non si riflette sul passato, non si può comprendere il presente e tantomeno presentire il futuro. Proprio mentre questi tempi amari non danno affatto per scontato che i nostri figli e nipoti decidano di vivere dove sono nati anziché cercare fortuna altrove, verso luoghi più promettenti. Questo spettacolo, che attraversa cento anni di storia, è ricco di testimonianze, di parole pronunciate da chi ha vissuto quelle vicende e di immagini tratte dagli scenari che sono lo sfondo dei fatti narrati. Poiché credo che l'emozione della verità sia più efficace di qualsiasi volume di storia.
Nel 1911 l'Italia, in ritardo sugli altri paesi europei, si lancia nell'impresa coloniale. Da allora la nostra storia si è intersecata con quella della Libia scandita da date fondamentali: dal popolamento in massa della colonia nel '38, agli eventi bellici del secondo conflitto mondiale che precipitano la Libia in fronte di guerra e provocano l'allontanamento di oltre 13.000 bambini che si ricongiungeranno alle famiglie dopo molti anni, alla cacciata degli italiani dopo la presa del potere da parte di Gheddafi nel '70, fino alla guerra civile del febbraio 2011 che ha sconvolto il paese e purtroppo deluso le speranze riposte in un cambiamento che si sperava partisse dal basso. Ciò che più mi ha colpito, raccogliendo le voci dei testimoni, è che solidarietà e desiderio di convivere in pace erano i sentimenti prevalenti, erano pilastri della Microstoria, che sono stati periodicamente traditi dagli eventi della Macrostoria.

ANNA CERAVOLO, autrice, regista. Esordisce con Muri che mette in scena a Milano nel 1992 e che Ugo Ronfani decide di pubblicare su Hystrio 3/96. Terra è il primo testo teatrale scritto appositamente per la struttura del Teatro di Documenti: Luciano Damiani lo mette in scena nel 1997. La sua ricerca è rivolta soprattutto ad un linguaggio che superi le barriere etniche e culturali: da qui la scrittura in grammelot, la collaborazione con la compagnia italoaustraliana Broccoli Education Theatre Company, le traduzioni di testi teatrali, i progetti Dei luoghi con attori stranieri alle prese con la recitazione in italiano e Parole di teatro - Theatre words, scambio tra autori, attori e registi inglesi e italiani.

CARLA CERAVOLO, scenografa, costumista. Ha lavorato per il teatro d'opera e di prosa, il cinema; la televisione, l'architettura d'interni. Ha collaborato con Luciano Damiani dal 1984 fino alla scomparsa del Maestro. È  presidente dell'Associazione Amici del Teatro di Documenti.

TEATRO DI DOCUMENTI, è stato progettato e realizzato da Luciano Damiani, considerato uno dei massimi scenografi di tutti i tempi. Damiani, dopo aver lavorato nei principali teatri di prosa e di lirica del mondo, decise di creare uno spazio che potesse esprimere la sua idea di teatro, uno spazio che, senza rinnegare il passato e la tradizione, diventasse il "teatro che prima non esisteva": il teatro dell'assistere, del partecipare e della libera scelta. Il Teatro di Documenti, definito "gioiello architettonico", è un capolavoro di architettura teatrale.

Teatro di Documenti 
Via N. Zabaglia, 42, Roma
Telefono:06 574 4034
spettacoli da martedì a sabato ore 20.45, domenica ore 17.30
Info e prenotazioni: 06.5744034, 328.8475891 – teatrodidocumenti@libero.it

venerdì 23 marzo 2012

TRITTICO DI LUCE il 24 e il 25 marzo al Teatro di Documenti

TEATRO DI DOCUMENTI
24 marzo h.20.45 —  25 marzo h.18.00
TRITTICO DI LUCE
Ho partorito un angelo - Incanto - Danza di energia

di e con Ivana Pantaleo. Musiche originali dal vivo.

Il passaggio oscuro dalla vita alla morte affrontato da un'anziana e grottesca signora che si
congeda con gioia dalle cose del mondo, il messaggio d'amore che un essere di luce invia agli uomini, infine una danza di energia costituiscono le tre parti di uno spettacolo che parla della nostra vita oltre il suo limite.


TEATRO DI DOCUMENTI
Via Nicola Zabaglia, 42 – 00153 Roma (Testaccio)

biglietti: intero € 12,00 - ridotto €  9,00 - tessera associativa €3,00
info e prenotazioni:  
teatrodidocumenti@libero.it  - 06.5741622 - 06.5744034 

martedì 20 marzo 2012

EYES: dal 29 Marzo al 1 Aprile al Teatro di Documenti

Teatro di Documenti
Dal 29 Marzo al 1 Aprile 2012
La Compagnia Tiflos presenta
EYES

Tragedia della vista
liberamente tratto da "I ciechi" di Maurice Maeterlink
con
Flavia Germana De Lipsis, Federica Flavoni,
Annalisa Lori, Stella Novari, Francesca Palmas,
Sara Putignano, Giuseppe Ragone, Maurizio Sacchetti
e con Bartolomeo Casu, Francesco Di Giacomo,
Chiara Iommi, Hermann Sferlazza
Danzatrici Compagnia Echoes:
Elettra Carangio, Giuliana Maglia,
Mariantonietta Palazzo
Voce off: Pietro De Silva
Produzione: Vincenzo Maurizio Paolella, in collaborazione con Fullframe video e Accademia Internazionale d'Arte
Progetto scenico: Nicola Ragone
Testi: Nicola Ragone, Donato Robustella, Giuliano Braga
Musica: Angelo Vitaliano
Foto di scena: Patrizio Cocco
Adattamento e regia: Nicola Ragone

"Dico spesso a tutti che quella croce senza giustizia che è stato il mio manicomio non ha fatto che rivelarmi la grande potenza della vita." (Alda Merini)

Dal 29 Marzo al 1 Aprile è in scena al Teatro di Documenti "Eyes,Tragedia della vista" della Compagnia Tiflos, spettacolo, realizzato nello spazio ideato da Luciano Damiani che acconta la follia nelle sue forme più estreme conducendo lo spettatore all'interno di un manicomio affollato di esseri senza più un'identità. In scena 15 fra attori e danzatrici, con la partecipazione straordinaria di Pietro De Silva come voce off e sotto la direzione del regista Nicola Ragone.Lo spettacolo è tratto dal dramma I ciechi di Maurice Maeterlink, ma del testo simbolista rimane solo l'impianto strutturale. Eyes, con una rappresentazione in cui si alternano forti visioni surreali a momenti di crudo realismo, mette in scena la follia nelle sue forme più estreme conducendo lo spettatore all'interno di un manicomio, freddo e inospitale, affollato di esseri senza più un'identità. In scena sono in 15 fra attori e danzatrici, con la partecipazione straordinaria di Pietro De Silva come voce off e sotto la direzione del regista Nicola Ragone.

Eyes, oltre ad essere uno spettacolo teatrale, è anche un evento culturale, un'installazione di video-arte e un gioco di ruolo in cui il pubblico svolge un percorso itinerante, all'interno dello storico spazio ideato da Luciano Damiani, lungo il quale incontrerà i vari abitanti che popolano le desolate stanze dell'ospedale.

Il 12 dicembre 1953, a Swale, distretto locale del Kent, tre sorelle, cieche dalla nascita, uccidono il padre che aveva abusato di loro. Scoperte, vengono rinchiuse in un ospedale psichiatrico e affidate alle cure del parroco del manicomio.
Solo dopo molti anni le autorità decidono di condannarle a morte. Il religioso, impietosito, non rivela alle ragazze la verità, anzi dice loro che saranno presto liberate. Le cieche attendono con ansia quel momento. È il 12 dicembre 1973 quando, come tutti i giorni, il parroco entra nella loro stanza per recitare la preghiera del mattino. Dopo qualche minuto, però, muore improvvisamente. Le sorelle si svegliano con entusiasmo, ma non si accorgono del cadavere. Un sordomuto, altro paziente del manicomio, lo vede, ma non riesce a comunicarlo alle donne. Solo più tardi le sorelle capiranno la verità e il loro tragico destino si compirà inesorabilmente.

NOTE DI REGIA
Eyes ha l'ambizione di rappresentare l'incomunicabilità che caratterizza il post-moderno. La crudeltà degli eventi delineati costituisce un invito, nei confronti del pubblico, a reagire di fronte all'immobilismo, all'approssimazione e all'indifferenza del mondo contemporaneo. Le luci, le atmosfere, le forme e gli oggetti diventano allegoria di un sistema sociale incoerente e meccanico, privo di contenuto. I personaggi di Eyes sono costretti a vagare in una realtà distorta e immobile in cui la cecità o il mutismo non sono solo degli handicap fisici, ma anche e soprattutto paralisi psichiche. (Nicola Ragone)

Video:
http://vimeo.com/37631396

Teatro di Documenti
Via Nicola Zabaglia, 42 - Roma
Spettacoli da giovedì 29 Marzo a domenica 1 Aprile 2012 ore 21.00
Domenica ore 17.30
Biglietto: 12.00 € + 3.00 € (tessera associativa)
Info e prenotazioni: 06.5744034 - 328.8475891 -
eyes.tragedia@gmail.com
Ufficio Stampa: Graziella Travaglini -
graziellatravaglini@gmail.com

martedì 28 febbraio 2012

PER TROPPA VITA CHE HO NEL SANGUE: la vita e la poesia di Antonia Pozzi dal 1° al 18 marzo al Teatro di Documenti

TEATRO DI DOCUMENTI
dal 1° al 18 marzo 2012
PER TROPPA VITA CHE HO NEL SANGUE
la breve vita e la grande poesia di Antonia Pozzi
drammaturgia e regia di Anna Ceravolo,
allestimento di Carla Ceravolo
con Eleonora Bresciani (in video), Valentina Di Blasi, Valentina Mannone, Silvia Poggiogalli.
Musiche eseguite da Silvia Gramegna.
Video e foto di Renato Ferrero.
Tecnico luci e suono Lucia Miele Liquori.
Per troppa vita che ho nel sangue tremo, nel vasto inverno. (Antonia Pozzi)
Mi sono avvicinata alla poesia di Antonia Pozzi sei anni fa, quando ancora la figura e l'opera della grande poetessa erano quasi avvolte nel silenzio. Mi ha subito colpito la precisione del linguaggio di Antonia, la capacità chirurgica di incidere nel suo animo e nel nostro con la lucidità invincibile delle parole. 
La prima messinscena di questo spettacolo, sulla scia emotiva della mia "passione a prima vista" per la figura di Antonia Pozzi e dei suoi scritti, è del 2007. Il lavoro è stato poi presentato l'anno successivo, ed ora, per celebrare i cento anni dalla nascita, viene proposto in una versione che segna un'ulteriore analisi della personalità e delle opere di Antonia, confermando, a me innanzitutto, la forza della sua poesia, la sua capacità di sorprenderci.
Antonia Pozzi nasce a Milano il 13 febbraio 1912, cento anni fa, e vi muore suicida, a soli 26 anni, il 2 dicembre 1938.
Figlia unica di una agiata famiglia, Antonia può studiare, frequentare amici, viaggiare, seguire in prima persona la vita culturale dell'epoca: gode cioè di un grado di emancipazione come solo pochissime donne di inizio Novecento. Antonia si affaccia dunque alla vita colma di attese e di desideri, invece le convenzioni sociali, il perbenismo altoborghese, la morbida misoginia serpeggiante nel mondo intellettuale minano le sue sicurezze, e soffocano la sua avidità di vita.
La poesia, la scrittura, sono lo strumento con cui Antonia nutre e nello stesso tempo placa la sua gorgogliante e irruente vita interiore. Nel suo breve tempo, trascorso come una meteora, ci lascia pagine straordinarie che, non dimentichiamo, restano l'opera di una "ragazza", una ragazza che a ventisei anni decide di chiudere con la vita. Il che, certo, non serve a rendere più bella la sua poesia, ma rende noi, che la amiamo, più stupefatti della sua grandezza e più commossi.
Per avvicinare lo spettatore e sospingerlo con delicatezza nel mondo di Antonia Pozzi, abbiamo deciso di immergerlo in uno scenario di immagini, sonorità e atmosfere che sono tratte dall'album di Antonia, alla scoperta della sua poesia, della sua vita, dei suoi luoghi.
La poesia di Antonia Pozzi è stata totalmente ignorata quando lei era in vita. Spero che questo spettacolo le renda un po' di giustizia, e che il pubblico, come è avvenuto per me, venga sedotto dall'intelligenza di una grande scrittrice e provi la stessa tenerezza che provo io per una giovane donna che non poteva rinunciare a se stessa.  (Anna Ceravolo)
TEATRO DI DOCUMENTI
 Via Nicola Zabaglia, 42 - 00153 roma
tel.-fax  06.5744034 / 06.5741622
spettacoli da martedì a sabato ore 20.45, domenica ore 17.30
Biglietti:  intero € 15,00 - Ridotto convenzioni € 12,00 - Ridotto over 65, studenti € 10,00 - Gruppi scuole  € 7,00 -
Tessera € 3,00
Info e prenotazioni: da lunedì a venerdì dalle 10.30 alle 18.30:
tel. 06/5744034 - 06/5741622
teatrodidocumenti@libero.it

 

giovedì 20 ottobre 2011

DAVIDE vs GOLIA - CRONACHE DEL G8. Ieri come oggi: uno spettacolo per riflettere e non dimenticare

Recensione di Irene Conti

Genova 2001- Roma 2011. Questo spettacolo sul G8 capita a proposito. La vasta eco delle polemiche di questi giorni ancora risuona nelle nostre orecchie. Sembra essere tornati indietro di dieci anni, quando le manifestazioni contro i “Grandi della terra”, divennero scenario di una vera e propria guerra urbana. Le assonanze tra Genova e Roma ci sono, anche se, fortunatamente, le conseguenze, nella Capitale, sono state minori. I dissensi che portarono agli scontri dal 19 al 22 Luglio 2001, forse voluti, lasciarono una città devastata sia nell’anima che nella carne: 560 feriti, oltre 200 persone arrestate; 30 miliardi circa di danni e un morto, Carlo Giuliani di 23 anni, ucciso da un colpo di pistola sparato da un giovane carabiniere. I fatti di questo docu-drama sono raccontati da due attori che impersonano le due opposte fazioni, un manifestante e un carabiniere, in cui ognuno dà la propria versione, in un’alternanza scandita da video in cui vengono spiegati, alle forze dell’ordine, i vari comportamenti da adottare in caso di sommossa. Non c’è scenografia. Solo i due attori, uno vestito con jeans e maglietta, e l’altro, in mimetica, che raccontano la propria verità in un vero e proprio “botta e risposta”. E tanto basta.
Tanto basta a spiegare come il “popolo di Seattle”, conosciuto più comunemente come No-global, volesse svelare al mondo il problema del controllo dell’economia da parte di un esiguo gruppo di persone, cioè otto capi di Stato che, per potere economico, politico e militare, si ponevano al di sopra delle autorità degli altri Stati e di quelli dei loro stessi Paesi. Oggetto di contestazione furono anche tutte quelle organizzazioni sovranazionali neoliberiste quali l’Organizzazione Mondiale del Commercio e il Fondo Monetario Internazionale.
I manifestanti volevano solo esprimere pacificamente il loro dissenso. Perchè allora tutta quella violenza selvaggia da parte delle forze dell'ordine, per le strade, alla Scuola Diaz, nei centri di detenzione come Bolzaneto? E a questo quesito se ne aggiungono altri.
Perché sulle manifestazioni contro il G8 e la globalizzazione si è cercato di alzare la tensione, parlando di informative da parte dei Servizi Segreti, dove si paventava il pericolo di lanci di sangue infetto da parte dei manifestanti, di pitbull aizzati contro i poliziotti, di gomme incendiate, con i media immediatamente pronte a riportarne le notizie, amplificandole?
Perchè le bombe al TG4, alla caserma dei carabinieri di San Fruttuoso e allo stadio Carlini? Perchè nessuno nelle forze dell'ordine si era preparato effettivamente a gestire la manifestazione e gli scontri? Perchè i Black Block non vennero né schedati, né bloccati alla frontiera se tanti erano già noti ai Servizi Segreti e alla Digos? Perchè il trattatto di Schengen in quei giorni venne sospeso? Perchè i vari reparti che si dovevano occupare del mantenimento dell'ordine vennero dotati di gas lacrimogeni, considerata arma chimica e quindi proibita?
Perchè i vari reparti vennnero anche dotati del manganello Tonfa, che essendo in alluminio è capace di spezzare denti e ossa?
Poi, il centro di detenzione Bolzaneto e la scuola Diaz. Troppe domande senza risposta su cui la pièce cerca di fare luce.
A Genova è sicuramente successo qualcosa di gravissimo, di indegno per un paese civile: Insulti, pestaggi, ingiurie, sospensione dei diritti civili... Le spiegazioni ci sono e "Davide contro Golia" ne mette in luce le ragioni politiche e le connivenze di Stato. 
Uno spettacolo che ci chiama a sfuggire alla lobotomia di massa, che ci chiama a riflettere su quanto è successo in passato e su quello che sta succedendo anche oggi. Uno spettacolo per ricordare, perché - come dice uno dei protagonisti - senza la memoria un Paese rifarebbe sempre gli stessi errori”. Questo  è teatro civile, questo è teatro da consigliare. Passiamo parola.

Teatro di Documenti
Via Nicola Zabaglia, 42 - Roma (Testaccio)
dal 18 al 23 Ottobre
Davide contro Golia- Cronache del G8
Con Andrea Paolotti e Federico Brugnone
Videoproiezioni di Marco Di Campli San Vito
Regia di Paolo Orlandelli

lunedì 3 ottobre 2011

DESAPARECIDO: emozioni a tinte forti al Teatro di Documenti

Recensione di  Irene Conti
Il Teatro di Documenti inizia la sua stagione con “Desaparecido", uno spettacolo drammatico, toccante, e ricco di emozione tratto da una storia realmente accaduta. 
Nel marzo del 1976 in Argentina ci fu un colpo di stato definito “Processo di Riorganizzazione Nazionale” ad opera della Polizia argentina, guidata dal Jorge Rafael Videla. L’operazione, chiamata in codice “Noche De Los Làpices” (La notte delle matite), aveva lo scopo di sequestrare, torturare ed uccidere studenti delle scuole superiori, colpevoli, secondo il regime, di “attività atee ed anti nazionaliste”. Precedentemente al 16 settembre gli studenti della UES (Uniòn Estudiantil Secundaria) avevano promosso una manifestazione contro l’abolizione del “Boleto Estudiantil”, un tesserino che consentiva agli stessi sconti su libri di testo e riduzioni sul biglietto dei mezzi pubblici, senza il quale molti non avrebbero potuto più frequentare la scuola. Il regime considerò questa protesta “attività sovversiva” e per questo i “rei” furono sequestrati ed uccisi dopo essere stati torturati in modo indicibile. Quella del 16 settembre viene ricordata come “La Notte delle Matite Spezzate”: sei giovani studenti vennero sequestrati e fatti sparire. Nei giorni successivi altri giovani subirono la stessa sorte. Da qui il termine “Desaparecido” cioè ”chi è stato fatto scomparire”. Sulla testimonianza di Pablo Diaz, uno dei sopravvissuti (e fondamentale per la ricostruzione dei fatti), è costruito questo spettacolo colmo di vibranti emozioni, capace di suscitare paura, rabbia ed empatia per la vittima seviziata e torturata. Le corde legate al corpo dell’attore sembrano legare tutti i presenti in sala; l’efficace effetto luci, nel momento della scarica elettrica, (di grande impatto!), sembra fulminare anche il pubblico. Complice anche il suggestivo spazio del Teatro di Documenti che sembra quasi spingere lo spettatore in mezzo alla scena ed immergerlo nella sconvolgente vicenda. Il pubblico partecipa al dramma e vive la sofferenza patita dal giovane protagonista in un’ora circa di emozione pura, capace di entrare nella pelle e nelle viscere degli spettatori. 
Il racconto è scandito dalla musica e dal Tango, ballo tipico argentino, eseguito da due ballerini professionisti, freschi campioni del mondo di questa specialità. Una pièce vibrante, dall’ottimo taglio registico ed interpretato da bravi e convincenti attori. 
Desaparecido denuncia uno dei regimi più repressivi della storia del Novecento, è uno spettacolo che merita assolutamente di essere visto perché fa luce su un lato oscuro della storia dell’umanità e perché quella di Pablo Diaz non è che una delle trentamila storie di Desaparecidos del nostro tempo.

TEATRO DI DOCUMENTI
Via Nicola Zabaglia - Roma (Testaccio)
www.teatrodidocumenti.it

martedì 13 settembre 2011

Teatro di Documenti: SARTORIA TEATRALE E TAGLIO STORICO - Laboratorio di Sybille Ulsamer

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TEATRO DI DOCUMENTI
dal 10 al 22 ottobre 2011
SARTORIA TEATRALE E TAGLIO STORICO
Laboratorio concentrato di apprendimento sartoriale di base e di taglio storico
a cura di Sibylle Ulsamer
Programma:
Stomacher '700:
come primo approccio al diagramma storico – lettura – traduzione grafica – esecuzione pratica con vari materiali: saggina – midollino – acciaio – ecc.
Il Corpetto Storico:
dal diagramma storico - lettura – trascrizione in misure reali – confezione in tessuti di base – steccatura con stecche di plastica
Lettura del Figurino Storico:
modellazione in carta su manichino al vero – ricavo del modello di taglio – esecuzione tagliata e cucita in materia di feltro – verifica di traduzione scultorea del modello di carta
Successivamente si prevede di attivare un secondo e terzo modulo a completamento della formazione professionalizzante.
SIBYLLE ULSAMER costumista, scenografo, argentiere. Ha studiato a Colonia, Düsseldorf e negli Stati Uniti. Assistente ai reparti costumi in vari teatri tedeschi e al Festival di Salisburgo viene quindi invitata a dirigere la sartoria del Piccolo Teatro di Milano durante il sodalizio artistico Strehler-Damiani. Collabora per lunghi anni con Luciano Damiani, e con molti registi e scenografi di fama internazionale nei maggiori teatri europei. spaziando tra opera lirica, prosa, balletto, cinema e televisione. Ha ricevuto, per la mini-serie televisiva Pietro Il Grande l'ambito Emmy award (l'Oscar per la televisione), da parte dell'Academy of Television Arts and Sciences, LA, USA. Ha diretto il reparto costume del Teatro dell'Opera di Roma, e quello dell'Arena di Verona/Teatro Filarmonico. Ha svolto attività di formazione per tagliatori storici e costumisti in collaborazione col Teatro Regio di Parma, l'Università di Siena, Techne a Benevento, FormArt Lavoro a Salerno.
Orario: 75 ore da lunedì a venerdì per due settimane 9.00 - 13.00, 14.00 - 17.30
Costo : € 900,00 ( € 12,00 l'ora).
Sconto di € 50,00 per chi porta la propria macchina da cucire.
Ulteriore sconto di € 20,00 per chi si iscrive entro il 20 settembre 2011.
Sconti riservati a studenti (accademie e università corsi teatro o moda).
Gli sconti sono cumulabili .
Termine ultimo di iscrizione 30 settembre
Parte del materiale utilizzato durante le lezioni viene fornito dall'organizzatore del corso e
rimane di proprietà del partecipante.
In caso di rinuncia alla frequenza le quote versate non verranno restituite.
TEATRO DI DOCUMENTI
Via Nicola Zabaglia, 42 - Roma (Testaccio)
 info: 06.5744034 - 328.8475891
teatrodidocumenti@libero.it